venerdì 5 luglio 2019

Cima Vallocci m 2.510 - 5 Luglio 2019



Wikipedia dice:

Sentiero escursionistico (E - itinerario escursionistico privo di difficoltà tecniche)
Sentiero privo di difficoltà tecniche che corrisponde in gran parte a mulattiere realizzate per scopi agro-silvo-pastorali, militari o a sentieri di accesso a rifugi o di collegamento fra valli vicine.
    Sentiero attrezzato (EE - itinerario per escursionisti esperti).
Sentiero con infissi (funi corrimano e brevi scale) che però non snaturano la continuità del percorso.
Sentiero che si sviluppa in zone impervie e con passaggi che richiedono all'escursionista una buona conoscenza della montagna, tecnica di base e un equipaggiamento adeguato. Corrisponde generalmente a un itinerario di traversata nella montagna medio alta e può presentare dei tratti attrezzati.
E' sempre tutto molto soggettivo, la difficoltà che incontri su un sentiero va di pari passo con la tua esperienza e capacità.
Per quello che mi riguarda ho considerato E i primi 10 minuti del percorso, EE fino alla cresta e F per la cresta alla vetta.
Ma detto ciò, diciamo che questo sentiero è fatto per persone che amano andare in giro senza sentieri (e io non sono una di queste); è fatto per persone che hanno un buon orientamento (e io non sono una di queste); è fatto per persone che hanno un buon allenamento (e io non sono una di queste).
Che cavolo ci faccio allora qui?
La Val Tartano è un'altra delle mie valli del cuore, la adoro. Poco frequentata e conosciuta per le invernali, sto scoprendo luoghi davvero incantevoli e solitari.
La Cima Vallocci, se la andate a cercare, è una classica sci alpinistica. Neppure troppo frequentata da quello che ho capito. A me è piaciuto il nome. Non vi capita mai che sia il nome ad affascinarvi?
Leggendo la relazione resto molto indecisa. Le volte che devi andare a naso sono tante ma ci sono anche tanti punti di riferimento. Io sono una insicura, soprattutto in montagna. Sempre paura di perdermi. Stavolta però mi sono imposta: ho il GPS per tornare!
Controllato che ci siano le pile di riserva si va. Mi dico che posso sempre cambiare meta una volta arrivata.
E invece, 80 m prima del ponte in cemento cerco la traccia. La trovo. E inizio a seguire le varie baite che dovrebbero portarmi alla base della montagna.
Mucche bianche. Sono il primo grande ostacolo. Lego Kyra appena sento il campanaccio e lei, appena le vede, tira e abbaia come una matta.
Fa caldo e vorrei tenermi le forze ma devo tirarla, sgridarla, cercare di stare lontana dalle mucche senza però perdere la flebile traccia.
Guadato il torrente le cose vanno meglio. La traccia si fa più visibile, Kyra si calma e possiamo procedere slegate.
Arriviamo al piano in cui il sentiero si perde. Devo cercare la baita. La vedo ed inizio a salire tra i rododendri. Finalmente arrivo ad un sentiero che sembra andare nella mia direzione. Lo seguo. Altro semplice guado (questi mi preoccupavano assai) e quando sbuco fuori dal canale in cui ero andata a finire scopro che le cose non stanno come dovrebbero stare. I punti di riferimento non ci sono più. Non so più dove sono. Non ci sono più tracce.
E ora?
Mi guardo intorno. Ritrovo per fortuna lassù la baita che avevo adocchiato e proseguo, sempre senza sentiero. Arrivo e … SORPRESA! C'è la bandierina! Non me l'aspettavo, io tiro un respiro si sollievo e mi fermo, bevo, mi riposo un po' e poi prendo il cammino. Che però sta basso. Non dovrebbe stare basso. Dovrebbe salire. Magari sale dopo. Niente, sempre traverso. Vado parecchio avanti quando ormai mi rendo conto, con un po' di sconforto, che questo sentiero non va dove voglio andare io.
Kyra! Si torna!
Il bello di andare in giro con il cane è che lui non si arrabbierà mai se sbagli sentiero, semplicemente fa dietro front e ti segue.
Torniamo alla baita con la bandierina e riprendo la relazione. Devo salire. Ormai ho capito dove sono in base ai punti cardinali (bussola del GPS, ci ho messo un po' ma poi ho capito dove sono è il nord-est). E salgo. Senza traccia. E voi mi insegnate che senza traccia si fa sempre più fatica.
Ormai vado dove credo che sia il passo Dordonella. Fermarmi li non ne vale la pena, lo so, ma inizio ad essere molto stanca. Non è solo stanchezza fisica ma anche mentale. Però a testa bassa, leggendo la relazione, cercando di capire dov'è il passo, proseguo.
La valle diventa meravigliosa. E' piena di fiori, genziane, trifogli, nigritelle, anemoni … e io non mi posso permettere di fermarmi a fare foto. In discesa, mi dico. Se voglio salire in cima tutto il resto arriva in secondo piano.
