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martedì 25 giugno 2019

Cima Piazzotti m 2.349 - 25 Giugno 2019


Seconda colazione. Baretto? Cavolo no, è chiuso! Allora solito posto a Morbegno. Hanno aumentato il costo, 1,70 per brioche e caffè (a buon intenditor …)
Riprendiamo la macchina e ci avviamo verso la Val Gerola e mi trovo davanti un cartello scritto a mano. Per fortuna non ho nessuno dietro e mi fermo a leggerlo: la strada è chiusa a livello di Rasusa.
Ecco, l'avevo pensato. Se devono fare i lavori li fanno giustamente in settimana e io non mi sono informata. Cerco una alternativa. Il Rosetta, montagna che di solito si fa d'inverno quando il pericolo valanghe è altro dappertutto, è da quelle parti. Mi consolerò con quella.
Arrivo a Rasura. Altro cartello scritto a mano: se la strada è chiusa, salire a destra. Vuoi vedere che mi va bene? Salgo a destra. La strada si fa sempre più stretta. Stretta al punto che mi chiedo come diavolo si farà se incontro una macchina. Ed ecco la macchina. No, c'è una fila di macchine! E un passante ironizza: qui qualcuno non ha visto il semaforo. Io lo guardo: quale semaforo? Intanto la prima macchina mi occupa il posto dove avrei potuto mettermi io per far passare la fila. Lo faccio presente (mentre il passante continua a ironizzare) ma no, lui vuole che io mi metta in modo tale che lui passa ma le altre macchina no. Lo convinco. Passano le macchine. Il signore è sempre li che ironizza. Passata la fila gli chiedo come faccio ora. Lui ride. Vada prima che ne arrivino altre di macchine. Giunto quindi il momento di andare decido di rispondere a tono ma garbatamente: a lei non è mai capitato di sbagliare? Si ma di non vedere un semaforo mai! E' stato fortunato … fino ad ora. E riprendo la strada. Resto convinta che se io il semaforo non l'ho visto vuol dire che non era ben segnalato perchè è un semaforo di quello che mettono transitori, mica uno fisso.
Fa nulla, ora sono sulla strada che mi porta a Pescegallo e sono contenta.
A Gerola Alta incontro un trattore con un rimorchio con dentro le vacche. C'è la transumanza in questo periodo. Al ponte vedo che si accosta a destra. Gentile, penso, e mentre mi avvio per superarlo con la mano già alta a ringraziarlo … lui imbocca il ponte. Si era spostato solo perchè altrimenti la curva non gli veniva. Aveva mille altre possibilità di farmi passare invece mi sono dovuto fare fino a Pescegallo a 15-20 km all'ora. Ok, loro lavoravano, ma gli costava davvero poco farmi passare.
Come mi si era alzato subito l'umore quando ho pensato che potevo tornare in Val Tronella.
Come sapete, io adoro la Val Gerola anche se è stata il teatro del giorno più brutto della mia vita. La Val Tronella poi è una valle laterale che nessuno utilizza mai per andare sul versante bergamasco.
Arrivo velocemente al bivio ma il cartello mi dice che per la Val Tronella devo proseguire. Effettivamente io ricordo che si sale al secondo bivio ma proseguendo non trovo nulla. Prima di imbarcarmi nell'unico pezzo che non mi piace torno indietro e salgo per il sentiero “dell'Homo selvadego”. Anche lui porta in Val Tronella. Arrivata alla piccola diga mi ricordo: sarei dovuta andare fino alla diga di Trona per prendere l'altro sentiero. Prima o poi lo faccio, devo averlo detto anche le altre 2 volte che sono stata qui, ma immancabilmente me lo dimentico per cui … sarà per la prossima … forse.
Si passa sopra un muretto che non è poi cosi simpatico. Non c'è pericolo ma vi basti dire che la Kyretta mi si è attaccata al tallone e non mi ha mollato fino alla fine della diga!
Fino a qui avevamo un sacco di torrentelli e Kyra si è fiondata in ogni pozza che lo permetteva. Se penso che ci ho impiegato mesi a insegnarle a bagnarsi! Ogni volta che la vedo in acqua sorrido e sono felice che riesca a rinfrescarsi e bere.
Da qui in poi il torrente rimane in fondo alla valle mentre noi risaliamo in versante sinistro. Le marmotte abbondano e i fischi non mancano. Era proprio in questa valle che il fischio mi beccò con le brache calate a fare pipì. Kyra era seduta vicino a me e fremeva. Si capiva benissimo che mi diceva: muoviti che non ti posso lasciare in questa posizione di pericolo e la marmotta chiama. Non appena mi sono riallacciati i pantaloni hai visto Kyra schizzare dalla marmotta … mi aveva una tenerezza infinita.
Ora corre appena sente il fischio ma spesso torna oppure trova più interessante una chiazza di neve incontrata sul percorso e si rotola e si rinfresca ben bene.
