sabato 3 giugno 2017

Capanna Grassi dalla Val Bona – 3 Giugno 2017


Avevo visto il cartello … il masso indicativo quando sono stata in Val Biandino poco tempo fa ma mi incuriosiva capire dove fosse la salita. Avevo il dubbio che fosse quella valle dove sono stata con Giuliano nella mia vita precedente. Mi ricordo di quella gita una fatica immane e un bel tratto a ravanare. Invece oggi è andato tutto benissimo. Percorso che attraversa la valle opposto al “solito” e soprattutto in ombra (tenetelo presente se lo volete fare d'estate). E poi si entra nella Val Bona. Mamma mia che bella! Selvaggia e solitaria … e faticosa! Lo ammetto, ho fatto fatica perchè è davvero ripida ma vi assicuro che ne vale la pena.
Per i cani il primo tratto difficile è quando si attraversa il torrente. Ci sono le catene e un chiodo nella roccia per i piedi ma per i cani c'è da tenere conto che è umido. Nel dubbio ho legato Kyra me se l'è cavata alla grande.
Poi si incontra un bivio che permette di scendere in Biandino all'altezza della Baita degli Alpini.
Quando poi si è entrati in Val Bona c'è un punto in cui il sentiero è franato e li Kyra, che si fa sempre prendere dall'entusiasmo, è salita sul masso liscio e inclinato e ha iniziato a scivolare … mentre ho allungato la zampa … pardon, la mano, per prenderla si è fermata ma era proprio sull'orlo! Ecco, a volte bisognerebbe avere un po' di paura! L'ho legata e ho cercato il modo secondo me migliore per passare e tutto è andato bene.
La Bochetta di Valbona mi è apparsa all'improvviso e che respiro di sollievo che ho tirato!
Oggi era molto afoso e ho sudato 10 volte più del solito. Il sole si è fatto vedere poco e non so se è stato un bene, magari mi asciugava! Dalla Bocchetta al rifugio non c'è molto e li finalmente il meritato riposo.
Siamo poi scese dal solito percorso del Passo del Camisolo per la Val Biandino e poi per strada fino alla Fonte di San Carlo, io ero troppo stanca per prendere il sentiero. L'ho preso solo in quell'ultimo pezzo. E poi ancora per la cascata.
Siamo arrivate alla macchina accaldate e stanche ma appagate. Si, questa è una gita che davvero appaga corpo e spirito.
Ve la consiglio davvero!


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 663
Quota arrivo massima: m 2.054
Dislivello: m 1.418 circa
Tempo totale: 8 h 28 m compresa di tutto
Km percorsi: 19,1 circa
Percorso canabile: Si con un paio di passaggi a cui fare attenzione
Acqua sul percorso: Torrenti e fontana al rifugio

lunedì 29 maggio 2017

Basta croci sulle cime!

Chi mi conosce sa come la penso, ma a scriverlo ci riesce molto meglio Luca Rota:
https://lucarota.com/2017/04/13/basta-col-piazzare-croci-sui-monti/

sabato 13 maggio 2017

Alpe Megna m 659 – 13 Maggio 2017


Rapido giro per portare Kyra a spasso, tanto per cambiare itinerario siamo andate all'Alpe Megna da Visino (Valbrona) e poi fino alla chiesetta sopra Lasnigo e ritorno. Volevano trovare un sentiero asciutto invece la prima parte della carrozzabile era un fiume in piena e Kyra ha poi pensato, andando verso la Chiesetta, di farsi un bel bagno nell'acqua fangosa! Tornando dalla chiesetta abbiamo incontrato un arzillo vecchietto con una bella cagnolona e abbiamo raggiungo l'alpe di Megna chiacchierando amabilmente. La montagna mette quasi sempre di buon umore e il vecchietto era un vero SIGNORE di altri tempi. Rientrando non ci siamo fatte mancare il gelato.