Faticando come non mai arrivo a quello che credo sia il passo. Intanto vedo i 3 ometti, sono alla mia sinistra. A questo punto inizio a salire la cresta. La relazione dice che se stiamo sul filo di cresta non avremo problemi e cosi facciamo. Ed in effetti cosi è, problemi zero. Certo non è un sentiero escursionistico ma neanche difficile per uno che la montagna un po' la mastica e non ha problemi con l'esposizione.
Ora qualche ometto qui c'è … ora che non mi serve più a niente …
Sono svuotata di energie. Non ce la faccio più. Mancano pochi metri alla cima ma devo sedermi. Kyra mi viene vicino: Mamma! Dai che manca poco! Sembra proprio che mi dica cosi. Cerco di recuperare le forze per arrivare su, ora è solo sentiero.
Quando vedo la croce di vetta (un ometto non bastava?) non riesco neppure a gioire. Tolgo lo zaino, do l'acqua a Kyra, bevo io (sono alla metà del secondo litro) e poi schiatto, letteralmente. Mi sdraio e nonostante le mosche che rompono mi addormento.
Poco, un riposino perchè poi il sole inizia a scottare e mi sveglia. Cerco di mangiare qualcosa ma niente. Mi guardo intorno, faccio qualche foto, mi riposo ancora un po'. So che una volta riposati la discesa sembrerà meno impegnativa.
Quando scatta il momento di andare guardo l'ora: sono le 3, manco farlo apposta l'ora che mi ero prefissa per iniziare la discesa. Ho fatto i conti prima di attardarmi cosi tanto. Il sole tramonta alle 21, ne ho di tempo.
Nella cresta con le roccette lego Kyra. Lei è brava ma non si sa mai. Quando arrivo ai 3 ometti rileggo per la millesima volta la relazione e parla di un sentiero a tornanti. Ok, scendiamo di qui.
All'inizio il sentiero c'è. Poi sparisce. Sono io cosi imbranata? Cosi ci troviamo a scendere per posti da capre. Kyra con il suo 4x4, baricentro basso e niente sulla schiena, va come un treno. Io stanca, accaldata e con le scarpe non adattissime (lo ammetto, era meglio se mettevo gli scarponcini) scendo pianissimo, aggrappandomi all'erba quando diventava più ripido. Ogni curva valuto cosa mi trovo davanti. So che devo scendere nel vallone, non mi sono persa, è solo che scendere non è semplicissimo. Metro dopo metro, valutazione dopo valutazione, arriviamo in fondo valle.
E arriviamo al torrente. Bagnetto per Kyra ma soprattutto mi riempio la bottiglia per il 3° litro di acqua. Da qui faccio a ritroso il sentiero che non ho trovato in salita, ho capito dove ho sbagliato e si ritorna alla baita con la bandierina.
Ora … ehm … dite quello che volete ma io sono scesa con il GPS in mano cercando di rifare pari pari il sentiero dell'andata. Ogni tanto mi ritrovo fuori sentiero e per riprenderlo mi infogno in messo al rumex. Quello che non vi ho detto è che il giorno prima mi hanno punto 3 vespe. La peggiore è quella sulla mano destra. Gonfia da non poterla piegare. E cosi la sinistra si è ingelosita e ha pensato ben bene di fare un bagno in mezzo alle ortiche …
Pace, dicono che faccia bene al cuore.
Ritorna il caldo potente. Ad ogni pozza attendo Kyra, che possa bagnarsi ben bene e cercare di abbassare la sua temperatura. Io aspetto il torrente più grande, quello vicino alle mucche, per un pediluvio e una sosta refrigerante.
Arrivate sul sentiero tradizionale tiro un respiro di sollievo. Mai farlo. Sono caduta, di nuovo davanti rischiando macchina fotografica, occhiali nuovi e denti (vecchi).
Alla fine scopro che è stato il ginocchio, sinistro per fortuna, che geloso delle mani ha voluto la sua parte di infortunio. Il destro ne ha avuto già abbastanza in tutta la sua vita.
Impolverata arrivo alla macchina, li c'è una fontana. Mi rinfresco e pulisco come meglio posso. Speravo di andare al rifugio Pirata a rifocillarmi e invece il cartello dice che è chiuso. Sono certa che stamattina era aperto.
Un gentil signore mi attacca un bottone … piacevolissimo se non fosse che anche li le mosche non mi lasciavano in pace. Alla fine sono costretta a salutarlo, salire in macchina e scendere a 5 all'ora fino all'asfalto.
Sono quasi le 19. Quasi quasi mi fermo al ristorante a buttare giù un primo.
Pizzoccheri super. Ho preso pure il biglietto con i prezzi dell'albergo, si sa mai … 3 giorni qui non mi dispiacerebbero per nulla.
Il telefono, muto tutto il giorno, riprende quando ormai sono a Morbegno e conoscendo il mio mentore che mi ha promesso la telefonata serale lo metto attaccato al cruscotto.
Suona: era ora! Sei preoccupato? E' dalle 5 che provo a contattarti … ^_^

