martedì 14 gennaio 2020

Cima d'Olino – m 1.768 – 14 Gennaio 2020



Ci andiamo ormai da anni, a volte sole, a volte in compagnia. Questa volta siamo sole. Ma sole sole. Le prime persone incontrate sono poco prima del larice bruciato e sono 4 simpatici bergamaschi. Poi ho incontrato qualcuno ma già di ritorno a Pian delle Betulle.
Anche Kyra ha fatto il suo incontro. Ovviamente lei si ricorda dell'anno scorso cosi scende alla casa a vedere se c'è il gatto che, per fortuna, all'andata non trova. Però è li al ritorno e Kyra ha avuto un incontro ravvicinato. E non proprio amichevole. Prima o poi ci rimette un occhio :'( Una fatica bestiale per riprenderla (è l'unica occasione che non me la sento di andarmene convinta che preferisca me al gatto … ) ma alla fine è andato tutto bene.
Ho completato la giornata con un caffè con panna che descrivere non si può.
Unica nota dolente, ma me l'aspettavo, il ghiaccio. É parecchio. Ad un certo punto i ramponcini o ramponi sono essenziali. Neve vecchia e dura.
Kyra si è divertita. E questo alla fine è la cosa che più conta.
Nel pezzetto tra il parcheggio e Pian delle Betulle stavano tagliando gli alberi. Alberi altissimi che hanno dovuto crescere in altezza per trovare un po' di sole. Ne ho visto cadere uno. Mi ha fatto impressione. E ancora non ho deciso se sia giusto o meno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.358
Quota arrivo massima: m 1.791
Dislivello: m 475
Tempo totale: 4 h 31 m compresa di tutto
Km percorsi: 11,1 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: D'estate fontane