Prima del canale facciamo una piccola pausa. Non tanto per la stanchezza quanto per asciugarmi dal sudore che purtroppo è stato molto abbondante.
Avevo visto 2 ragazzi, probabilmente saliti dal Trona. Si sono però fermati su un prato e non li ho più incontrati. Sole fino al rifugio.
Nel canale scorre un torrente, Kyra riprende i bagni e la temperatura si fa un filino più fresca grazie alla presenza di acqua.
Arrivati al rifugio ho avuto una interessante conversazione con Elisa, la signora che gestisce il rifugio. A tal proposito vi copio e incollo quello che ho scritto nel gruppo di FB “In montagna con il mio cane”:
Ieri sono passata dal rifugio Benigni e ho visto un cane. "E' del rifugio" mi dice un escursionista. Allora chiedo se è cambiata la gestione. Esce la rifugista, Elisa, ragazza molto simpatica.
Sono cambiate le cose e ora accettate i cani?
No, tant'è che il mio cane è fuori.
Ah ... ma se io devo bere un caffè ...
Mi spiace, è il CAI che lo chiede
(Mi parte l'embolo) Non nascondiamoci dietro a un dito, ci sono un sacco di rifugi CAI che accettano i cani.
E ma poi ci sono gli altri escursionisti ...
Ok, noi che abbiamo il cane non entriamo
Questo è il dialogo. Bea e Kyra si annusano tranquille senza creare cagnara. Però. Il cane ha le cucce attaccate alla porta di ingresso. Cuccia chiusa e cuccia di cuscini. Le ciotole del cibo e dell'acqua accanto alla cuccia chiusa.
Se una persona ha paura del cane non puo' entrare.
Se una persona è allergica al cane non puo' entrare.
E allora perchè il mio cane non puo' entrare?
Non solo, ma Bea era in giro libera, con croccantini dentro la ciotola. Avete presente quanti guai possono succedere? Se il tuo cane è libero lo è anche il mio. Se si azzuffano per i croccantini? Se si azzuffano perchè non vanno d'accordo?
Finita la nostra gita ripasso da li (per prendere il canale di discesa ci sono obbligata) e mi fermo a parlare un po' con la bambina che scoprop essere la figlia della rifugista. Mentre saluto la piccola sento Elisa che avverte un ragazzo che lei scende a valle per portare Bea dal veterinario, ne ha trovato uno che la vede oggi.
Mi saluta cordialmente. Mi è anche simpatica. Peccato non poter spendere da lei i miei soldi.
Incontro lei con la bambina e Bea al laghetto della diga e mi spiega che Bea ha un ascesso che, nonostante gli antibiotici, continua a crescere per cui preferisce portarla subito piuttosto che aspettare e magari essere costretti a portarla a spalla. Per la cronaca, risalire sono quasi 3 ore. Prendere una decisione del genere per un rifugista non è cosa da poco.
Gli animali li ama. Perchè non farli entrare?
Scendendo facciamo una sosta al laghetto della diga. L'acqua è davvero ghiacciata e riesco a tenere i piedi dentro solo per pochi secondi. Mentre sono seduta sull'erba mi accorgo che il sole scotta. Ma non come scotta di solito. Sento proprio la necessità di coprirmi le braccia perchè me le sta bruciando! Ovviamente non ho dietro nulla di cotone da indossare ma questa sensazione mi ha lasciato un grande amaro in bocca: siamo al 25 di giugno. Io non ho eredi ma voi che i figli li avete … pensateci!
Scendiamo piano, senza alcuna fretta. Fa un po' meno caldo ora ma si suda lo stesso anche in discesa. A Pescegallo mi concedo un gelato:
- Ha la coppa del nonno?
- E' di un altra marca ma è una coppa al caffè.
Non è la coppa del nonno, di quella che n'è una sola! Mi accontento, ho bisogno di qualcosa di freddo intanto che mi asciugo per andare in macchina.
Mentre scendiamo pensando che devo guardare dove diavolo è quel semaforo, incontriamo un altra transumanza, questa volta a piedi e in senso contrario a me. Kyra da fuori di matti, riesco a prendere il guinzaglio per evitare che mi spacchi il vetro (e prima o poi me lo rompe … chissà se l'assicurazione me lo paga?).
Arrivati a Rasura gli operai hanno finito di lavorare e il semaforo non è acceso ma ho visto dove l'anno posizionato: se non hanno messo cartelli prima difficile vederlo visto che sei occupato a capire cosa c'è scritto sul cartello della sbarra!
In macchina si sta bene, aria condizionata neanche tanto a manetta, sono che arrivo a casa, sette e mezza passate, che ci sono 29° … io sto male!
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.458
Quota arrivo massima: m 2.351
Dislivello: m 930
Tempo totale: 7 h 24 m compresa di tutto
Km percorsi: 10,1 circa
Percorso canabile: Si, attenziona solo al canalino finale adatto a cani esperti e umani che non soffrono di vertigini
Acqua sul percorso: Si, torrenti e laghetti