venerdì 21 aprile 2017

Monte Bregagno da Gallio – m 2.107 – 21 Aprile 2017


E' tempo di Bregagno, è tanto che non torno da queste parti e il mio mentore mi consiglia da Gallio, via che di solito si percorre in inverno. Da li ci sono stata un paio di volte ma la neve cambia completamente le cose per cui per me è come se fosse una gita nuova.
Iniziamo l'avventura con la macchina. Sempre con la paura di sbagliare strada. Arrivata al parcheggio stranamente me lo ricordo per cui parcheggio. Vado a leggere i cartelli ma nessuno che indica la mia meta … eppure si sale da qui! Un ciclista che avevo superato arriva e chiedo anche a lui: continuando a pedalare mi dice che lo spera. Essendo in due a sperarlo ci sono buone possibilità che sia davvero da qui ^_^
La salita su asfalto dura 20 minuti, circa 100 m di dislivello che al momento non mi preoccupano, poi ne riparleremo in discesa :(
Ri incontro il ciclista e ci fermiamo a fare 4 chiacchiere. Arriva da Plesio e vorrebbe salire in cima al Bregagno ma credo che non abbia portato a termine il progetto perché io non l'ho più incontrato. In ogni caso si è fatto un gran bel giro.
Ora parte la strada sterrata. Non ho portato la cartina perché pensavo di conoscere la zona: sono tonta ancora dopo cosi tanti anni di montagna :(
Arrivo alla cascina e da li parte il bivio che mi dovrebbe portare al Bregagnino. La spiegazione invernale dice di prendere su senza sentiero … beh, anche l'estiva sarà cosi. Solo che nell'invernale fai delle belle serpentine e cosi ammazzi la ripidità mentre essendo pulito si tende ad andare dritto … una fatica immane! Gocciolo di sudore nonostante non faccia troppo caldo! Vedo una cresta e decido di salire da li, non è rocciosa e mi sembra più abbordabile. Cosi pian piano, e un po' maledicendomi, arrivo in cima al Bregagnino. E il freddo mi attende. Mi copro, respiro un attimo e poi via lungo al larga cresta che mi porterà al Bregagno. Fino ad ora ho incontrato solo il ciclista e visto da lontano due persone.
Arrivo in cima accompagnata da un freddo pungente. Mi devo mettere il piumino e fatta la foto di vetta il pensiero corre a Floriano. Il giorno che l'hanno cremato siamo saliti quassù a salutarlo per cui per me questa è la sua montagna. Non metto più le bandiere tibetane perché sono diventate una moda. Ne vedi a decine sulle croci e mi sa che molte delle persone che le mettono manco sanno il loro significato. Qui invece la croce è pulita, strano! Vuoi dire che finalmente è finita la moda?
Un saluto ancora a Flo e poi scendo per trovare un punto dove l'aria pungente non c'è e vedo lontano in gregge … cavolaccio se lo vede Kyra! Cosi la lego e mangio con lei legata. Non che cambi molto, lei sta sempre molto vicina a me quando mangio :D
Non mi fermo mai molto per cui scendiamo dopo poco e finalmente Kyra vede il gregge: uff … tira da morire! Per fortuna giriamo dopo poco e non vedendolo più se ne dimentica, la slego e va ad annusare a destra e a manca rimanendo sempre vicino.
Meta Sant'Amate per scendere poi dalla strada. So che sotto, verso il lago, c'è un rifugio di cui non farò il nome perché sono arrabbiatissima con chi lo gestisce ma non so se oggi ho voglia di andare … abbiamo già camminato tanto … Alla chiesetta sosta lunga e riposata la curiosità prende il sopravvento anche perché abbiamo incontrato il cartello che indica il sentiero. Ok, andiamo, E si inizia ad attraversare una valle, poi un'altra, attraversiamo anche la valle da cui siamo saliti al Bregagnino e poi ancora. Lungo, il cartello diceva 45 minuti ma non ho controllato. So solo che la quota non c'è, siamo poco più di 100 m sopra e li manterremo fino alla fine, Quando si inizia a vedere il rifugio vedo le bandiere issate (sono ben 3!) e penso che sia molto strano che sia aperto di venerdì, ma forse sono saliti per prepararsi al we. E cosi scendo anche perché vorrei evitare questo traverso al ritorno e siccome c'è il cartello anche alla partenza magari si può fare un anello.
Arrivo giù e l'amara sorpresa: chiuso. E non c'è un cartello manco a pagarlo a peso d'oro. E non c'è una cartina manco a pagarla a peso d'oro. E fuori dalla porta ti accoglie un bel divieto: cane tu qui non entri.
Ma vai in mona! (per essere gentili!) Sono incazzata nera. Scendo per vedere se trovo una strada che mi porta giù ma niente. Mentre risalgo arrabbiata come non mai vedo un bellissimo sentiero che parte per il traverso. Ovviamente nessun cartello. La direzione è quella e lo prendo e alla fine mi trovo esattamente al sentierino che avevo preso dalla cascina e da qui sono vicina al canale da cui si scende d'inverno e provo a vedere se da li si scende anche d'estate perché la strada è lunga e inizio ad essere stanca.
C'è un sentiero che seguo per un po' e cosi mi viene in mente che l'avevo già provata con un amico, il sentiero tira troppo a sinistra e la cartina del mio GPS non lo segna. Quella volta abbiamo ravanato non poco per ritrovare la strada per cui decido di risalire e tornare indietro (ecco come si fa ad accumulare dislivello :( )
Scendo dalla strada e guardando il panorama intorno mi calmo.
In vista del parcheggio vedo mucche al pascolo. Lego Kyra ma credo che non sarebbe cambiato nulla, è stanca anche lei.
Deviazione al rifugio a parte, è un giro che vi consiglio e se non volete salire al Bregagno, che è davvero lontanuccio, si può sempre andare al Grona, salita facile e appagante.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 993
Quota arrivo massima: m 2.108
Dislivello: m 1.350 circa
Tempo totale: 7 h 18 m compresa di tutto
Km percorsi: 17,9 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Pochi e scarsi ruscelli