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.501
Quota arrivo massima: m 2.511
Dislivello: m 1.074
Tempo totale: 8 h 28 m compresa di tutto
Km percorsi: 11 circa
Percorso canabile: Si, attenzione solo alla cresta finale
Acqua sul percorso: Si, torrenti fino all'ultima parte del percorso. Portare cmq acqua per la salita in cima


martedì 25 giugno 2019

Cima Piazzotti m 2.349 - 25 Giugno 2019


Seconda colazione. Baretto? Cavolo no, è chiuso! Allora solito posto a Morbegno. Hanno aumentato il costo, 1,70 per brioche e caffè (a buon intenditor …)
Riprendiamo la macchina e ci avviamo verso la Val Gerola e mi trovo davanti un cartello scritto a mano. Per fortuna non ho nessuno dietro e mi fermo a leggerlo: la strada è chiusa a livello di Rasusa.
Ecco, l'avevo pensato. Se devono fare i lavori li fanno giustamente in settimana e io non mi sono informata. Cerco una alternativa. Il Rosetta, montagna che di solito si fa d'inverno quando il pericolo valanghe è altro dappertutto, è da quelle parti. Mi consolerò con quella.
Arrivo a Rasura. Altro cartello scritto a mano: se la strada è chiusa, salire a destra. Vuoi vedere che mi va bene? Salgo a destra. La strada si fa sempre più stretta. Stretta al punto che mi chiedo come diavolo si farà se incontro una macchina. Ed ecco la macchina. No, c'è una fila di macchine! E un passante ironizza: qui qualcuno non ha visto il semaforo. Io lo guardo: quale semaforo? Intanto la prima macchina mi occupa il posto dove avrei potuto mettermi io per far passare la fila. Lo faccio presente (mentre il passante continua a ironizzare) ma no, lui vuole che io mi metta in modo tale che lui passa ma le altre macchina no. Lo convinco. Passano le macchine. Il signore è sempre li che ironizza. Passata la fila gli chiedo come faccio ora. Lui ride. Vada prima che ne arrivino altre di macchine. Giunto quindi il momento di andare decido di rispondere a tono ma garbatamente: a lei non è mai capitato di sbagliare? Si ma di non vedere un semaforo mai! E' stato fortunato … fino ad ora. E riprendo la strada. Resto convinta che se io il semaforo non l'ho visto vuol dire che non era ben segnalato perchè è un semaforo di quello che mettono transitori, mica uno fisso.
Fa nulla, ora sono sulla strada che mi porta a Pescegallo e sono contenta.
A Gerola Alta incontro un trattore con un rimorchio con dentro le vacche. C'è la transumanza in questo periodo. Al ponte vedo che si accosta a destra. Gentile, penso, e mentre mi avvio per superarlo con la mano già alta a ringraziarlo … lui imbocca il ponte. Si era spostato solo perchè altrimenti la curva non gli veniva. Aveva mille altre possibilità di farmi passare invece mi sono dovuto fare fino a Pescegallo a 15-20 km all'ora. Ok, loro lavoravano, ma gli costava davvero poco farmi passare.
Come mi si era alzato subito l'umore quando ho pensato che potevo tornare in Val Tronella.
Come sapete, io adoro la Val Gerola anche se è stata il teatro del giorno più brutto della mia vita. La Val Tronella poi è una valle laterale che nessuno utilizza mai per andare sul versante bergamasco.
