martedì 19 giugno 2018

Alla scoperta della Val Barconcelli - 19 Giugno 2018



C'è una cosa che non ho capito mamy, cosa c'entra il caminetto con la passeggiata di oggi?”
Niente Kyra … era la passeggiata che avremmo dovuto fare solo che una frana ci ha impedito di arrivare li con la macchina
Ho capito, quando hai tirato giù tutte quelle madonne … “
KYRA! Non è vero … e poi chi ti ha insegnato quel linguaggio? Ero solo perplessa … e un pochino incavolata per il cambio di programma non programmato.
Pensa che ti ripensa: dove andiamo ora? Da una parte ho pensato ai Pizzi di Parlasco che mi erano piaciuti tanto … poi ho pensato alla Val Varrone. Lo so, li non si trova mai parcheggio in settimana visto che lavorano ma ci provo. L'idea era di salire all'Alben e poi fare il traverso che dovrebbe portare più o meno a metà della Val Varrone (non l'ho mai fatto per cui non so esattamente dove arrivi) ma sono indecisa. Ci penserò una volta la.
Ma anche la l'indecisione la fa da padrona: vado di qui o di la? Alla fine scelgo la Val Varrone perchè l'obiettivo della giornata è vedere se mi trovo con il 18/55 visto che il Tamron deve andare in manutenzione e me lo terranno via circa un mese.
Inizio la strada facendo foto ai fiori.
Kyra inizia la strada andando a cercare il torrente per fare il bagno. Ora, io sono contente se fa il bagno ma scende giù per i bricchi dove il torrente è piuttosto impetuoso!
Mamy, ma lo sai che sto attenta!”
Lo so un corno perchè tu non conosci cosi bene il fiume.
E poi lo sai che non vado dove non tocco!”
Non è questo il problema, ma se ti fai prendere dalla corrente?
Non ce la farà mai a prendermi la corrente!”
Cmq lei fa queste cose e io mi riempio di paura. Però sono strafelice che si bagni cosi almeno sta fresca. Ed è anche vero, non va dove non tocca … sta scemotta la vedo nelle pozze con anche le zampette dietro allungate per prendere più acqua ma non se ne parla di nuotare. Imparerà prima o poi?
In ogni caso, anche se non è troppo presto non fa nemmeno un gran caldo e cosi arriviamo a Forni di Sotto io con le foto ai fiori lei con i bagnetti.
E allora provo a salire da qui. Mi fermo a chiacchierare con una signora che invece che ragguagliarmi sul percorso che mi riporterebbe alla macchina mi mette più ansia cosi decido di andare ai Laghitt. E' tardi ormai, ho fatto due conti e non arriverò li prima delle 13:30 mentre io almeno oggi vorrei tornare a casa relativamente presto.
E salgo. Passo le baite della omonima valle e poi entro in paradiso. Qualche mucca al pascolo, poi inizia la vegetazione di montagna. I rododendri in fiore, il bosco che ogni tanto ti rinfresca, il torrente per la gioia di Kyra, qualche baitello … Un sentiero oltretutto tenuto benissimo!
Sono estasiata e continuo a guardarmi intorno pensando a come mai una valle meravigliosa come questa non sia conosciuta.
Mi do tempo fino alle 13 per tornare indietro ma prima di quell'ora arrivo alla testata della valle e dei laghetti nemmeno l'ombra. C'è da risalire ma sinceramente oggi non ne ho più voglia. Ci si ferma qui.
Penso alla mia vita precedente quando non arrivare alla meta prescelta era uno smacco, quando l'importante era la cima e non si girovagava mai per il gusto di fare foto e conoscere una valle nuova.
Sorrido perchè ora so che mi godo cose che prima quasi non vedevo. Perchè so che ora in montagna ci si va più serenamente.
Mangiamo poi si mette il tubo per il macro e si inizia a scendere. In un lampo siamo in Val Varrone, la discesa è piuttosto calda ma tra le foto, Kyra e i miei pensieri non è mai noiosa.
Penso che solitudine della Val Barconcelli sia proprio dovuta all'avvicinamento noioso.
A casa guardo la cartina: i laghetti erano a 200 m sopra di me e ci sono un sacco di sentieri che si intersecano e che collegano anche con la Val Biandino. E si accende una lucetta … perchè no? Magari in un futuro …