martedì 31 dicembre 2019

Monte Resegone – m 1.875 – 31 Dicembre 2019



Mentre guido verso Ballabio mi sento Felice. Felice si, con la effe maiuscola. Sarà che ho rimandato un sacco di volte sta gita, sarà che anche se faccio fatica ad uscire di casa quando poi ci sono e ci sono per andare a camminare mi sento bene. Non lo so ma oggi sono davvero contenta.
Sosta caffè a Ballabio, tanti cani al bar.
Arrivo a Morterone. Tante macchine. E anche un cane.
Saliamo. Un po' di ghiaccio ma aggirabile. Niente neve fino a che non si incontra il bivio con Brumano. Fino ad ora ho incontrato bella gente che ha accettato il modo di comportarsi di Kyra di questi ultimi mesi e non ne hanno fatto un problema. Chi ha proseguito con un “nessun problema, buon anno” e chi invece si è fermato a chiacchierare con me per poi riprendere velocemente la sua salita.
Ci sono tanti cani oggi e tutte femmine.
Punto molto l'argomento cani, vero? Beh, perchè è successa una cosa poco piacevole: Kyra è stata attaccata. Da un pastore tedesco femmina di 4 anni. Il padrone stava scendendo, eravamo fuori dal bosco e poco sotto la sella. Era ripido e con neve davvero dura. Non è il caso di mettersi a correre, sia che si abbiamo i ramponi o meno. E' successo tutto cosi in fretta che non ho capito la dinamica ma mi sono ritrovata Kyra in mezzo alle gambe con il pastore tedesco che l'aveva azzannata al garrese. Io non perdo la freddezza in questi momenti per cui ho cercato di difendere Kyra con il mio corpo cercando al contempo di allontanare il pastore tedesco tirandolo dalla pettorina. Visto che non ci riuscivo ho preso il collare ad anelli e qui ho raggiunto qualche risultato. Solo che nel frattempo eravamo scivolati giù. Immagino quello che hanno pensato chi ci ha visto: due cani e un umano che scivolano giù. Freddamente ho pensato che era meglio fermarsi. Per fortuna ci siamo riusciti e credo che il pastore tedesco sia stata quella che ha contribuito meglio all'arresto. E' quindi arrivato il padrone e ha allontanato il suo cane. Quanto è durato? Pochi secondi. Io ho vissuto tutto al rallentatore ma davvero non è durato più di pochi secondi. Io ero senza fiato e mi sono seduta con Kyra a fianco. Il padrone dell'altro cane si è allontanato quei 10 metri che ci hanno messo in sicurezza e finalmente abbiamo potuto parlare.
Lui era mortificato. Non sapeva cosa dire. D'altra parte io ero d'accordo con lui: dove lasciare il cani liberi se non in montagna? Purtroppo può succedere, ne eravamo entrambi consapevoli. Ho controllato Kyra ma sembrava stare bene. Poi … dopo …. mi sono accorta del mio dito che non smetteva di sanguinare. Il padrone del pastore tedesco mi ha tirato dei fazzoletti di carta (meglio non far avvicinare i cani … ) ed è stato li con me fino a che non mi sono ripresa. A parlare. Si è comportato benissimo. Ha preteso che controllassi mille volte Kyra per vedere che non avesse avuto danni, si scusava e mi chiedeva come stava il mio dito. Se accetti che i cani vadano liberi può succedere.
Ci siamo salutati e lui è sceso mentre noi abbiamo proseguito la salita.
La mattina dopo, con calma, valutavo l'accaduto e ho pensato che forse il pastore tedesco voleva solo dare un avvertimento a Kyra. Se voleva farle del male lo avrebbe fatto e ne avrebbe fatto anche a me. Probabilmente era un po' permalosa anche lei e quando Kyra le ha detto non troppo gentilmente che non doveva annusarla lei l'ha rimessa al suo posto.
Legata la Kyra in cresta siamo arrivate in cima. Poca gente, mi aspettavo di più. E un solo cane già incontrato al parcheggio. Dopo la recente avventura ne sono stata contenta.
Il tempo di capire che sono in vetta e la maggior parte della gente scende. Compresa la cana. E io rimango con due signori molto simpatici. Di Milano con casa a Mandello. Laura e Roberto. Ad un certo punto lei mi chiede se può farmi una domanda personale. Certo, dimmi. Ma tu sei quella che telefona ogni tanto a Radio Popolare? Sorrisone. Non per altro ma incontrare un altro ascoltatore della mia radio mi rende felice. Il fatto poi che mi abbia riconosciuto vuol dire solo una cosa: telefono troppo spesso :D :D :D
Purtroppo le nostre chiacchiere sono interrotte dall'elicottero giallo del soccorso. Io inizio ad agitarmi. Dopo quello che ho passato mi agito sempre. Non riusciamo a capire se è una esercitazione o c'è un ferito.
Per farla breve: due ragazzi (con 3 picozze … ) decidono di scendere dal pendio direttamente sotto il rifugio ma uno inciampa nei ramponi e cade. Crack. Gamba rotta. Come so tutto? Ho incontrato l'amico dell'infortunato che stava scendendo e mi sono fatta raccontare. Mi sono tranquillizzata. Una gamba rotta non è piacevole ma si aggiusta. L'amico sembrava anche tranquillo e sereno.
La discesa l'abbiamo fatta con gli amici di Radio Pop fino al parcheggio.
Poi alla ricerca di un negozio per prendermi qualcosa di nuovo per domani. E' una abitudine: devi avere qualcosa di nuovo.
Poi a casa. Doccia, bestie, cena, divano.
Solita ora a nanna.
Mi sono svegliata nel cuore della notte, ho fatto i conti delle bestie: tutte qui. Ho solo un pensiero per le galline ma ho visto la mattina dopo che è andato tutto bene.

P.S. Il giorno dopo il dito fa un male cane … l'ho strusciato sul ghiaccio quando siamo scivolati, non sono stati i cani a farmi male. Però credo proprio che sia un miracolo se non si è rotto!

P.P.S. Quando hanno prenotato il capodanno all'Azzoni secondo me hanno chiesto gli anni: tutti quelli che salivano avevano meno di 30 anni!!!