Arrivo velocemente al bivio ma il cartello mi dice che per la Val Tronella devo proseguire. Effettivamente io ricordo che si sale al secondo bivio ma proseguendo non trovo nulla. Prima di imbarcarmi nell'unico pezzo che non mi piace torno indietro e salgo per il sentiero “dell'Homo selvadego”. Anche lui porta in Val Tronella. Arrivata alla piccola diga mi ricordo: sarei dovuta andare fino alla diga di Trona per prendere l'altro sentiero. Prima o poi lo faccio, devo averlo detto anche le altre 2 volte che sono stata qui, ma immancabilmente me lo dimentico per cui … sarà per la prossima … forse.
Si passa sopra un muretto che non è poi cosi simpatico. Non c'è pericolo ma vi basti dire che la Kyretta mi si è attaccata al tallone e non mi ha mollato fino alla fine della diga!
Fino a qui avevamo un sacco di torrentelli e Kyra si è fiondata in ogni pozza che lo permetteva. Se penso che ci ho impiegato mesi a insegnarle a bagnarsi! Ogni volta che la vedo in acqua sorrido e sono felice che riesca a rinfrescarsi e bere.
Da qui in poi il torrente rimane in fondo alla valle mentre noi risaliamo in versante sinistro. Le marmotte abbondano e i fischi non mancano. Era proprio in questa valle che il fischio mi beccò con le brache calate a fare pipì. Kyra era seduta vicino a me e fremeva. Si capiva benissimo che mi diceva: muoviti che non ti posso lasciare in questa posizione di pericolo e la marmotta chiama. Non appena mi sono riallacciati i pantaloni hai visto Kyra schizzare dalla marmotta … mi aveva una tenerezza infinita.
Ora corre appena sente il fischio ma spesso torna oppure trova più interessante una chiazza di neve incontrata sul percorso e si rotola e si rinfresca ben bene.
Prima del canale facciamo una piccola pausa. Non tanto per la stanchezza quanto per asciugarmi dal sudore che purtroppo è stato molto abbondante.
Avevo visto 2 ragazzi, probabilmente saliti dal Trona. Si sono però fermati su un prato e non li ho più incontrati. Sole fino al rifugio.
Nel canale scorre un torrente, Kyra riprende i bagni e la temperatura si fa un filino più fresca grazie alla presenza di acqua.
Arrivati al rifugio ho avuto una interessante conversazione con Elisa, la signora che gestisce il rifugio. A tal proposito vi copio e incollo quello che ho scritto nel gruppo di FB “In montagna con il mio cane”:
Ieri sono passata dal rifugio Benigni e ho visto un cane. "E' del rifugio" mi dice un escursionista. Allora chiedo se è cambiata la gestione. Esce la rifugista, Elisa, ragazza molto simpatica.
Sono cambiate le cose e ora accettate i cani?
No, tant'è che il mio cane è fuori.
Ah ... ma se io devo bere un caffè ...
Mi spiace, è il CAI che lo chiede
(Mi parte l'embolo) Non nascondiamoci dietro a un dito, ci sono un sacco di rifugi CAI che accettano i cani.
E ma poi ci sono gli altri escursionisti ...
Ok, noi che abbiamo il cane non entriamo
Questo è il dialogo. Bea e Kyra si annusano tranquille senza creare cagnara. Però. Il cane ha le cucce attaccate alla porta di ingresso. Cuccia chiusa e cuccia di cuscini. Le ciotole del cibo e dell'acqua accanto alla cuccia chiusa.
Se una persona ha paura del cane non puo' entrare.