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 779
Quota arrivo massima: m 1.726
Dislivello: m 996 circa
Tempo totale: 5 h 47 m compresa di tutto
Km percorsi: 15,3 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Fontane e torrenti


sabato 16 giugno 2018

Poker di alpi - 16 Giugno 2018


Alpe Buglio m 1.554
Alpe Forcola m 1.838
Alpe Cima (o Scima) m 1.875
Alpe Cermine m 1.346
Selena mi da questo consiglio. So che quella zona è meravigliosa per cui mi informo sul punto di partenza e via.
Sulla strada mi rendo conto che non mi basterà il GPL per cui metto la macchina a benzina per fare i miei soliti 50 km mensili. Solo che arrivati a Colico mi rendo conto che anche a benzina non sono ben messa. Non bastasse, mi fermo a Ristop per prendere la rivista “montagne divertenti”, fare pipì e bere il caffè. Con la prima mi va bene, con la seconda no (coda da pullman) e quindi niente anche per la terza. I bar successivi sono pieni e non trovo parcheggio. (Ma perchè vado a camminare di sabato???) Poi il navigatore mi fa entrare nella via meno trafficata … ma anche senza benzinai … e senza bar …
Per fortuna riesco a risolvere tutto: trovo il benzinaio, trovo il bar (e il bagno) e la strada per andare a Voga.
Trovo perfino il parcheggio in ombra, e sarà una benedizione al ritorno. Cambio scarpe e iniziamo la nostra passeggiata. Quello che mi ha lasciato perplessa è il parcheggio con tante macchine. E' un posto poco frequentato e speravo, nonostante è sabato, di trovare poca gente.
Sono di umore piuttosto nero, ho parecchi problemi in questo periodo e faccio fatica a fronteggiarli.
Le passeggiate, soprattutto se in solitaria, mi aiutano a trovare delle soluzioni che nelle quotidianità non arrivano. Non ho trovato soluzione a tutto ma ho preso una decisione almeno per uno dei miei problemi.
E cosi pensando arrivo prima all'Alpe Buglio (sosta) e poi al bivacco Forcola perchè si, all'alpe uno splendido signore ha preparato un bivacco davvero super.
Con disappunto vedo che ci sono 3 persone. Appena mi affaccio mi viene spontaneo: e voi che ci fate qui? (ridendo, ovviamente) E loro: un piatto di pasta!
E cosi è andata che ci siamo divisi quello che avevamo e abbiamo mangiato un piatto di pasta, bevuto caffè e ammazza caffè e chiacchierato per almeno due ore.
E' stato quasi un peccato dover andare via ma quello che avanza da fare del mio giro ad anello era più lungo dell'andata. Due sono scesi dalla stessa parte mentre il ragazzo più giovane ci ha accompagnato fino alla macchina. Nonostante lui giovane e veloce ha deciso di stare con noi … ho apprezzato e non poco anche se ho fatto più fatica a scendere. Abbiamo preso inoltre un sentiero che secondo me era stato usato dalle mucche che hanno caricato l'alpe ed era conciato davvero male.
Io ho fatto molta fatica anche perchè sono scesa più velocemente di quello che avrei fatto da sola e non so davvero come ho fatto ma sono inciampata, per fortuna non caduta perchè avevo la macchina fotografica appesa allo zaino, e mi sono fatta male ad uno stinco 
La chicca della giornata: arrivata all'Alpe Cima … SORPRESA! Io qui ci sono già stata! E controllando a casa ho fatto ESATTAMENTE lo stesso giro! Che bello non avere assolutamente memoria!!!
Le foto poi parleranno da sole, a volte con qualche dida aggiuntiva 
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.044
Quota arrivo massima: m 1.888
Dislivello: m 1.005 circa
Tempo totale: 7 h 28 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,6 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Tantissime fontane e torrenti

venerdì 25 maggio 2018

Alpe di Lendine m 1.710 - 25 Maggio 2018



Giuliano ed io ci eravamo già stati ma avevamo la meta del Pizzaccio per cui non abbiamo fatto poi tanto caso all'ambiente che abbiamo attraversato. Ora prendiamo come meta l'Aple di Lendine che come dislivello è a metà strada con il Piazzaccio ma come lunghezza del percorso è a circa 2/3
A Olmo, paesino di partenza, ci accoglie un Babbo Natale senza divisa di ordinanza che ci intrattiene con qualche chiacchiera e poi ci indica il sentiero.