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.085
Quota arrivo massima: m 1.879
Dislivello: m 790
Tempo totale: 4 h 54 m compresa di tutto
Km percorsi: 7,6 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Nel bosco in basso

martedì 10 dicembre 2019

Monte San Primo – m 1.682 – 10 Dicembre 2019




Ormai sono potentemente disallenata … non si dice? Però rende l'idea.
Finalmente una giornata di silenzio venatorio, con il sole e io libera. Una congiuntura che non capitava da circa due mesi. Come non approfittarne?
E' caduta la neve anche se non recentemente per cui San Primo sia.
Lo so, dal Rifugio Martina è un delirio, l'ultimo pezzo tira da morire. Ma io mi devo ri-allenare e il dislivello totale non è molto.
Mi concedo la colazione al Citterio, poi vado nella mia panetteria preferita a prendere il pranzo (prima o poi torno a farmi la focaccia … sarà la volta buona che mi viene bene?. Sosta caffè al Ghisallo e su a Pian Rancio. C'è una sola macchina parcheggiata. Metto la mia vicina tanto per non sentirmi sola. Cambio scarpe e mi viene in mente che si, ho preso le ghette. Che si, ho preso i ramponi … ma se avessi messo gli scarponi pesanti forse era meglio.
I bastoni non li porto, devo allenare le gambe (con il mio ginocchio bionico è essenziale) e i bastoni scaricano troppo il peso.
Arrivati al parcheggio per salire al Martina trovo un paio di ragazzotti con un signore. A mala pena mi salutano. Boh, tranto mi supereranno e farò la mia salita sola.
E invece … si, mi hanno superato ma poi si sono fermati. E io supero. Poi mi hanno superato ma si sono fermati … e io supero. Fino a che non parliamo e scopro che vanno in grotta. Pensano di uscire intorno alle 5 – 5,30 Rimango stupita perchè non sapevo che ci fossero delle grotte sul San Primo.
Saliamo un po' insieme ma loro fanno un pezzetto e poi si fermano e io la salita a fisarmonica non la sopporto. Dopo una mezz'ora circa li saluto e proseguo con Kyra. Abbiamo superato il Martina e tra un po' troverò il calvario. La neve è sempre presente ma per il momento niente ramponi, si riesce a salire tranquillamente.
Poi inizia il ripido. E giuro che Kyra sembrava davvero preoccupata: continuava a scendere (di corsa cosi rischiava di buttarmi a terra …) e controllava che stessi bene. Poi risaliva, si guardava indietro e vedendo che facevo fatica tornava indietro per vedere se andava tutto bene e spronarmi nella salita. Che ve lo dico a fare che ho un cane fantastico? E qui ho capito che era troppo ripido per proseguire sulla neve dura senza ramponi cosi mi sono fermata e li ho messi. Stavo facendo davvero una fatica immane (lo so, mancavo di allenamento … e lo so, me la sono cercata :D ).
Con i ramponi le cose sono andate meglio, Ogni tanto alzavo la testa e vedevo sempre la mia Kyretta che mi guardava preoccupata … ma vedevo anche la cresta avvicinarsi.
Nonostante non fossi allenata siamo salite senza una sosta. Sono stata bravissima!
In cima ho avuto la bella sorpresa di trovare dei blocchi a moh di panchina. Ho trovato persone gentili e simpatiche con cui chiacchierare … Kyra ha tirato fuori tutto il suo fascino e ha racimolato una merenda da regine :D
Ci siamo fermate un bel po', era piacevole e non era freddo. E poi avevamo tempo. Ovviamente la foto alla croce con dietro le Grigne è stata impossibile, qualcuno c'era sempre li sotto a mangiare, a cambiarsi, a dare da bene al cane …
La discesa è stata tranquilla, solitaria. Poco solo ma andava bene cosi.
Kyra ha corso tanto, la neve per una volta non le si attaccava alle zampe e mi sembra si sia proprio divertita.
Foto poche. Per due motivi: è un posto che frequento spesso e la delusione dello zoom che avevo comprato mi ha fatto davvero passare la poesia.
Ma non è detta l'ultima parola. Ho una ideuccia su cosa comprare per sostituirlo.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.116
Quota arrivo massima: m 1.690
Dislivello: m 655
Tempo totale: 5 h 210 m compresa di tutto
Km percorsi: 7,8 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No


