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mercoledì 16 ottobre 2019

Monte Broncino m 1.077 e Doss Maio m 1.304 – 16 Ottobre 2019


A casa mia si usa dire: piutost che nient, l’è mei piutost. E cosi eccoci ancora a fare una gitarella pomeridiana … e a scoprire un nuovo monte. Il Monte Broncino. A suo tempo aveva una bella torre di avvistamento, ora rudere che indica la cima.
L'indicazione, che non avevo mai visto, è all'altezza della prima panchina, parliamo della strada che parte a sinistra dall'alpe del Vicerè, subito dopo il parcheggio. Andiamo curiose e troviamo un sacco di funghetti rossi e bianchi. Ci vogliono pochi minuti per fare questa deviazione. Una volta, a vedere le foto di repertorio, non c'erano alberi o cespugli cosi alti e la torre credo che fosse proprio di avvistamento.
Torniamo sui nostri passi e riprendiamo la strada. Ormai al Bolettone non ci vado più, per tante ragioni tra cui l'orrore del monumento che hanno fatto. Capisco la tradizione … più che altro era più un rito pagano dove speravano che una croce sulla montagna salvaguardasse il paese dai disastri. Ora dovremmo aver superato certe credenze ma le croci, invece di diminuire aumentano, alla faccia del paese laico che siamo diventati nell'ormai lontano 1984.
Per cui deviamo verso il Doss Maio, che oltretutto è anche più alto ;)
In cima mi diletto a fare delle panoramiche con il cell, mi dimentico sempre che ho questa opzione e oggi ne vale davvero la pena.
Sento il campanello delle capre ed è strano perchè qui c'è divieto di pascolo. Mi guardo intorno e vedo due cani che giocano allegramente. Non mi preoccupo. Uno dei due cani arriva su e fa conoscenza con Kyra e se ne va. Non mi preoccupo. Iniziamo a scendere e … PUM PUM! CAZZAROLA! Sono cani da caccia che stanano le prede! Ma porc.... ok, non è martedì o venerdì ma è pomeriggio! E mi avete ben visto! Spaventata chiamo Kyra ad alta voce anche se mi è vicina, spero di far capire ai cacciatori che nel sentierino che scende tra l'erba alta e gialla ci siamo noi e non un fagiano o una volpe (ma ci sono volpi e fagiani nella mia zona?) e cmq nessuno da cacciare. Mi sa che si è spaventata anche Kyra perchè mi sta vicina fino a mettersi dietro di me. Poi però deve aver visto qualcosa perchè mi ha dribblato … facendomi cadere :( Meno male che lei si è fermata dopo pochi metri e ha sentito anche tutti i miei improperi per la caduta che mi ha causato, facendo del gran male, per fortuna, solo al mio orgoglio.
Arriviamo sul sentiero principale e qui mi sento più tranquilla. Non siamo gli unici in giro e spero che i cacciatori facciano bene attenzione a dove sparano.
Un po' più tranquilla proseguo. Non mi aspettavo di incontrare cosi tanta gente e mi illudo di trovare aperta la Capanna Mara che da quando ha cambiato i gestori è diventata deliziosa. Le mie illusioni si sono avverate e cosi io mi posso bere una bibita e Kyra ha una ciotolona di acqua.
Scendo felice. Sono state poche ore ma siamo state bene.
Niente dati GPS, non l'avevo con me.

heliSLaLenta & Kyra



lunedì 16 febbraio 2015

Monte Bolettone – m 1.317 – 16 Febbraio 2015


Le parole di oggi
Il mio dizionario mi ha tradito per cui consulto Wikipedia):
Ciaspole: Il nome "ciaspole" è un termine del ladino noneso (val di Non). Le racchette da neve (o ciaspe) sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi anche il 'galleggiamento', tipicamente usate in attività di escursionismo su ambiente innevato. Inizialmente erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono per lo più di plastica o di materiale simile

Tempo brutto ma dopo le nevicate del we non sono previste precipitazioni e visto il turno di riposo di Antonello gli propongo di provare la ciaspole. Gita corta, qui sopra casa.
Al parcheggio ci raggiunge Ombretta con lo splendido Kenai. Lui vorrebbe giocare con Kyra ma si sa che la mia tata da questo punto di vista qualche problema l'ha ancora. Ma Kyra è molto brava, se non le va di giocare lei si estranea dal cane, gioca sale e rincorre da sola le sue tracce e interagisce stupendamente con gli umani.
E' un peccato ma ora riprendiamo le lezioni e le finalizzeremo alla socializzazione, vedrai tata come sarà bello giocare con gli altri cani!
Arriviamo chiacchierando alla Capanna Mara, Ombretta ci deve salutare causa neve troppo alta mentre noi, per provare le ciaspole, ci avviavmo verso il Bolettone non prima di aver messo le scarpine a Kyra. Tatna insofferenza nel negozio qui Kyra le accetta di buon grado.
Il sentiero è tracciato appena appena, il vento in alcuni punti ha fatto accumuli che hanno cancellato la traccia e quindi abbiamo modo di provare per benino le ciaspole.
Cima, pappa, poi scendiamo dalla strada. Le scarpine di Kyra hanno fatto il loro lavoro però le perde. Lei, come la mamma umana, ha le caviglie sottili e non si riescono a stringere a sufficienza.
Vedremo la prossima uscita.
Terremoto? Non ci siamo accorti di nulla, neppure Kyra ...

heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Antonello

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 500
Quota arrivo: m 1.317
Dislivello: m 500 circa
Tempo totale: 4 h 04 m compreso di tutto
Km percorsi: 7,4 circa

venerdì 23 gennaio 2015

Avventura del 23 Gennaio 2015


Avventura: avvenimento singolare o straordinario; anche impresa rischiosa e affascinante.

Arriviamo al parcheggio tardi; la strada è pulita ma i parcheggi no. Ne trovo uno dove penso di poter uscire (ci provo … si sa mai!) e ci prepariamo.
C'è una macchina, un suv che cattura la mia attenzione: la signora con bimba appresso è li da prima di noi ma noi partiamo che loro non sono ancora pronte ma non è questo a farmi riflettere quanto il fatto che, nonostante avesse il SUV ha parcheggiato fuori dal luogo preposto, sulla curva, per evitare di appoggiare le ruote sulla neve. Ora, mi chiedo: ma ca@@o hai preso a fare il suv???
Con questi pensieri inizio a camminare. Nonostante sia tardi la neve è ghiacciata e non è per nulla piacevole la progressione ma Kyra corre come una matta, sale e scende dal bosco e se ne impippa se io faccio fatica a stare in piedi … amore mio … vederla correre cosi felice e poi tornare da me per poi tornare a correre mi fa passare tutto il malumore e ora sono contenta di essere qui.
Nonostante il ghiaccio presto inizia a fare caldo. Ancora qualche minuto di camminata e la neve si trasforma in picio pacio.
Dopo un'oretta prima sosta. Beviamo, mangiucchiamo e ci godiamo un po' di sole.
Riprendiamo il nostro percorso e ora la neve inizia a essere bella. Purtroppo Kyra non sta su. O è ingrassata oppure la neve è più molle del solito sta di fatto che anche Kyra ogni tanto “affonda”. Non si scoraggia, continua nelle sue perlustrazioni fino a fare un buco nella neve e a volerci sparire dentro: chissà cosa c'era li sotto!
Arrivo al colle. Le tracce vanno da un'altra parte rispetto a dove vogliamo andare noi ma vedo una buona parte del percorso e laggiù riprendono. Non capisco da dove arrivano ma la traccia si vede.
Altra piccola sosta e riprendiamo. Devo dire che è la prima volta che mi tocca battere traccia da sola e all'inizio sono anche gasata. Mi spiace rovinare lo splendido manto che la madre bianca ha messo finalmente sul suolo, ma cerco di seguire il sentiero ed è bello voltarsi e vedere le tue tracce!
Ma ecco che Kyra è scomparsa.
La Chiamo. Niente.
Torno sui miei passi e la vedo li giù nel bosco. Ha voluto fare la coraggiosa ma ora non è più in grado di risalire. Tata … non mi ha neppure chiamata ma appena mi vede si tranquillizza. Scendo a prenderla ridendo: spero che ora non ci andrai più laggiù, oggi non è giornata mia cara!
Le cose iniziano a farsi complicate. La neve è parecchia, va dal polpaccio al ginocchio e io, gambetta corta, quando devo salire non riesco neppure a mettere il piede davanti perché c'è la neve a ostacolarmi. E c'è un maledetto vento gelido che a raffiche ci tiene compagnia.
Kyra continua ad affondare ogni tanto con una zampetta e non si allontana più. Cerca di stare nelle mie tracce ma sono troppo alte per lei … diciamo che entrambe abbiamo il nostro da fare!
Finalmente arriviamo al punto dove secondo me dovevano iniziare le tracce.
Ovviamente non sono tracce ma solo le linee che la neve ha segnato sul percorso.
Un pochino mi maledico, ora inizia la salita vera ma siamo qui, che dobbiamo fare?
Riprendo. E' ripido e la mia fatica aumenta. Non sono allenata e non sono per nulla abituata a battere traccia, figuriamoci in salita! Dove faccio fatica Kyra mi si avvicina, mi lecca … solo che la sua presenza li davanti a me mi impedisce di salire … la adoro la mia tata … ma scostati un momentino COZZA!!!
Ora inizio a ridere meno. Kyra pure non si diverte più tanto. Io sono stanchissima, le gambe non mi reggono e le braccia sono indispensabili per la progressione. Spero che dopo il dosso successivo arrivi la cima e invece, quando si apre la visibilità, la cima la vedo la lontanissima.
No, non è che mi scoraggio, oggi abbiamo ancora tanta luce, ho il GPS e la batteria del cell, l'acqua e da mangiare; da questo punto di vista siamo a posto.