venerdì 7 luglio 2017

Val Gerola – 7 Luglio 2017


Adoro questa valle, nonostante tutto l'adoro. 
E poi devo comprare la rivista “Montagne divertenti” che la trovi solo da queste parti! 
Non mi interessa andare in cima al Pizzo, tanto meno al Trona. Voglio andare al rifugio Trona Solivi per chiedere un favore. 
Anticipo che è andata malissimo, la signora mi ha trattato davvero in malo modo, scortese e maleducata. 
Me ne sono andata senza prendere la tanto agognata torta con una bella bibita fresca, non ha meritato i miei soldi nonostante i cani possano entrare anche nella piccolissima area pranzo dell'entrata (immagino che ne abbiano un'altra più grande ma non mi sono avventurata li). 
Andare da sole vuol dire che la gita la si può costruire man mano e siccome non ho trovato il sentiero che mi portava al colletto del Trona ma dall'altra parte di dove si sale di solito (mi hanno poi detto che il sentiero non esiste, noi eravamo saliti a occhio) mi sono accodata a 2 ragazzi che avevano dei problemi ad arrivare al Falc. 
Ora, hai dei problemi sul sentiero normale e vieni su per il sentiero EE. Bravissima Barbara che nonostante tutte le sue paure ce l'ha fatta … però non sapere cercare il sentiero tramite le bandierine, non avere dietro una cartina (che poi la devi anche sapere leggere) e non sapere neppure orientarsi in un posto cosi facile come la Val Gerola mi fa riflettere. 
Aveva ragione la fanciulla, loro sono gente da Val Badia dove prendi gli impianti di risalita e poi cazzeggi per sentieri autostrade. 
Al ritorno non hanno voluto venire sull'altro sentiero, sono tornati da dove siamo venuti. Preoccupata ho chiesto se volevano che li accompagnassi ma mi hanno detto di no, non importa, va a finire che non fai più il tuo sentiero. A quel punto ho deciso di non accompagnarli e sono andata per la mia strada. 
Io purtroppo tante cose non me le ricordo e devo dire che alla fine è stato meglio che non siano venuti con me. Qualche masso, due passi di arrampicata … 
Da questa parte della montagna ci sono molti più fiori che dall'altra, chissà perchè … ho però fotografato poco, un po' di vento e a dire il vero ero anche un po' preoccupata per i ragazzi. 
Di quanto è successo al Trona Solivi ho già raccontato. Da li ho visto un cartello di un sentiero che porta al Lago di Trona in 30 minuti. Mi sembra un sogno non dover tornare al Lago dell'Inferno per cui mi infilo nel sentiero. Bello. Un saliscendi tranquillo in mezzo a pini mughi che porta all'imbocco della diga di Trona. Al di la c'è una fontanella fantastica, acqua fresca dove mi sono lavata e ho potuto fare rifornimento di acqua (il mio litro e mezzo era finito). Purtroppo solo acqua e non mi disseta e in effetti alla fine ho bevuto poco, mi era venuta anche la nausea da acqua. Non è una bella sensazione. 
Non avevo nessuna voglia di tornare a casa con il caldo e ho meditato l'ipotesi di fermarmi in loco a mangiare per cui sono scesa al lago per bagnare le zampine (mie … Kyra si è sbagliata e ha bagnato coda e sederino :D ) Purtroppo c'era odore di marcio cosi ci siamo asciugate al sole e poi abbiamo ripreso la via di discesa. 
Qui ho incontrato un “giovanotto” che continuava a guardarsi indietro per vedere se arrivavano moglie e figlio. E' stato normale per me chiacchierare con lui scendendo insieme, arrivati moglie figlio le chiacchiere sono passate alla signore. 
Il primo torrente Kyra si è fiondata e io mi sono fermata a rinfrescarmi. Li ho ri-incontrati più giù e siamo arrivati alla macchina insieme. 
Mi sono sentita un po' crocerossina oggi ma io sono fatta cosi, se posso dare una mano la do più che volentieri, senza aspettarmi nulla in cambio. Lo so che quando ho bisogno io si defilano tutti ma con l'età ho imparato a non prendermela, sono fatta cosi e sono contenta di essere fatta cosi. 
Io e Kyra ci siamo concesse una piadina bresaola e bitto, io ho aggiunto un pacchetto di patatine per reintegrare i sali e poi siamo tornate a casa. 
Tardi. 
E i mici non c'erano. 
Giulietta è arrivata subito, Romeo ho dovuto chiamarlo … hanno caldo pure loro poveri tati …