mercoledì 16 ottobre 2019

Monte Broncino m 1.077 e Doss Maio m 1.304 – 16 Ottobre 2019


A casa mia si usa dire: piutost che nient, l’è mei piutost. E cosi eccoci ancora a fare una gitarella pomeridiana … e a scoprire un nuovo monte. Il Monte Broncino. A suo tempo aveva una bella torre di avvistamento, ora rudere che indica la cima.
L'indicazione, che non avevo mai visto, è all'altezza della prima panchina, parliamo della strada che parte a sinistra dall'alpe del Vicerè, subito dopo il parcheggio. Andiamo curiose e troviamo un sacco di funghetti rossi e bianchi. Ci vogliono pochi minuti per fare questa deviazione. Una volta, a vedere le foto di repertorio, non c'erano alberi o cespugli cosi alti e la torre credo che fosse proprio di avvistamento.
Torniamo sui nostri passi e riprendiamo la strada. Ormai al Bolettone non ci vado più, per tante ragioni tra cui l'orrore del monumento che hanno fatto. Capisco la tradizione … più che altro era più un rito pagano dove speravano che una croce sulla montagna salvaguardasse il paese dai disastri. Ora dovremmo aver superato certe credenze ma le croci, invece di diminuire aumentano, alla faccia del paese laico che siamo diventati nell'ormai lontano 1984.
Per cui deviamo verso il Doss Maio, che oltretutto è anche più alto ;)
In cima mi diletto a fare delle panoramiche con il cell, mi dimentico sempre che ho questa opzione e oggi ne vale davvero la pena.
Sento il campanello delle capre ed è strano perchè qui c'è divieto di pascolo. Mi guardo intorno e vedo due cani che giocano allegramente. Non mi preoccupo. Uno dei due cani arriva su e fa conoscenza con Kyra e se ne va. Non mi preoccupo. Iniziamo a scendere e … PUM PUM! CAZZAROLA! Sono cani da caccia che stanano le prede! Ma porc.... ok, non è martedì o venerdì ma è pomeriggio! E mi avete ben visto! Spaventata chiamo Kyra ad alta voce anche se mi è vicina, spero di far capire ai cacciatori che nel sentierino che scende tra l'erba alta e gialla ci siamo noi e non un fagiano o una volpe (ma ci sono volpi e fagiani nella mia zona?) e cmq nessuno da cacciare. Mi sa che si è spaventata anche Kyra perchè mi sta vicina fino a mettersi dietro di me. Poi però deve aver visto qualcosa perchè mi ha dribblato … facendomi cadere :( Meno male che lei si è fermata dopo pochi metri e ha sentito anche tutti i miei improperi per la caduta che mi ha causato, facendo del gran male, per fortuna, solo al mio orgoglio.
Arriviamo sul sentiero principale e qui mi sento più tranquilla. Non siamo gli unici in giro e spero che i cacciatori facciano bene attenzione a dove sparano.
Un po' più tranquilla proseguo. Non mi aspettavo di incontrare cosi tanta gente e mi illudo di trovare aperta la Capanna Mara che da quando ha cambiato i gestori è diventata deliziosa. Le mie illusioni si sono avverate e cosi io mi posso bere una bibita e Kyra ha una ciotolona di acqua.
Scendo felice. Sono state poche ore ma siamo state bene.
Niente dati GPS, non l'avevo con me.