Però sono stanca. Mi devo fermare spesso non tanto a respirare quando a far riposare le gambe. Tanto di cappello a chi batte traccia, è davvero faticoso soprattutto se sei alta un soldo di cacio come la sottoscritta.
Con piccole soste per bere o anche solo per far riposare tutte e 6 le zampotte proseguiamo fino a che non mi giro (non sento più il campanello di Kyra) e la vedo un bel pezzo indietro. La chiamo. Lei si gira verso di me, ma torna a guardarsi indietro. Capisco che è di nuovo in difficoltà. La chiamo ancora mentre torno sui miei passi e lei mi chiama con le zampette davanti. Per un attimo mi sembrava intrappolata, ho temuto una trappola e invece aveva una palla di neve attaccata alla zampa posteriore che aveva un diametro di almeno 15 cm, giuro! E una marea di altre palle che le impedivano la progressione. La libero, cerco di staccare anche le altre palle ma ora abbiamo un problema in più. Cerco di appiattire ben bene dove passo per evitare alla neve di attaccarsi al suo pelo ma le gambe non sono tanto d'accordo. Allora la prendo per la maniglia della splendida pettorina che ha ricevuto in dono per Natale e cerco di tenerla sollevata sulla neve cosi che possa camminare al mio fianco. Ma è dura e le mie braccia non mi permettono di mantenere spesso la posizione cosi cambio tra braccio destro e sinistro.
Andiamo avanti cosi per un po' ma io non ce la faccio se non mi aiuto con le mani, ricordo che la neve arriva sempre almeno al polpaccio, a volte anche al ginocchio.
Allora provo a prenderla in braccio, tento di mettermela dietro al collo. La prima volta non capisce e cerca di scendere, poi sembra aver capito e sta li ferma ferma.
Lei è bagnata e fredda gelata e il vento continua a raffiche ma poco mi importa, so che quando arriveremo in vetta potremo asciugarci e poi scendere dalla via che sicuramente è battuta.
Ma non ce la faccio. Dopo poco mi devo fermare e riprendo a tenerla su con la maniglia mano destra, mano sinistra …
Finalmente spiana un momentino. La più avanti vedo delle tracce, qualcuno che dalla cima ha fatto qualche passo nella mia direzione ma poi, visto che non era battuto, se ne è tornato da dove era venuto.
Allora inizio a battere bene la mia traccia per permettere a Kyra di proseguire ma spesso mi devo fermare per toglierle le palle di neve. Oltretutto, non avendo il cappotto, si attaccano anche al pelo della pancia povera tata!
Quando arrivo alle tracce battute cambia tutto. La stanchezza scompare, qui è tutto più semplice. Preparo una bella pista per Kyra e tocchiamo finalmente la vetta.
Sono quattro ore e mezza che camminiamo,
Due ore a battere traccia per coprire 200 m di dislivello ….
Cerco di togliere tutta la neve a Kyra, le metto un cappottino leggero (il vento è davvero gelido e lei è tutta bagnata) e le offro tutti i croccantini che ho portato dietro, se li merita davvero!
Scendiamo dalla strada, battutissima. Kyra rimane dietro di me per quasi tutto il percorso. Solo quando la neve si fa più rada si fida a spostarsi e proseguire con le sue snasate.
Arriviamo alla macchina.
Lei sale, si acciambella e prima di addormentarsi mormora: "Mamma, ma non è che la prossima volta ci portiamo dietro qualche zio che cosi non ci mettiamo ancora nei pasticci?"

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 900 Alpe del Vicerè
Quota arrivo: m 1.317 Bolettone passando dalla Bocchetta di Molina
Dislivello: m 550 circa
Tempo totale: 5 h 37 m compreso di tutto
Km percorsi: 9.4 circa

venerdì 27 dicembre 2013

Anello Monte Bolettone m 1.317 / Capanna Mara - 27 Dicembre 2013


In Natale mi ha portato anche un regalo non propio gradito: il ritorno del mal di schiena propio nell'unica giornata bella.
No, non mi faccio scoraggiare e anche per far felice la mia Kyra decido di andare lo stesso.
Parto tardi perchè con il sole ci sono tante cose fuori da sistemare, arrivo all'Alpe del Vicerè e rischio di non parcheggiare :(
Poi si va, passeggiata tranquilla, solare, allegra ... tante chiacchiere con amanti di animali, qualche problema con chi non li ama (Kyra ha ripreso a pinzare ... ) ma nel complesso direi giornata all'insegna della calma e della serenità.
Grazie Kyra, ancora una volta grazie, di essere entrata nella mia vita e di accompagnarmi in queste scorribane ♥