Se una persona è allergica al cane non puo' entrare.
E allora perchè il mio cane non puo' entrare?
Non solo, ma Bea era in giro libera, con croccantini dentro la ciotola. Avete presente quanti guai possono succedere? Se il tuo cane è libero lo è anche il mio. Se si azzuffano per i croccantini? Se si azzuffano perchè non vanno d'accordo?
Finita la nostra gita ripasso da li (per prendere il canale di discesa ci sono obbligata) e mi fermo a parlare un po' con la bambina che scoprop essere la figlia della rifugista. Mentre saluto la piccola sento Elisa che avverte un ragazzo che lei scende a valle per portare Bea dal veterinario, ne ha trovato uno che la vede oggi.
Mi saluta cordialmente. Mi è anche simpatica. Peccato non poter spendere da lei i miei soldi.
Incontro lei con la bambina e Bea al laghetto della diga e mi spiega che Bea ha un ascesso che, nonostante gli antibiotici, continua a crescere per cui preferisce portarla subito piuttosto che aspettare e magari essere costretti a portarla a spalla. Per la cronaca, risalire sono quasi 3 ore. Prendere una decisione del genere per un rifugista non è cosa da poco.
Gli animali li ama. Perchè non farli entrare?
Scendendo facciamo una sosta al laghetto della diga. L'acqua è davvero ghiacciata e riesco a tenere i piedi dentro solo per pochi secondi. Mentre sono seduta sull'erba mi accorgo che il sole scotta. Ma non come scotta di solito. Sento proprio la necessità di coprirmi le braccia perchè me le sta bruciando! Ovviamente non ho dietro nulla di cotone da indossare ma questa sensazione mi ha lasciato un grande amaro in bocca: siamo al 25 di giugno. Io non ho eredi ma voi che i figli li avete … pensateci!
Scendiamo piano, senza alcuna fretta. Fa un po' meno caldo ora ma si suda lo stesso anche in discesa. A Pescegallo mi concedo un gelato:
- Ha la coppa del nonno?
- E' di un altra marca ma è una coppa al caffè.
Non è la coppa del nonno, di quella che n'è una sola! Mi accontento, ho bisogno di qualcosa di freddo intanto che mi asciugo per andare in macchina.
Mentre scendiamo pensando che devo guardare dove diavolo è quel semaforo, incontriamo un altra transumanza, questa volta a piedi e in senso contrario a me. Kyra da fuori di matti, riesco a prendere il guinzaglio per evitare che mi spacchi il vetro (e prima o poi me lo rompe … chissà se l'assicurazione me lo paga?).
Arrivati a Rasura gli operai hanno finito di lavorare e il semaforo non è acceso ma ho visto dove l'anno posizionato: se non hanno messo cartelli prima difficile vederlo visto che sei occupato a capire cosa c'è scritto sul cartello della sbarra!
In macchina si sta bene, aria condizionata neanche tanto a manetta, sono che arrivo a casa, sette e mezza passate, che ci sono 29° … io sto male!
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.458
Quota arrivo massima: m 2.351
Dislivello: m 930
Tempo totale: 7 h 24 m compresa di tutto
Km percorsi: 10,1 circa
Percorso canabile: Si, attenziona solo al canalino finale adatto a cani esperti e umani che non soffrono di vertigini
Acqua sul percorso: Si, torrenti e laghetti