heliSLaLenta & Kyra 
I dati secondo Gipsy: 
Quota partenza: m 1.452 
Quota arrivo massima: m 2.134 
Dislivello: m 1.020 circa 
Tempo totale: 9 h 37 m compresa di tutto 
Km percorsi: 17 circa 
Percorso canabile: Si 
Acqua sul percorso: Torrenti e laghi, poche fontane

giovedì 27 agosto 2015

Pizzo dei 3 Signori – m 2.554 – 27 Agosto 2015


Da wikipedia: Gode di una particolare fama "geografica" che il nome ricorda, essendo da secoli il punto geografico di spartizione fra tre diverse giurisdizioni politiche: un tempo tra lo Stato di Milano, la Repubblica di Venezia e il Canton dei Grigioni nella Confederazione Elvetica, quand'essa occupava la Valtellina; oggi tra la Provincia di Sondrio, la Provincia di Lecco e la Provincia di Bergamo.

Sin dai giorni successivi all'incidente ho promesso ad Aurora (figlia di Pinuccio) e Mario (amico di Giuliano) che li avrei accompagnati.
C'ero già stata a giugno, diciamo a fare un sopralluogo. In realtà non ero sicura che fosse arrivato il momento per loro di salire ma io dovevo andare.
E invece eccoci qui, in una splendida giornata di fine estate, a ricalcare ancora una volta i passi di quel maledetto giorno.
Per fortuna non riesco ad odiare la Val Gerola, la trovo sempre bellissima, non è colpa sua di quello che è successo; grazie a questo riesco a tornare … e tornare … e vorrei tornare ancora una volta, se mai Giuliano si sentirà pronto a venire lassù.
La giornata, nonostante la ricorrenza, è passata piacevolmente. In sintonia, le paure espresse a casa sciolte come neve al sole.
I passaggi sono quelli che ho già raccontato, tavolo panoramico, Rifugio Trona Solivi, Bocchetta di Trona, Rifugio Falc. E qui il pianto. E' questo per me il punto più difficile, quello in cui metto cosi tanti ricordi dolorosi. Non lo so il perché.
Mi lasciano sfogare e riprendere, faccio 4 chiacchiere con Mario e poi risaliamo il pendio che ci porterà al pianoro.
Arrivo che Aurora e Marco sono già su, avevo paura che andasse avanti ma ha riconosciuto il posto.
Non è seduta proprio al punto giusto, mi avvicino … la commozione è tanta. Sto un po' con lei poi la lascio sola a sfogare il proprio dolore.
Ci riuniamo nel punto in cui Pinuccio e Kira sono caduti e Giuliano è sceso.
Commozione anche per me ma riesco a non piangere.
I ragazzi vogliono salire in cima. Loro veloci come stambecchi, io la solita lumachina. Arrivo in cima che hanno già in mano il panino … certo che già sono lenta se poi mi fermo anche a chiacchierare ….