Salendo abbiamo visto una marea di fontane. Belle, di legno. Poi sono iniziati anche gli idranti. Cavolo, non ne avevo mai visti nel bosco. Alla fine c'era la fontana accoppiata all'idrante.
Il bosco è di larici e oltre ad essere fantastico se prende fuoco è davvero un dramma.
Si sale con calma perchè visto la lunghezza del percorso non è mai togli fiato e cosi riesci a goderti in pieno il rumore del torrente, il canto degli uccelli, i fiori … insomma il bosco! E anche Kyra ha apprezzato molto.
L'Alpe è un posto bellissimo. Quasi tutte le baite sono ristrutturate e in estate vengono abitate, fosse anche solo per il we. Noi ci impossessiamo di un tavolo e li mangiamo. Ci riposiamo, facciamo un giro in centro al paese … insomma: cazzeggiamo. C'è un motivo. A Chiavenna c'è una torrefazione che fa un caffè che più buono di cosi non ne abbiamo mai bevuti. Purtroppo apre alle 16 e noi ci teniamo a incontrare il signore … vabbeh, ci teniamo a bere il suo caffè.
Cosi, con molta calma, scendiamo.
E incontriamo una carriola a motore, con i carri armati al posto delle ruote. La signora davanti con la corda e dietro il marito che la guida. Ci vedono, vedono il cane. Fermano la macchina e iniziamo a chiacchierare. Che bello incontrare persone che hanno ancora voglia di perdere un po' di tempo a parlare di niente, che hanno rispetto per il cane (andare voi che poi accendo se no il cane si spaventa) e questo signore ci raccontava che ha messo lui le fontane e gli idranti perchè qualcuno gliele ha regalate, nuove nuove!
Sono ammirata quando trovo queste comunità che ancora vivono in armonia e in rispetto della natura e di chi incontri.
Scendendo ancora troviamo un ombrello strarotto sotto un masso. Ci lamentiamo di chi lo ha lasciato li e proseguiamo. E qui mi fermo: a cosa serve lamentarsi e basta? Torno indietro e prendo l'ombrello per portarlo a valle. Mario si offre di portalo lui. Ecco, dopo esserci lamentati sarebbe davvero il caso di prendere l'iniziativa e tenere puliti i nostri sentieri.
Rientro in una caldissima Chiavenna troppo presto per la torrefazione per cui ci concediamo un gelato (discreto) aspettando le 16.
Entriamo e io inizio subito a ricordargli chi siamo, gli dico che eravamo stati li la mattina … etc etc etc … mi ha attaccato un bottone che non finiva più ma era anche interessante quello che diceva! Per fare 3 caffè ci ha impiegato una vita, macinava il caffè uno per volta e poi con una piccola Gaggia lo preparava.
Cosi, mi sono ritrovata con una ricetta per una pasta al caffè e il caffè omaggiato gentilmente oltre al mezzo chilo che ho comprato.
Che profumo … non avete idea!
Tornando ci siamo dimenticati di fermarci a comprare Montagne Divertenti e i biscotti.
Pazienza.

P.S. Tante chicce della gita le trovate raccontate sotto le foto ;) 

Giuliano, Mario, heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.056
Quota arrivo massima: m 1.700
Dislivello: m 655 circa
Tempo totale: 5 h 47 m compresa di tutto
Km percorsi: 1710,9 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Tantissime fontane e torrente sempre a lato





heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 961
Quota arrivo massima: m 1.451
Dislivello: m 620 circa
Tempo totale: 4 h 33 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,6 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Torrente e fontane a gogò