martedì 18 giugno 2019

Roccolo del Messo m 1.165 - 18 Giugno 2019




Come dice la legge di Murphy: se qualcosa può andar male lo farà.
Arrivo a Brienno e metto la freccia. Faccio però in tempo a vedere il cartello: strada chiusa.
Vabbeh, entro dall'altra parte. Vado avanti, galleria lunga, trova un posto dove girare e siccome sono ligia alle regole ne cerco uno dove è permesso. Torno indietro. Galleria lunga, deviazione per il paese: strada chiusa.
Porc … entro lo stesso, parcheggio dove c'è una chiesa, la relazione dice una chiesa ma non quale.
Scendo con Kyra e mi avvio per un caffè. Il paese oggi è libero da macchine, devono fare un lavoro (le strisce pedonali! Dicono tutti i paesani che incontro. In realtà erano tombini ma va bene uguale) e trovo un bar. Apre alle 10.
Chiedo a due signore che mi dicono che li dove c'è la posta …( ripeto: la posta) c'è la pizzeria che fa da bar che è aperta. Beh. Io la pizzeria non l'ho trovata :( E la posta? La cassetta delle lettere!
Il paese è praticamente solo la strada principale e poi una serie di viottoli. Intanto però ho visto l'inizio del percorso.
Andiamo a cambiare le scarpe e prendere lo zaino (lo sento stranamente leggero) e ci avviamo, per viottoli che Kyra ha paura del martello pneumatico … e come darle torto.
L'inizio della strada è bello. Come supponevo siamo all'ombra e mi aspetto di essere nel bosco fin quasi alla fine. Questa è l'unica notizia buona della giornata.
Iniziano gli alberi caduti durante le due bufere di vento. Immagino. Perchè la relazione da cui ho preso spunto parla del 2018 e non ha fatto presente nulla di strano.
Il sentiero inizia ad essere brutto. Sporco, ma non solo di foglie. Rami secchi e non, difficoltà a volte di individuarlo … e poi gli alberi caduti che non sempre sono facili da aggirare.
Mi fermo per bere, Kyra ha caldo. Tolgo lo zaino e prendo la bottiglia di Kyra.
CAZZO!!!! Per la prima volta in 6 anni e mezzo non ho portato l'acqua per Kyra! E la mia è gasata e lei non la beve! Sono cosi mortificata che penso di tornare indietro. Decido di darci ancora una possibilità, se troviamo un torrentello potremmo proseguire almeno un po'.
Oltre al sentiero messo male anche il bosco non è curato.
Ah, per la cronaca, è un sentiero botanico. Ci sono i cartelli attaccati agli alberi in 3 lingue: latino, italiano e dialetto locale. Solo che gli alberi non si capiscono. O sono soffocati da altra vegetazione, o sono microscopici oppure a volte mi sembra anche morti.
Troviamo un po' di acqua per Kyra. Io non ho contenitori per raccoglierne un po' per cui mi fermo parecchio, aspetto che lei si rinfreschi e beva quanto vuole. Proviamo ad andare avanti.
Ad un certo punto sono talmente arrabbiata che decido che no, qui torniamo indietro! Non è possibile! Poi mi viene in mente che ho la traccia GPS e cosi controllo. In effetti non era giusto, ho preso un sentiero sbagliato. Seguo il GPS e mi riporto sulla retta via intanto Kyra è riuscita a fare un altro bagno.
Io sono stanca. Questi sentieri stancano molto di più di uno pulito e tranquillo. Decido di arrivare a Pian d'Erba e li fermarci. Ma non so a che quota è e sono preoccupata per Kyra.
Superati i 1.000 m il sentiero diventa magicamente semplice e si procede più spediti.
A Pian d'Erba ci sono due cascine ristrutturate … ben chiuse da un cancello con catena e lucchetto. Non so quanto manca alla cima per cui rinuncio e mi cerco un posto dove fermarci. Mi avvio a caso e mi ritrovo al Roccolo del Messo, con tanto di tavolo. Ma neppure una fontana … porca pupattola.
Ci riposiamo. Soprattutto mi piacerebbe asciugarmi che devo aver perso chili di liquidi in sudore, poi riprendiamo la via del ritorno.
Non mi piace per nulla l'idea di ripercorrere il sentiero dell'andata ma non ho alternative. Un po' il GPS e un po' Kyra mi aiutano a non perdere la strada.
E poi la cigliegina sulla torta. Vedo Kyra che punta. Guardo in quella direzione. PORCAPUTATTOLAUNCINGHIALEENORMENEROENORME!!!
Richiamo Kyra presa dal panico. Lei però corre via … ma dalla parte opposta. Intravedo qualcosa anche li ma non capisco bene. Meglio non capire. Chiamo Kyra cercando di stare tranquilla e continuando a scendere. Di solito funziona. E funziona anche stavolta.
Lo so che rischio. Ma vale la pena non lasciarla mai libera per un rischio che è davvero minimo? Ci penso tutte le volte. Lo so, sono consapevole. Accetto il rischio. Ma quando Kyra torna tiro un bel respiro di sollievo e la lego, tanto manca poco. Vediamo ancora una bellissima coda grigio scuro (che potrà mai essere?), delle capre e non so cos'altro. Come ho detto, ormai siamo vicini al paese e Kyra, forse stanca anche lei, non tira neppure tanto il guinzaglio.
Arrivata in paese trovo la barista che sta aprendo giusto in quel momento il bar. Gelato al caffè. Coccole a Kyra. Poi rientro.
Con sorpresa, ma di questa non vi racconto nulla ^_^