In cima mica ti trovo una coppia che avevo incontrato qualche settimana fa in cima alla Grigna? Com'è piccolo il mondo!
Kyra, Mario ed io facciamo la foto di vetta “da mettere nell'album dei ricordi” e poi scendiamo.
Ho proposto di scendere dalla Valle dell'Inferno ma mai immaginavo quello che Aurora voleva fare.
Tornati al pianoro scopro i suoi piani: vuole andare giù alla pietra dove li hanno trovati.
Io ho un tuffo al cuore: no, io no!
E penso che me ne vado da sola per la valle dell'inferno.
Poi vince la compagnia e capitolo, con una stretta alla bocca dello stomaco e le lacrime che scendono ripercorro la strada che immagino abbia fatto Giuliano.
Giù dal canale, attenti alle rocce friabili sotto di noi. Poi quella che individuiamo come la roccia.
Vi lascio immaginare.
Aurora ha portato dei fiori da lasciare li, con Marco preparano un ometto di pietre per proteggere i fiori, metto anch'io la mia pietra e poi ci allontaniamo lasciando ad Aurora il tempo che le occorre.
Ricompattato il gruppo e asciugate le lacrime, controllo su Gipsy dove è il sentiero (io lo so ma è per farlo vedere al resto del gruppo). I dubbi ci sono, non sappiamo se riusciremo a passare ma vale ben la pena di tentare.
Mario e Marco ci fanno da guida, io li seguo passivamente, ancora non sono contenta di essere li anche se non contesto (e ci mancherebbe anche!) la scelta presa. Mi affido alla guida degli amici, Marco non lo conosco ma con Mario vado ad occhi chiusi.
Mi ritrovo spesso da sola, mi è venuto anche un dolore alla schiena che mi fa vedere le stelle ogni volta che metto il piede a terra un po' più forte per cui rallento la mia già normale andatura da lumaca.
Passando un po' a destra e un po' a sinistra arriviamo senza neanche tribolare troppo al sentiero e da qui al Falc. Facciamo l'altro sentiero per scendere al Trona dove ci prendiamo una buonissima birra e un litro di birra e gassosa … da dividere in 3 :)
L'ultimo tratto di sentiero / strada è la solita tortura. Siamo stanchi ma tutto sommato felici. Abbiamo fatto quello che volevamo fare. E' un passo importante per me, un'altra rielaborazione che mi porta pian piano all'accettazione e spero che sia stato cosi anche per Aurora.

heliSLaLenta & Kyra con Aurora, Marco e Mario

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.475
Quota arrivo: m 2.551
Dislivello: m 1.220 circa
Tempo totale: 9 h 09 m compresa di soste
Km percorsi: 19,3 circa

sabato 4 luglio 2015

Cima Piazzotti – 2.349 m – 4 Luglio 2015


Le parole di oggi:
Estate: la stagione più calda dell'anno, compresa fra primavera e autunno