martedì 24 aprile 2018

Un giro molto Generoso m 1.704 – 24 Aprile 2018



Davvero generoso questo giro e non solo perchè abbiamo salito il monte omonimo. Di avventure ne abbiamo avute di ogni genere a partire dal cercare di arrivare a Erbonne, il punto che ho scelto come partenza per poter effettuare un anello.
Stavolta la sosta caffè la facciamo lungo la strada che attraversa la splendida Val d'Intelvi … ma quanto è bello questo posto?
Il primo intoppo lo trovo a 2,8 km da Erbonne. Vedo un cartello di divieto con la solita scritta: strada agro-silvo-pastorale. Parcheggio e mi guardo intorno. Il nulla. C'è un'area pic nic e basta. Neanche un cartello sentieristico. Penso che 2,8 km prima di arrivare alla partenza sono troppi. Mi viene il dubbio che il divieto non sia per la strada asfaltata per cui risalgo in macchina, con Kyra che non capisce perchè, e proseguo. Strada piccola piccola a curve continue fino ad arrivare ad uno splendido parcheggio, peccato solo molto assolato. Li il cartello lo vedo: Erbonne a 150 m. Divieto di accesso tranne che per i residenti. Qui mi suona meglio per cui mi cambio le scarpe e iniziamo il nostro giro.
Troverò il sentiero una volta arrivata in paese? Alla prima casa vedo due signore che chiacchierano e chiedo: vai alla chiesa, sulla destra c'è il sentiero per l'alpe di Orimento, prendi sempre a destra. Bene, ovviamente io prendo sempre a destra e mi ritrovo si davanti a dei cartelli ma non solo il mio alpe. Ok, cerchiamo la chiesa e cosi intanto mi guardo questo splendido paesino che è Erbonne. Alla chiesa non solo trovo il mio cartello ma vedo anche quello che porta a Scudellate, che è il paese da cui devo rientrare. OTTIMO! Ho poche possibilità di perdermi!
Inizio la mia dolce salita. Bellissimo sentiero. Nel bosco, calmo e solitario.
A Orimento trovo l'Alpeggio delle Coccole che recupera animali in difficoltà (sequestrati e salvati dai maltrattamenti) e li accudisce. Non so d'inverno dove li accudisce visto che è tutto chiuso. Inoltre offre ospitalità a famiglie con bambini, coppie e ragazzi. Ecco, io non sarei bene accetta visto che non rientro in nessuna di queste categorie …
Proseguendo trovo il cartello per il Monte Crocione. Faccio due conti e decido che posso salire anche al Crocione. L'altra volta che sono stata qui era il 2013, un anno molto particolare per me. Ci avevano invitato degli amici di Giuliano e avevamo fatto il giro sentiero alto – sentiero basso fermandoci poi a mangiare all'arrivo dello skilift, non siamo arrivati in cima al Crocione.
Qui inizio a trovare gente. Il primo è un ciclista che ci spaventa, ma è simpatico e non se la prende se Kyra gli abbaia addosso anzi, ci chiede scusa. Allo Skilift vuole abbandonare la salita visto che si fa fatica a portare su la bici a mano. A volte davvero la soluzione più banale non la si vede: perchè non la lasci qui? Accetta la mia proposta e saliamo insieme gli ultimi metri. In cima riesco a farmi fare una foto mentre lui continua a guardarsi intorno estasiato dal panorama,
Lui scende, noi ci fermiamo un momento (sosta banana) e poi scendiamo per andare a prendere il sentiero alto che sale al Generoso.
A Orimento incontro un ragazzo che parla strano, è straniero, direi americano dall'accento (poi me lo confermerà) e lo accompagno all'inizio del sentiero. Chiacchieriamo un po', mi racconta che lui accompagna in giro gli americani non solo in Italia ma anche nel mondo. Americani ricchi, hotel a 5 stelle … e ogni tanto li porta anche in giro per i monti. Mi dice che i suoi genitori erano in affari con una coppia di Erba cosi l'hanno mandato qui a fare la terza media. In questo modo ha imparato a parlare benissimo italiano anche se l'accento americano rimarrà sempre.
Ma lui è giovane e io voglio fotografare i fiori per cui lo lascio andare “ci vediamo in cima”.
Ma.
Bivio.
Lui prende a sinistra. Io lo seguo ma non sono convinta. Lo chiamo: sai che secondo me si va di la? Torniamo indietro ed effettivamente avevo ragione io. Mi ringrazia ma nel frattempo arriviamo ad un altro bivio. Lui sale, secondo me però si sta giù cosi chiedo ad un signore che è li sdraiato a prendere il sole: vai giù di li, poi attraversi la pineta e sei in cresta.
Con il ragazzo americano ci ridiamo su e ci salutiamo nei pressi della pineta con un: ci vediamo in cima … oppure al prossimo bivio!”
Torniamo alla solitudine. La cresta è molto ampia con qualche chiazza di neve ma si riesce ad aggirare perfettamente. Quando iniziamo ad avvicinarci alla meta iniziano le persone. Incontriamo un paio di gruppetti italiani, poi uno tedesco. Poi siamo in cima. Lego Kyra, c'è tanta gente in giro e …. il ragazzo americano è li che mi aspetta per mangiare insieme! Carinissimo!