heliSLaLenta & Kyra



martedì 17 settembre 2019

Orrido di Bellano - 17 settembre 2019


Ok, non è montagna ... ma ogni tano ci vuole 
Ieri ho compiuto gli anni.
In tanti mi avete fatto gli auguri. Tanti per me almeno, e vi ringrazio ancora di cuore. E' stato bello leggervi.
Io mi sono presa una giornata diversa. Sono andata con la mia Kyra a vedere l'orrido di Bellano.
Sui gradini prima dell'ingresso Kyra ha fatto pupù. Cribbio! L'hai fatta stamattina! Mi è venuto spontaneo. Il signore che stava aggiustando i gradini mi ha detto che le davo troppo da mangiare. Cosi abbiamo chiacchierato un po'. Le persone che incontri più disponibili a parlare con te con gentilezza sono quelle che fanno lavori umili. Mi ha fatto immenso piacere.
Come siamo entrate al bar/biglietteria dell'orrido un signore si è avvicinato avvisandomi che c'era l'acqua per la mia piccola  Alla biglietteria ho fatto presente che sono invalida e non hanno voluto neppure vedere il foglio. Mi ha sorriso con simpatia e con solidarietà e questo mi ha reso felice.
Io ho paura del rumore dell'acqua che corre ma Kyra pure per cui ho dovuto fare la persona forte e poter terminare il giro. Foto, sorrisi a chi con me passeggiava sulla passerella.
Poi siamo andate in un ristorante a mangiare un'ottima pizza.
Poi siamo andate a Introbio a mangiare uno splendido gelato chiaccherando con la commessa di maltrattamenti di animali.
Una giornata particolare. E' stata bella. Credo che anche Kyra abbia gradito anche se lei preferiva il bosco.

giovedì 12 settembre 2019

La Val Belviso 12 Settembre 2019


Nel tuo CV escursionistico non può mancare! Me lo aveva detto già anni fa quando passammo di li per una gita invernale nei dintorni dell'Aprica e me lo ha ribadito anche questa estate. Mi sono sempre fermata davanti al lungo viaggio in macchina (2 ore e mezza … abbondanti!) ma questa volta è quella giusta. Me la sento sia di fare il viaggio in macchina che di svegliarmi presto (?!?!).
Il mio presto ormai è poco prima delle 7. Va bene anche cosi, c'è luce cmq fino ancora alle 20.
Accendo in navigatore perchè il mio mentore mi ha detto di fare molta attenzione al bivio in macchina: non è molto visibile. Se arrivo all'Aprica devo tornare indietro.
Il GPS che ho scelto non funziona. Oh oh … Aspetto. Arrivo a Lecco e ancora non funziona. Oh oh … arrivo a Colico e ancora non funziona … Oh oh … Finisce la nuova superstrada e ancora non funziona. CAVOLACCIO!
Per fortuna mi fermo prima di Sondrio a bere un caffè e cosi riesco a cambiare navigatore: funziona … fiuuuuu... più tranquilla, lo devo ammettere, riprendo la strada.
Obiettivamente il bivio vendendo da qui non si vede, i cartelli sono solo dalla parte dell'Aprica.
Inizio a percorrere la strettissima strada.
Quando vedi una casa a due piani, poco prima della diga, parcheggi”
Ecco. La casa c'è. Ma il navigatore mi dice che ci vogliono ancora 6 km. Sono perplessa. Per fortuna ci sono dei signori e chiedo. Ridendo mi dicono che devo andare avanti … un bel po' più avanti.
Ecco. Riparto. Trovo un altro bivio. Strada sterrata ma ben tenuta. Poi torna asfaltata. Quello che non cambia è che è sempre strettissima. Ci sono i punti per far passare ma sinceramente spero di non incontrare nessuno. Passo il Rifugio Cristina (privato e aperto … il caffè del dopo gita è assicurato!) e finalmente arrivo ad un'altra casa a due piani. Parcheggio. Ci sono dei cartelli: è la partenza del mio sentiero.
