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martedì 14 gennaio 2020

Cima d'Olino – m 1.768 – 14 Gennaio 2020



Ci andiamo ormai da anni, a volte sole, a volte in compagnia. Questa volta siamo sole. Ma sole sole. Le prime persone incontrate sono poco prima del larice bruciato e sono 4 simpatici bergamaschi. Poi ho incontrato qualcuno ma già di ritorno a Pian delle Betulle.
Anche Kyra ha fatto il suo incontro. Ovviamente lei si ricorda dell'anno scorso cosi scende alla casa a vedere se c'è il gatto che, per fortuna, all'andata non trova. Però è li al ritorno e Kyra ha avuto un incontro ravvicinato. E non proprio amichevole. Prima o poi ci rimette un occhio :'( Una fatica bestiale per riprenderla (è l'unica occasione che non me la sento di andarmene convinta che preferisca me al gatto … ) ma alla fine è andato tutto bene.
Ho completato la giornata con un caffè con panna che descrivere non si può.
Unica nota dolente, ma me l'aspettavo, il ghiaccio. É parecchio. Ad un certo punto i ramponcini o ramponi sono essenziali. Neve vecchia e dura.
Kyra si è divertita. E questo alla fine è la cosa che più conta.
Nel pezzetto tra il parcheggio e Pian delle Betulle stavano tagliando gli alberi. Alberi altissimi che hanno dovuto crescere in altezza per trovare un po' di sole. Ne ho visto cadere uno. Mi ha fatto impressione. E ancora non ho deciso se sia giusto o meno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.358
Quota arrivo massima: m 1.791
Dislivello: m 475
Tempo totale: 4 h 31 m compresa di tutto
Km percorsi: 11,1 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: D'estate fontane


sabato 3 febbraio 2018

Cima d'Olino m 1.781 e Cimone di Margno m 1.805 – 3 Febbraio 2018


La gita annuale a Pian delle Betulle non ce la facciamo scappare. Non arriviamo prestissimo al parcheggio e le macchine non sono poi tante … in compenso il freddo si. Ci prepariamo e metto subito la cremina sulle zampette di Kyra visto che partiamo subito su neve ghiacciata.
Arrivo a Pian delle Betulle in un attimo, poca gente e neve sempre bella. Sembra ci sia un velo fresco e sotto uno strato ben compatto. Si cammina che è una meraviglia e non servono né ciaspole né ramponi. Proseguiamo per la prima cima e purtroppo arrivano anche gli sci alpinisti. Purtroppo perchè Kyra non li ama e li insegue abbaiano ignorando il mio comando di tornare. Se continua cosi va a finire che la devo legare e mi dispiacerebbe perchè ha bisogno di correre.
Proseguiamo sempre in solitudine e con un freddo che aumenta man mano. Sole velato e un filo di vento. Secondo me siamo ben sotto allo zero e se questo tiene la neve con una splendida consistenza altrettanto non posso dire delle mie mani che hanno le punte gelate e dolenti.
Sulla cresta finale Kyra tende ad andare verso il basso solo che io non mi fido, ho paura che scivoli e non riesca più a fermarsi. Pazienza, la lego.
In cima il freddo è potente e anche se il vento non è fortissimo è però gelato per cui decidiamo di mangiare giù al bivio per il Rifugio Ombrega (dove ci guardiamo bene dall'andare visto che il percorso è per la maggior parte in ombra).
Arrivando alla nostra meta vedo due tizi fermi a mangiare e uno sta sbucciando un mandarino. E dove butta le bucce? Per terra. Sulla neve bianca. Avviso Giuliano perchè a lui non piace che io discuta e poi lo apostrofo: lo sa che è un bel maleducato? Perchè non le butta a casa sua le bucce del mandarino?
La gente è convinta che siccome è biodegradabile è cosa buona e giusta lasciarla in giro per i monti. Ora, a parte il fatto che quello che arriva dopo di te si ritrova la tua spazzatura sotto il naso invece che il manto bianco, lo sai quanto tempo ci mette il mandarino a degradare?
Veloce ricerca in internet: due anni.
E non solo, sapete con cosa sono trattate le bucce degli agrumi? Sempre da internet:
E230 (Bifenile o Difenile): usato per il trattamento antimuffa della buccia degli agrumi, e per il materiale usato per l’imballaggio degli stessi; nel contempo, permette di allungare la vita degli agrumi.
E231 (Ortofenilfenolo): è un disinfettante fenolico con proprietà antimicrobiche di origine sintetica E232 (Ortofenilfenato di Sodio): È un conservante sintetico impiegato sempre per proteggere gli agrumi. all’attacco di funghi del genere Penicillium, spruzzandoli o immergendoli direttamente.
E233 (Tiobendazolo): E’ un conservante sintetico fungicida, antiparassitario ed antimuffa, spruzzato sulla superficie di alcuni tipi di frutta, soprattutto su agrumi e banane, per permetterne la conservazione per tempi prolungati.
E non solo.
Quindi l'inquinamento di chi lascia i rifiuti in montagna è globale.
PORTATE A CASA I VOSTRI RIFIUTI COMPRESI QUELLI ORGANICI!
Dopo la mia sfuriata che non ha prodotto nessun effetto, manco quello di farmi mandare a quel paese, ci sediamo sui tavolini a mangiare, con Kyra che non lascia in pace i miei due amici (chissà perchè da me non viene a chiedere cibo?)
Poi risaliamo il Cimone di Margno e sulla cimetta successiva troviamo il baretto per bere il caffè dove finalmente il freddo ci dà tregua e io posso giocare con Peaklens che se non lo conoscete è un programma carino che ti assegna il nome alle cime che stai inquadrando. Ovvio che deve esserci un collegamento a internet.
Poi discesa, Kyra legata per la presenza di tanti sci alpinisti … che mi chiedo: ma tutti qui? Non avevano altra possibilità? Io non ho guardato ma a questo punto immagino che o ci fosse un pericolo valanghe elevato oppure c'era vento più in alto.
Arriviamo al parcheggio: pieno. Ma pieno pieno!
Gita veloce, panoramica e comoda che vale sempre la pena di fare, anche senza neve.