Ognuno il suo panino chiacchierando del più e del meno. Poi gli spiego come scendere dal sentiero basso e gli racconto della grotta dell'orso che però è chiusa. Dovrebbe aprire a giugno ma c'è un biglietto da prendere a non so quale parcheggio.
Intanto la cima si è svuotata e rimaniamo noi e due ragazzi che si avvicinano timidamente a Kyra, uno per volta. Amore a prima vista. Allora rifornisco le loro mani di croccantini ed è divertimento per tutti.
Il motivo per cui siamo qui è il fiore di pietra, il nuovo ristorante costruito visto che quello vecchio era pericolante. Me lo aspettavo diverso, forse più grande, non so … ammetto che come costruzione mi è piaciuta, anche dentro è tutto bello per quello che ho potuto vedere. Ci sono 2 ristoranti, una terrazza panoramica e due sale conferenze. I ristoranti sono self service e nella terrazza coperta da ombrelloni ti ci puoi sedere tranquillamente. C'è pure un mini parco giochi per i bambini che se fossimo in Italia qualche genitore avrebbe già denunciato per la pericolosità … qui salivano e scendevano piccolo alpinisti senza che nessuno avesse nulla da obiettare.
Quindi, salutiamo i due ragazzi in vacanza e scendiamo a fare un po' di foto. Gira di qui e gira di la, fotografa qui e fotografa la … vorrei andare in bagno ma con Kyra … essendo in Svizzera scommetto che nessuno avrebbe da ridire e mi sento anche di scommettere sulla pulizia dei bagni. Quello su cui non mi sento di scommettere invece è se sono gratuiti e io i franchi svizzeri li ho ovviamente lasciati a casa.
E qui rincontriamo i due ragazzi della cima, sono seduti su una panchina che aspettano il trenino con cui hanno deciso di scendere. Alla fine si offrono di tenermi zaino e Kyra per il tempo di andare in bagno (a proposito, non è a pagamento). Lo so che per Kyra non sarà il massimo ma li ha già visti in cima e poi lascio li anche il mio zaino. Le do il comando “RESTA” e scappo via. Quando torno i ragazzi sono li che se la ridono perchè Kyra non si è mai mossa … guardando sempre la porta da cui sono entrata! Li risaluto e mi avvio con Kyra che mi tira. Non voleva stare li un minuto di più per paura che i ragazzi la portassero via immagino …
E' ora di pensare alla discesa, oggi me la voglio prendere comoda e non pensare al fatto che potrei tornare tardi. Per fortuna trovo i cartelli con il paese dove devo scendere perchè il sentiero porta dall'altra parte della valle e iniziavo un po' a preoccuparmi … e poi bivio: Scudellate di qui e Scudellate di la. Mi sembra il sentiero dello spirito del bosco. Qualche prendo? Tiro la moneteae ho l'impressione che ho scelto il più ripido. E a gradini. Niente di che, sia ben detto, ma penso al mio ginocchio che in questi giorni non è messo benissimo.
Ci siamo quasi quando mi trovo davanti una costruzione con un cancello. Orpo. Mi avvicino e leggo: chiudere il cancello. Ok, allora si dovrebbe aprire. Dovrebbe. Un po' di olio non sarebbe male ma con qualche accidenti riesco ad aprirlo. Per la cronaca siamo in un roccolo ristrutturato. Per continuare il sentiero devo aprire un altro cancello, sempre un po' duretto. Discesa spettacolare e arriviamo su una carrareccia. Scudellate la danno a 10 minuti. Mi fermo a riflettere: che ci vado a fare? Deciso, torno a Erbonne e mi vado a visitare meglio il paese. C'è un ponte che collega le due zone (non so prima come si collegavano) e i cartelli dicono che i confini li non li hanno mai capiti. I due paesi si sono sempre scambiati, la gente andava di qui e di la senza problemi … poi è arrivato il confine. Noi uomini siamo proprio perfetti per dividere la gente, purtroppo.
Mi faccio il mio giretto a Erbonne e poi torno alla macchina. Mentre mi cambio arriva un ciclista che studia ben bene la cartina che c'è sul cartello esplicativo. Poi, con una scusa, si mette a chiacchierare con me e mi chiede se c'è il ponte che passa questa forra perchè nelle sue cartine non è segnato. Mi racconta un po' di fatti suoi, gli chiedo dove è diretto e mi dice che torna in Svizzera. Ok, sei in bici, prima o poi a casa ci arrivi.
Cosi come ci arriviamo noi, neanche tanto tardi. Stanche. Non so perchè ma questa volta sono stanca. Piacevolmente stanca. E' stata una gita bella. Bella per la gente che abbiamo incontrato, per i boschi, i luoghi e i sentieri.
Ve lo consiglio il giro, magari non proprio in estate, ma ve lo consiglio proprio.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 923
Quota arrivo massima: m 1.707
Dislivello: m 1.122 circa
Tempo totale: 6 h 59 m compresa di tutto
Km percorsi: 17 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No