“Vorrei portare Pato, si merita un premio! Ce la fa?”
Cavolo, che domanda importante … non conosco Pato ma ricordo bene il canalone. Con Kyra non ho problemi manco se le faccio salire il Disgrazia ma per altri cani come faccio a prendermi responsabilità?
“Non lo so, il canalone non è gran che ma se non ce la fa ci fermiamo li, la Val Tronella è stupenda e ci appagherà lo stesso!”
Se decidiamo di portare i cani e non siamo sicuri che ce la possono fare dobbiamo essere disposti a non raggiungere la meta. Problemi? No … per un peloso questo ed altro.
E cosi ci si incontra a Bione. Prima di partire occorre far fare amicizia ai cani. Lo so che Kyra non ama i cani grossi e neri e sono un pochino preoccupata. Pato è un patatone, come suggerisce il suo nome, mentre Kyra fa la solita peperina ma alla fine, anche se non giocano insieme, non litigano neanche. Si parte.
Fermata per il caffè e poi su.
Al bar c'è una persona che prende il permesso per la strada. Mi preoccupo. Ma sono salita anche l'altro giorno a sbaffo senza saperlo?
Chiedo: serve per Laveggiolo? E per Pescegallo? No, non serve per nessuno dei due posti, serve per le valli della Val Gerola. E sarebbero? Boh …. Salendo controllo le valli ma non c'è nessun cartello, per ora il dubbio mi rimane, dovrò indormarmi.
La preoccupazione più grande è per Pato, è grande, grasso e nero e il sole caldo dell'estate lo farà soffrire parecchio. Non per nulla è stata scelta la Val Tronella dove so che ci sono torrenti in abbondanza e in effetti, per ogni pozza, cerchiamo di far bagnare i pelosi.
Kyra non si scompone alla presenza di Pato e fa la sua solita escursione tranquilla, annusando tutto, correndo dietro alle marmotte e bagnandosi quando lo reputa opportuno.
Mietta e io invece chiacchieriamo un sacco, fermandoci anche a volte per raccontare cose importanti facendo finta che lo facevamo per Pato, per farlo riposare.
Oggi è caldo, la quota non è alta e io ho davvero paura del caldo. Andare piano, controllando i cani e godendo della loro compagnia, fermarci ad ogni pozza, ammirare il bosco, i fiori, le rocce che si aprono davanti a noi, il Disgrazia che compare li, in mezzo ai due corni … oggi giornata tranquilla cercando di non sudare come al solito.
Arrivati al canale Kyra prende il comando: DI QUI MAMMA!
Tata, Pato non passa, ha un po' di paura delle rocce.
Ahhhhh va bene, aspetta che cerco un posto meno ripido.
E cosi, un po' Kyra e un po' mamma e zia, Pato sale fino in cima … grandissimo! E non solo come stazza!
Vorremmo un posto all'ombra ma ovviamente qui non ci sono alberi. Andiamo al lago dove troviamo la Rimini locale: gente in mutande e reggiseno, ragazzi che fanno il bagno e noi che cerchiamo di far entrare i cani in acqua.
Anche Pato non ama nuotare e il massimo che raggiungiamo è di far bagnare la pancia ad entrambi.
Una volta rinfrescate anche noi decidiamo di salire la cima con l'idea di mangiare li ma fa caldo e anche io inizio a patirlo.
Dalla cima scendiamo fino ad un piccolo laghetto dove siamo soli soletti. Kyra mi si appiccica dietro la schiena per avere un pochino di ombra, Pato si bagna spesso mentre noi chiacchieriamo tranquille.
Poi rifugio per caffè. Io e i pelosi ci mettiamo all'ombra mentre Mietta fa la lucertola.
Prima di scendere vogliamo bagnare ancora i pelosi. Cerco di far entrare Kyra nel lago, salto sulle rocce: VIENI TATA! E lei che fa? Salta sul primo sasso, poi sul secondo e via cosi, facendo ridere tutti gli astanti ai miei inutili tentativi di farla bagnare. Vabbeh, però devo ammettere che è stata bravissima a seguirmi passo passo.
Scendiamo.
Con Pato non è semplicissimo, Kyra è stata un angelo perché oggi non è stata troppo considerata, tutte le attenzioni erano per Pato.
Per fortuna il patatone si fida di me e con dietro la sua mamma e me davanti riusciamo a scendere senza grossi problemi. Ci spostiamo un po' dal sentiero per fare un bel bagno nella neve come premio per entrambi i pelosi.
Lo so, abbiamo azzardato di brutto. Ci è andata bene. Poteva succedere che Pato decidesse di non muoversi più e allora avremmo davvero visto i sorci verdi. Me ne sono resa conto solo dopo.
E' esperienza e sono convinta che mi servirà molto quella di questa giornata.
Sempre con MOLTA calma arriviamo al laghetto e poi alla macchina … tardissimo, accaldati ma felici.
Birretta e caffè al bar e poi a casa, nella calda pianura.
Grazie Pato, grazie Mietta. Spero di poter conoscere presto Calvin e Winnie!
Pato mi ha mandato un messaggio, vuole che lo scriva qui in modo che sia pubblico:
“Mamma, la prossima volta che vuoi premiarmi …. LASCIAMI A CASA!!! :D “