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 220
Quota arrivo massima: m 1.176
Dislivello: m 1.002
Tempo totale: h 25 m compresa di tutto
Km percorsi: 13,2 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: No, solo un paio di rivoletti


martedì 4 giugno 2019

Corno Centrale di Canzo m 1.371 - 4 Giugno 2019

Perchè salire sempre al Corno Occidentale? Oggi saliamo sul Centrale che non ci andiamo mai. O meglio, quasi mai.
Non c'è molto da raccontane, nemmeno tante foto. Sono percorsi dietro casa che quindi facciamo spesso.
Le uniche cosi di nota è l'incontro con Giovanni in vetta, un arrampicatore credo tosto, chiacchiere tranquille e interessanti. Persona che spero di ri-incontrare.
Mentre scendevamo mi sono accorta di essere stanca, e la panchina era li che mi chiamava. Non faccio in tempo a sedermi che mi chiama una mia amica che non sento da tempo. Lunga chiacchierata, Kyra che mi ha difeso da qualsiasi persona passasse di li … mamma è occupata, devo pensare io alla sua incolumità. Adoro la mia piccola ...
Ah no, una cosa la devo precisare: non siamo salite dal percorso attrezzato ma ci siamo trovate lo stesso su roccette. Non so come ma non abbiamo seguito il sentiero. Ho subito legato Kyra perchè non si sa mai ma non si sono stati problemi … avevate dubbi?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 494
Quota arrivo massima: m 1.372
Dislivello: m 918
Tempo totale: 6 h 30 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,9 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Torrente in fondo valle e fontane sul percorso

Foto
                                         Mal comune mezzo gaudio dice il proverbio ...


Partono i bagnetti ... e ha ragione lei, è tardi e fa caldo

Stavolta non saliamo li ...

... preferiamo qui

Peonia selvatica ... splendida!