giovedì 19 aprile 2018

Dal Cornizzolo ai Corni - 19/4/18


In attesa che passino le ora più calde della giornata vi preparo l'album della gita in oggetto. Le foto sono tante, ho fatto il sentiero dello Spirito del Bosco a scendere e mi sono fotografata quasi tutte le sculture ... 

heliSLaLenta & Kyra 

I dati secondo Gipsy: 
Quota partenza: m 481 
Quota arrivo massima: m 1.277 
Dislivello: m 1.082 circa 
Tempo totale: 7 h 15 m compresa di tutto 
Km percorsi: 13,8 circa 
Percorso canabile: Si 
Acqua sul percorso: Si, Torrenti e qualche fontana

lunedì 2 aprile 2018

Anello Sentee di sort – Rifugio Bugone m 1.119 – 2 Aprile 2018



Percorso nuovo, copiato da Roberto: ho visto le sue foto e ho pensato che fosse un sentiero fantastico!
Il Sentee di Sort collega Casarico con Rovenna e offre lungo tutto il suo sviluppo dei bellissimi scorci panoramici sul lago, sulle montagne del triangolo lariano e sui paesi sottostanti. Il sentiero è stato riaperto nel 1993 dai volontari dell’Associazione Pro Rovenna con la collaborazione della sezione di Moltrasio del Club Alpino Italiano. Oltre che attraversare boschi e costeggiare vecchi terrazzamenti, testimonianza dell’attività agricola del passato, passa anche per la località Niasc, dove si trovano vecchie cave della famosa "pietra di Moltrasio". "
La descrizione che trovo sul blog “malatidimontagna.blogspot.it” è esattamente quello che volevo scrivere io ma manca una informazione che ho letto in internet ma ora non trovo più il sito e cioè che si chiamava cosi perchè i proprietari dei piccoli appezzamenti sorteggiavano i contadini che per quell'anno li avrebbero coltivati.