heliSLaLenta & Kyra con Pato & Mietta

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.452
Quota arrivo (altezza massima): m 2.349
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 9 h 36 m compresa di soste …. si, ce la siamo presa comoda!
Km percorsi: 11,3 circa

giovedì 21 agosto 2014

Alla scoperta della Val Tronella – 21 Agosto 2014

Le foto

Ci sono posti che amo alla follia e almeno una volta l'anno cerco di andarci. Uno di questi è la Val Gerola, anche se li ho i ricordi di uno dei fatti più brutti della mia vita.
Ne parlo con il mio mentore che anche se non va più in montagna non ha dimenticato posti e itinerari e ha mantenuto intatta la capacità di consigliarmi luoghi incantevoli: vai in Val Tronella, selvaggia e solitaria, e sali al Benigni.
Detto fatto.
Ho purtroppo anche un problema al ginocchio: è da qualche giorno che è tornato a farmi male. E' molto probabile che la mancanza di allenamento ne sia la causa, il mio ortopedico che me l'ha sistemato 4 anni fa mi disse cosi: lei deve stare allenata … vedremo oggi come andrà.
Ai cultori della colazione al bar faccio presente che alla pasticceria di Morbegno caffè e brioche costano 1,60 € ed entrambi sono davvero buoni ;)
Arriviamo a Pescegallo e ci sono 8°C. Mi metto la maglia lunga prima di prepararmi. Intanto vedo che stanno tornando i fungaioli e stanno partendo quelli che portano in giro i cani. C'è un po' di traffico cinofilo con padroni che non hanno piacere di vedere Kyra che si avvicina troppo ai loro amici pelosi e immagino che sia questo il motivo per cui sbaglio e non becco il sentiero. Andiamo avanti per una carrareccia bellissima, in leggera discesa, coperta da un morbidissimo prato e con il percorso salute … ma ditemi un po': quanti di voi hanno mai fatto un percorso salute?
Alla fine mi rendo conto che non posso che essermi sbagliata, la strada non è nuova, non mi hanno tramutato il sentiero in carrareccia e poi si scende … e si va troppo verso Gerola Alta.
Torno. E incontro la signora con il cagnolino, quella che non voleva che Kyra si avvicinasse. Saluto, Chiedo se va a fughi, 4 chiacchiere tanto per prendere coraggio e poi glielo dico: devo aver perso il sentiero … figuraccia … la signora gentilissima mi dice che si, dovevo tirar su proprio alla casera e mi indica il percorso più breve per rientrare. Salutata la gentile vecchietta torniamo indietro.
La giornata è bellissima, strano in questa estate, e poi … per salire al Benigni ci vorranno solo 2 orette!!!
Incontro il bivio … come ho fatto a topparlo lo so solo io ma non importa … tanto per arrivare al Benigni ci vorranno due ore!
Ai cartelli c'è indicato anche il Pizzo dei tre signori … e mi sale un nodo alla gola. Cerco di cacciare i pensieri ma è davvero difficile … stanno per sgorgare le lacrime quando inizio a incontrare gente … poco socievole a dire il vero, sono un po' arrabbiati perché non trovano funghi! Evito di dir loro che hanno già setacciato il luogo e proseguo incontrando una bianca signora, bianca nel senso dei capelli. Ha la faccia simpatica proprio da nonna e mi fermo a parlare. Lei ha subito un brutto lutto da cui non si riprende e ci raccontiamo i nostri guai salendo pian piano.
Arrivati alla baita dove c'è il mio bivio ci salutiamo con baci e abbracci e lei continua a urlarmi: STAI ATTENTA!!! MI RACCOMANDO !!!!
Saliamo. Da qui è tutto nuovo e già rimango incantata. E poi … cosa ti vedo? Mirtilli … a gogo'!!! Qui è la zona dei mirtilli, non per nulla a Rasura fanno la festa dei mirtilli ogni primo we di agosto ma cosi tanti non ne avevo mai trovati. Mi dico che è perché questa valle non è molto frequentata, mi fermo e inizio la raccolta vuotando la scatola del cibo … tanto per arrivare al Benigni ci vorranno circa due ore!