Giuliano, Mario, heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.354
Quota arrivo massima: m 1.805
Dislivello: m 620 circa
Tempo totale: 4 h 23 m compresa di tutto
Km percorsi: 10,1 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Si, tanta neve


mercoledì 12 luglio 2017

Rif. Santa Rita da Alpe Paglio – 12 Luglio 2017


Questa volta sono dall'altra parte, o meglio, l'arrivo sarà dall'altra parte rispetto alla Val Gerola. 
Al Santa Rita ci vado spesso ma la Val Biandino è davvero noiosa. Qui invece abbiamo una via semplice, una cresta grande ed erbosa che si snoda tra i 1.800 e i 2.000 m 
Unico inconveniente: lunga! Lo so per cui non mi preoccupo. Quando vedo i cartelli che mi dicono 3:30h rimango un po' cosi: lunga per tre ore e mezza? Aggiungi mezz'ora dall'alpe Paglio alle Betulle e fanno 4 ore. Che sarà mai! 
All'andata incontro solo una ragazza che scenderà però in Val Biandino … Val Biandino? Ma dai? Mi si accendono un po' di lampadine … e sulla cresta trovo diverse possibilità di salire dalla Val Biandino evitando il pezzo di strada dai rifugi fino all'imbocco del “solito” sentiero. 
Arrivata ad un certo punto mi rendo conto che sono stanca. Con la storia che è vero che è lunga e sono preparata e che non sarà mica chissà quale dislivello non mi sono mai fermata cosi ne approfitto in una piccola radure. Beviamo, mangiamo qualcosa e ci riprendiamo. 
Poco prima del rifugio incontro una ragazza olandese, peccato il suo scarso italiano e il mio scarso inglese ma siamo riuscite cmq a fare 4 chiacchiere. 
Al rifugio invece ho fatto amicizia con la gestora … o la mamma della gestora non ho ben capito ma abbiamo chiacchierato tutto il tempo tanto che mi spiaceva andare via. 
Fatto il sentiero meno impegnativo per tornare (solo un pezzetto, poi si ricongiunge). Stavolta la gente che incontro è tanta. Ci sono perfino una ventina di ragazzini accompagnati da “adolescenti” (li hanno chiamati cosi i ragazzini!) che sono partiti da dove sono partita io!!! Chapeau! Mentre altri di loro si sono fermati un po' prima e li incontrerò vicino alle Betulle. 
Sono arrivata stanca, è vero, ma non eccessivamente. 
Se guardiamo il tempo sono stata in giro più a lungo in altre gite. 
A me è piaciuta molto e la consiglio davvero, senza contare poi l'ottima ospitalità del Santa Rita che fa entrare i cani, mette la ciotola dell'acqua e li fa dormire con te! 

heliSLaLenta & Kyra 
I dati secondo Gipsy: 
Quota partenza: m 1.364 
Quota arrivo massima: m 2.014 
Dislivello: m 1.184 circa 
Tempo totale: 8 h 59 m compresa di tutto 
Km percorsi: 25,8 circa 
Percorso canabile: Si 
Acqua sul percorso: Torrentelli pochi

sabato 19 marzo 2016

Cima d'Olino– m 1.768 – 19 Marzo 2016


Era da settimane che aspettavo questa uscita e l'attesa ha ripagato alla grande. Una di quelle giornate da urlo. D'altra parte, quando Giuliano promette, mantiene e la giornata giusta è arrivata.
Partenza Alpe Paglio, le ciaspole non necessitano a meno di voler salire e scendere in attraversata il Cimone di Margno, cosa che noi non abbiamo fatto. La strada che arriva a Pian delle Betulle è tutta perfettamente innevata, non servono ciaspole e anche i ramponi sono rimasti nello zaino.
Pian delle Betulle mi è piaciuto, solo due piste di discesa, pochi sciatori e tante famiglie. Non una folla, tutto davvero molto vivibile.
Il panorama che si gode salendo alla Cima d'Olino è magnifico, a 360° su tutte le nostre montagne.
Mettici la neve, la giornata blu e la coppia Giuliano Silvia e ti chiedi davvero cosa puoi volere di più dalla vita.
Non mi aspettavo di trovare escursionisti, invece ce n'erano per tutti i gusti: sci alpinisti, uno con gli sci di fondo, ciaspolatori e quelli come noi senza nulla ai piedi. Non una ressa ma il giusto.
Perché sono cosi felice per questa giornata? Lo sa solo chi mi segue da più di 3 anni!

P.S. Tornando, ci siamo fermati a vedere la Casa Rossa di Cortenova, un mistero ridotto ormai un rudere irrecuperabile.

heliSLaLenta & Kyra con Giuliano

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.360
Quota arrivo: m 1.790
Dislivello: m 490 circa
Tempo totale: 5 h 3 m compresa di soste
Km percorsi: 11,5 circa