Cernobbio. Ricordi di zii e cugino. Abitavano li. Cerco di fermarmi per il caffè ma anche a pagarlo i parcheggi sono tutti pieni. E poi m i scoccia un po' pagare 1 € per bere un caffè. Cosi mi ritrovo sulla strada stretta stretta tutta a tornanti che sale a Rovenna. Penso che anche qui berranno il caffè, no? Invece nulla. Arrivo al cimitero (ampio parcheggio) e neppure un bar. Oramai convinta a rinunciare al caffè mi cambio e come esco dal parcheggio lo vedo. Non il bar ma il cartello che me lo indica. E io dietro allora. Non è proprio vicino ma non importa, ora spero soltanto che non sia il suo giorno di chiusura perchè altrimenti suono un campanello e chiedo se me lo fanno sto caffè.
Aperto! Entro, bel bar, gente simpatica … e hanno ancora due brioche … una pure vuota … come lasciarla li? Kyra ed io ce la godiamo, è davvero buona. Un buon caffè, 4 chiacchiere con le altre avventrici, visitina al bagno e poi usciamo, torniamo sui nostri passi e torniamo al parcheggio.
Ora cerchiamo l'inizio del sentiero. Anche senza la traccia GPS di Roberto non avrei potuto perdermi vista la quantità di cartelli. Il sentiero inizia proprio dietro al cimitero, un piccolo vialetto quasi nascosto ma ben segnalato.
E qui inizia lo spettacolo. Panorama sul lago stupendo, immersi nel verde, manufatti umani che hanno saputo domare questa terra ripida creando camminamenti e appezzamenti coltivabili.
Rimango sempre a bocca aperta quando vedo quanto lavoro per poter sopravvivere hanno fatto i nostri avi.
Il sentiero non è lunghissimo e ha un dislivello contenuto. Qui incontriamo un pensionato ENEL con cui mi fermo a chiacchierare. A lui hanno detto che c'è un sentiero più in alto per tornare a Montrasio, ci si incontrerà poi.
Arrivati all'abitato risaliamo per una splendida carrareccia e ri-incontriamo il pensionato ENEL. Ottimo, penso, lo farò anche io quel sentiero!
Intanto proseguiamo. Si succedono “monti” che in realtà sono paesi tenuti benissimo e sentieri tra il bosco fino a che non arrivo al tratto fatto un paio di anni fa. Questa carrareccia porta al Bugone. Anche quest'anno spero nel caffè invece nulla, è pure chiuso per ferie (riapre il 14/4) per cui mi accomodo ad un tavolino vista lago per il pranzo. Kyra mangia come una porcella … lo so, la vizio, ma che te lo prendi a fare un animale da affezione se poi non lo vizi?
La traccia di Roberto prosegue verso l'altro rifugio fino alla cima del Colmegnone, tratto che ho già fatto l'altra volta. Oltretutto il percorso è lungo e aggiunge almeno 400 m di dislivello in più e circa 6 km … ho paura che sia troppo per me ancora non troppo allenata.
Giracchio intorno fino a che non trovo il cartello che mi porta indietro. Qui la carrareccia non è bellissima, ci sono sassi grossi che rendono faticoso il cammino ma dura poco.
Arrivata al bivio con i Monti di Lenno cerco il bivio da fare per evitare il Sentee di Sort ma niente, non lo trovo. Incontro tre ragazzotti, mi fermo per parlare ma vedo che nessuno dei tre ne ha voglia per cui scendo al paese e torno per il sentiero del mattino. Non che mi dispiaccia, ma fare l'anello era meglio.
Ci fermiamo un attimo all'area pic nic, tolgo le scarpe e mi godo il panorama. Ora passano un po' di persone che si fermano a fare 4 chiacchiere. Che bello trovare gente rilassata che ha tempo di salutarti!
Riprendiamo il cammino e ritrovo i 3 ragazzotti e stavolta hanno voglia di parlare e allora chiedo loro del sentiero. Mi spiegano come prenderlo ma mi dicono che è anche un po' nascosto e non segnalato … meglio non averlo preso. Se torno da queste parti lo faccio all'andata.
Rieccoci alla macchina. Ero indecisa se tornare al bar per un gelato (confezionato) ma poi decido che non me lo sono meritato e torno verso casa. L'ingresso a Como è sempre trafficato ma poi prendo la strada alta e qui incontro quasi nessuno.
Giro lungo o giro corto ve lo consiglio, non in estate ovviamente!


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 375
Quota arrivo massima: m 1.133
Dislivello: m 965 circa
Tempo totale: 6 h 47 m compresa di tutto
Km percorsi: 13,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Si, tante e fontane e torrentelli


San Tomaso – San Martino – 2 Aprile 2018



Ormai mi sembra di fare solo gite diventate una tradizione. Ma va bene cosi.
Pasquetta si va a fare un giretto “da pensionati” di mezza giornata e San Tomaso è proprio bella. Inoltre dovrebbero essere fioriti anche i mandorli e sono uno spettacolo imperdibili.
Oggi siamo in 4 + 2, niente Gipsy ma la bambina si (dovrò anche trovare un nome alla mia bambina) ed ecco perchè questa piccola relazione: per presentare le foto.
La giornata ha una luce eccezionale, limpida e luminosa come non mai e le foto, anche se non esteticamente valide, lo dimostrano.
Dopo il caffè a San Tomaso decidiamo di proseguire e fare un piccolo anello per scendere a San Martino.
Facile, tranquillo, acqua per i cani e possibilità di farli scorrazzare a volontà.

Giuliano, Mario, Lorenzo & Otter, heliSLaLenta & Kyra