Pappa time

Da li arrivano brutti tuoni e Kyra freme per scendere

Giusto il tempo di fare una foto

Il percorso



venerdì 22 marzo 2019

Monte Nuvolone m 1.092 - 22 Marzo 2019



E' passato troppo tempo dalla gita alla relazione … sulle foto c'è qualche info in più.
Della dorsale del triangolo lariano mi mancava questo monte. Cosi decido di partire da Bellagio. Il parcheggio so che li è un problema e cerco di informarmi: si, è un problema. Parto con l'ansia ancora prima di iniziare a camminare!
Arrivata alla chiesetta da dove parte il sentiero ovviamente non c'è parcheggio. Vado avanti. Poco dopo c'è l'indicazione P bella grande a destra. Beh … un mega parcheggio mi accoglie! Primo scoglio superato.
Torniamo indietro e prendiamo il sentiero. Si snoda in piccoli borghi. Il panorama è mozzafiato. Mi fermo a parlare con una ragazza prima e una signora poi. Simpatiche, un sacco di chiacchiere … lo ammetto: speravo in un invito per un caffè ma niente. L'ospitalità è cosa di altri tempi.
Sulla salita non ricordo nulla di particolare se non che ho sbagliato una volta strada e li, purtroppo, ho perso una delle mie bandane. Per fortuna di cotone.
La cima del monte mi ha creato qualche problema. Nel senso che non riuscivo ad identificarla. Avevo deciso di fermarmi in un punto panoramico. Ma l'ho superato cosi mi è toccato tornare indietro. Li Kyra mi ha fatto morire perchè si è messa a farmi la guardia seria seria … chissà cosa ha sentito intorno!
Si puo' fare un anello e io, che amo gli anelli, lo vorrei fare ma non ricordo per quale motivo non è facile trovare tutti i bivi. Attraversando quello che penso sia il monte ne trovo finalmente il cartello: ok, sono in cima.
E poi … io inizio a fare l'anello, poi vediamo.
Incontro due persone con un cane che gentilmente mi accompagnano fino ad un borgo. Poi loro vanno per un'altra strada ma mi raccontano il percorso.
Fino ad un certo punto va tutto bene. Poi però arrivo ad un quadrivio + 1, non ricordo quante strade/sentieri passano di li. Chiedo a due signore e mi indicano la strada alla mia sinistra. Solo che arrivo alla strada asfaltata. Prosegue sperando di trovare il sentiero ma niente. Trovo un ragazzino in bici, insieme guardiamo la cartina ma non ci capiamo un gran che; la cosa di cui siamo sicuri è che da qui si scende si a Bellagio ma per strada asfaltata.
Allora torno indietro. Inizia l'ansia. Le giornate sono ancora corte e non ho tanta voglia di perdermi qui. Tono al quinquivio (?) e le provo tutte. Era esattamente dritto davanti a me, ma nessun cartello lo indica. Dopo poco mi ricongiungo con il sentiero del mattino e qui mi tranquillizzo e arriviamo sane e salve alla macchina.
La ricordo come una bella gita, da fare nelle mezze stagioni … forse anche in inverno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 636
Quota arrivo massima: m 1.861
Dislivello: m 1.250
Tempo totale: 7 h 20 m compresa di tutto
Km percorsi: 13,1 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Non ricordo torrenti né fontane


martedì 19 marzo 2019

Croce di Pizzallo m 974. – 19 Marzo 2019



Doveva essere il Barzaghino … vabbeh, anche la Croce merita ^_^
Giri da fare partendo da casa
Sulle foto qualche didascalia vi racconterà la storia, ho fatto passare troppo tempo per scrivere anche una piccola relazione.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 322
Quota arrivo massima: m 998
Dislivello: m 893
Tempo totale: 5 h 44 m compresa di tutto
Km percorsi: 15,2 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: Poca, qualche torrentello e una fontana


venerdì 15 marzo 2019

Lago di Crezzo


Non è proprio una passeggiata ma solo un giro del lago in attesa che faccia buio per aiutare i rospetti a non essere travolti dalle macchine di passaggio