Ok, la parte più difficile della gita l'ho fatta.
Siamo a circa 1.300 m, il dislivello oggi non sarà molto. So che i primi 300 m li si fa su una carrozzabile e mi sta bene perchè la mia testa deve elaborare quello che mi sta succedendo. Però poi leggo che la carrozzabile è stata allungata e arriva alla casa di caccia a 1.900 m. La seguo e intanto elaboro non una soluzione perchè soluzioni non ne ho, ma almeno un modo per alleviare il mio malessere.
Casa di caccia e prima sosta.
Salendo le foto le ho fatte. La zona è meravigliosa e le montagne hanno la prima spruzzata di neve. La solitudine è totale.
Da qui in poi è sentiero. Nel bosco. In un bosco alpino che quest'anno non ho ancora incontrato. E quello che mi colpisce è il profumo. Profumo di resina, di aghi di pino … è meraviglioso e ogni tanto mi fermo, chiudo gli occhi e inspiro profondamente. Peccato non poter portare a casa un po' di questo profumo.
Il mio mentore aveva ragione. Qui è fantastico. Le montagne, il bosco, il prato … e i laghi!
Il primo che si incontra è il lago nero, il più grande. Vedo che è indicato dai cartelli anche il lago Lavazza di cui la mia relazione parla di un avvicinamento ostico. 50 minuti. Dai, si va al lago verde e poi si tenta anche il terzo lago.
Davanti a noi il Torena e mi viene in mente l'avventura del mio amico, che ci manca poco ci rimette la pelle. Lui è salito sul Torena ma io non ci penso neppure! I cartelli lo davano a 5 ore e mezza e con la spruzzata di neve … e poi ci volevano i ramponi. No, non fa più per me … forse non ha mai fatto per me.
Arriviamo al lago verde. Un piccolo laghetto con ancora girini, ormai cicciotti ma credo che passeranno l'inverno come girini rimandando la muta alla prossima primavera.
Foto e poi torniamo indietro. E io mi godo i massi, i fiori, il panorama. Ti calma passeggiare qui.
Prendo il sentiero per il Lavazza. Uno splendido sentiero che costeggia il lago nero e taglia a mezza costa la montagna. Ad un certo punto lo vedo la in fondo che scende … cavolo se scende … e poi lo dovrò risalire … ma no, ecco qui a sinistra un cartello: Lago Lavazza 10 minuti. Da qui il pezzo più ripido di tutto il percorso. Ad un certo punto alzo gli occhi. Ecco la conca dove sicuramente c'è il lago. Ancora un paio di passi e appare il lago. A mio parere il più bello.
Sosta pranzo, Kyra si fa un bagno spaventando le trote che sono presenti a centinaia e di tutte le dimensioni. Le più grandi saltano nell'acqua che è un piacere.
Mi riposo un po' ma non troppo, mi spaventa il rientro in macchina.
Torno e incontro gli unici due escursionisti del giorno: due simpatici ragazzi a cui consiglio di salire al Lavazza.
Arrivati alla casa di Caccia decido di prendere il sentiero che taglia la strada, in salita non lo avevo visto, almeno non tutto. Effettivamente si accorcia di un bel po'
Macchina. Sistemazione. Rifugio. Panna cotta e caffè.
Si vede che oggi è la giornata perchè il Navigatore non prende, la mia radio non prende … ma coma mai stamattina funzionavano tutti e 2?
Vabbeh, a casa ci torno e il mio CD non mi ha ancora stufato.
Che dire: se avete una giornata libera, un bel sole e nessun impegno per cena io ve la consiglio la Val Belviso