venerdì 7 aprile 2017

Cornizzolo – m 1.241 – 7 Aprile 2017


La via più ripida per salire al Cornizzolo.
Ed è passato troppo tempo per raccontare come è andata la gita per cui godetevi i fiori.
I nomi? Ci provo ma non vi prometto nulla.


heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 296
Quota arrivo massima: m 1.245
Dislivello: m 1.035 circa
Tempo totale: 5 h 27 m compresa di tutto
Km percorsi: 9,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No

mercoledì 29 marzo 2017

Levanto – Punta Mesco – Monterosso – 29 Marzo 2017



Minivacanzina - giorno 2

Come abbiamo passato la prima notte lo trovate alla fine delle foto (relazione scritta a mano e scansionata) qui un rapido racconto della gita.
I cartelli partono fuori dal campeggio, spero di essere da sola ma figuriamoci: siamo in Liguria! Un gruppo di francesi mi superano e poi si fermano … poi mi superano e si fermano … alla fine faccio amicizia con la guida che parla benissimo italiano e rallentiamo il gruppo per andare alla mia velocità, fino a che non si stufano e cosi mi tocca salutare la simpatica ragazza. Poi mi affianca un ragazzo di Parma e con lui farò tutta la gita fino a Monterosso.
La salita e discesa la conosco, anche se sono davvero tanti anni che non la faccio più. Il panorama mi lascia sempre senza fiato, lo stesso che trovo a Camogli: mare blu, scogliere, bosco … Liguria, la amo ma solo per una o due gite all'anno.
A Monterosso lascio il mio nuovo amico che deve rientrare in treno mentre io e Kyra scendiamo in spiaggia a mangiare.
Poi riprendiamo la via del ritorno, mi fermo a chiacchierare con una simpaticissima ottuagenaria insegnante in pensione che almeno una volta al mese fa la traversata, poi torna in treno.
E poi, dopo aver toppato il bivio ed essere tornata indietro, prendo un sentiero un po' interno, che non fa nessuno. Ma che bello!
Qui trovo l'unica persona che fa il sentiero che mi racconta del perchè le piante sono cosi “morte” in basso e vive in alto: è una malattia che le fa morire tutte, arrivano ad una certa altezza e poi si ammalano, perdono tutta la resina (pericolosissimo in caso in incendio) e poi muoiono.
Scopro anche un altro modo di arrivare a Monterosso, sarà per il prossimo anno.
La discesa a Levanto mi porta alla torre dell'orologio convincendomi che qui di cose da vedere ce ne sono tantissime.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 0
Quota arrivo massima: m 380
Dislivello: m 880 circa
Tempo totale: 3 h 33 m compresa di tutto
Km percorsi: 15,8 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No

martedì 28 marzo 2017

Minivacanzina giorno 1 - 28 marzo 2017


Partenza, sosta a Recco e Camogli e poi passeggiaa tra Levanto e Bonassola. Il racconto lo trovate nelle ultime due foto.