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.386
Quota arrivo massima: m 2.146
Dislivello: m 898
Tempo totale: 6 h 24 m compresa di tutto
Km percorsi: 14,6 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Si, torrenti e laghi



domenica 18 agosto 2019

San Primo dal Tivano m 1.682 - 9 Agosto 2019



Per l'ennesima volta devo cambiare meta. Ho caldo. Tanto caldo ma nessuna voglia di fare strada in macchina. Oltretutto la Nina deve prendere l'antibiotico e non posso partire presto.
La proposta me la offre il mio capo: San Primo da Pian del Tivano.
Vabbè, proviamoci.
Allungo un attimo la strada in macchina per fare la seconda colazione, con 4 chiacchiere piacevoli con la barista. Poi il dubbio: dove lascio la macchina? Il grosso parcheggio che c'è appena arrivati mi dice che è riservato al ristorante e per evitare una multa entro nella stradina che porta all'Alpetto di Torno. So che per un bel tratto è asfaltata ma è molto stretta. E se incontro un'altra macchina? Non ci sono molti spazi per passare cosi al primo spiazzo proponibile (ci sono 2 bidoni della spazzatura) mi fermo. Cambio le scarpe con Kyra che già scalpita perchè li sopra ci sono le mucche. Sarà una bella giornata.
Ho ancora un pezzo di asfalto da fare, solo un paio di macchine scendono. Alpetto di Torno: davvero carino! La ragazza che ci abita con i due bimbi è simpatica, magari al ritorno mi fermo a bere qualcosa.
Finalmente l'asfalto finisce, sono all'Alpe Piazza se non ricordo male (non ho fatto la foto!!!).
Da qui inizio a perdermi. Prendo la strada che sale ma poi vedo che c'è una bacheca sull'altra strada. Scendo e ovviamente trovo il cartello per il San Primo. L'ultimo. Da qui prendo sempre la strada (strada … ci può passare un trattore) più battuta e cosi vado sempre di più verso Sormano. Il San Primo dietro di me che si allontana. Inizio a pensare che è meglio tornare indietro quando sbuco sulla strada che arriva dalla Colma. Ok, da qui tutto tranquillo.
Dopo poco incontro una signora simpatica con sui inizio a parlare. Parla parla … siamo salite insieme. In una morsa di umido pazzesco ma per fortuna niente sole.
E cosi la ragazza mi racconta che tutti gli anni da Caglio partono e vanno all'Alpe Spezzola e fanno una spaghettata per ricordare un ragazzo morto li, caduto per cercare di salvare una pecora. Alcuni vanno in cima al San Primo, altri aspettano all'Alpe.
In effetti troviamo qualcuno del suo gruppo in cima e … scopro anche che c'è un libro di vetta! Viene cambiato ogni anno ma non so da quando c'è. Lo sportello parla di 2008 ma dice di un rifacimento per cui non so. So solo che per prendere e rimettere il libro mi devo arrampicare sulla croce, l'hanno messo bello in alto.
Il gruppo degli spaghetti scende, rimaniamo in pochi in vetta. Non c'è sole, il venticello asciuga il sudore e le mosche non sono poi tanto fastidiose ma … come al solito ci fermiamo poco. Scendiamo dalla cresta. E ci troviamo sul sentiero le pecore. Povera Kyra … legata ma dà fuori di matto. Passate le pecore la rislego perchè ci sono i cani del pastore con cui mi fermo a chiacchierare. E' lo stesso che ho incontrato anni fa in zona Palanzone. E' simpatico, pacato e con voglia di chiacchierare. Gli racconto di Kyra, del fatto che è stata per un po' con un pastore che poi non l'ha voluta e chiacchierando dei problemi che ho con lei mi dice che è colpa mia. Lo so ma non so come venirne fuori. E un paio di consigli me li da. E non sono il metodo gentile anche se non sono né violenti né cruenti. E mi sa che se riesco li metto in pratica perchè sono sfinita, non posso portarla in ambienti che non siano la natura.
Ma per noi è ora di scendere, facciamo una piccola sosta a Terrabiotta e poi per la strada a cercare il cartello che mi indica il percorso che spero sia più corto.
Presa la deviazione decido di fermarmi sotto un albero per prendere un po' di fresco. Ora il caldo si sente. Ci fermiamo poco, come al solito, poi riprendiamo. Controllo con il GPS e cavolo se il percorso è più corto! Medito che quasi quasi mi fermo al rifugio a bere un caffè ma arrivata li della ragazza non c'è ombra. Due chiacchiere con il bimbo più piccolo e poi decido che è meglio andare a casa.
Nonostante siamo vicino alla gelateria non me la sento di scendere dalla macchina rinfrescata per cui niente gelato, dritte a casa.
Mi stupisco alquanto di come stia reagendo alle passeggiate di bassa quota, al caldo afoso … una volta avrei dato fuori di matto.
In parte credo che sia perchè nonostante abbia dei grossi problemi familiari nel mio io ho raggiunto quello che era il sogno della mia vita. Una casa in un piccolo paese, qualche bestia a tenermi compagnia, orto … e poi ho lavorato tanto su me stessa. Questo non significa che amo il caldo ma di certo la mia testa reagisce molto meglio di qualche anno fa.
Bene. Perché tanto non avevo alternativa ;)

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.045
Quota arrivo massima: m 1.686
Dislivello: m 746
Tempo totale: 6 h 23 m compresa di tutto
Km percorsi: 14,8 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No, qualche pozza per abbeverare le mucche