Ne raccolgo un bel po' poi riprendo a salire. La pioggia estiva e la neve dell'inverno hanno fatto dei bei danni, il sentiero è a volte sconnesso o addirittura scomparso. A volte mi devo fermare e guardare bene intorno per decidere dove andare, a cercare il segno che alla fine, per fortuna trovo. E trovo anche tante altre piante di mirtilli! Non posso fermarmi a raccoglierli tutti adesso!!!
A noi piacciono i giri ad anello per cui pensavo di tornare dal Passo di Salmurano ma di la lo so che non ci sono mirtilli … come fare? Medito mentre salgo.
La valle è bellissima, ha ragione il mio mentore, è selvaggia e non c'è nessuno!
Salendo incontriamo una piccola diga. In Val Gerola le dighe non si contano ma questa mi stupisce, in questa valletta piccola, stretta e solitaria l'ultima cosa che mi aspettavo era una diga!
Mi chiedo come si passerà di la quando Kyra adocchia la tana di una marmotta proprio li vicino al sentiero. Devo distogliere l'attenzione cosi mi metto a cercare in fretta il segnale chiamando Kyra. Lo trovo, proseguiamo a sinistra. Però il canale di salita dovrebbe essere in fondo alla valle … e sulla destra … vabbeh, adesso girerà.
No, non gira. Che mi ricordi male il sentiero visto sulla carta? Mi ritrovo sotto una bellissima parete verticale e li si che ti chiedi come diavolo si passerà!
Il sentiero scende, sconnesso, ripidissimo, con gradini fatti di legno per nulla incoraggianti. Leggo una scritta sulla roccia: di qui Salmurano di la Trona … ops … Ormai l'avevo capito anch'io che qualcosa non quadrava e cosi penso, un pochino amareggiata, che invece di andare al Benigni andrò al Salmurano (che non mi piace per niente). Sbuchiamo effettivamente sulla valle principale, dove ci sono gli impianti di risalita e le conseguenti piste da discesa. Bello il traverso se non fosse per i paravalanghe. Proseguendo inizio a pensare che almeno al Passo di Salmurano ci possiamo andare e quindi cerco di stare alta per non perdere quota.
E poi Kyra incontra, in ordine: mucche, cavalli e capre. Il solito cinema e mi tocca legarla. E lei tira e abbaia e abbaia e tira … mi staccava il braccio! Finalmente passiamo la zona di pascolo e risaliamo il canale insieme ad una famiglia (mamma, papà bimba e bimbo) davvero simpatici.
La bimba si offre di fare una foto a Kyra e me al passo e poi iniziamo il traverso che ci porterà al canale per il Benigni … si, perché sta prendendo forma una certa idea nella mia testolina.
Dalla parte bergamasca le nuvole sono copiose e il vento freddo e io sono sudata ma non voglio coprirmi o cambiarmi in quanto, arrivata al rifugio, preferisco avere cose asciutte da mettermi.
Anche qui il sentiero è franato in parecchi punti ma si passa sempre agevolmente.
Il canale è diventato un torrente. Kyra sale tranquilla e sicura e io inizio a salire veloce, salvo poi, verso la fine del canale, ad aver finito le riserve. Non sono allenata e non ho fatto soste per riposare e mangiare qualcosa.
Kyra ha solo un paio di volte un dubbio e le indico io dove salire per il resto lei sale e poi mi aspetta. Fuori dal canale ci sono gli ultimi 100 m, per me una tortura. Mangio una barretta perché sono alla frutta ed era proprio quello che ci voleva. Arrivo al rifugio mentre molti stanno scendendo e fuori non c'è tantissima gente … sembra siano tutti dentro!
Per la cronaca: tanto ci vorranno un paio di ore per arrivare al Benigni! Beh, noi ci abbiamo impiegato quasi il doppi :D
Fuori dal rifugio trovo un po' di cani legati e lasciati li dal padrone. Uno lontano dal rifugio e abbaia a tutti perché vuole compagnia. Uno legato proprio li, attaccato alla porta del rifugio ma è un cane molto timido e pauroso e si vede che è a disagio.
Lascio giù lo zaino, cambio la maglia e vado a fare un giro. Ed eccolo li, il sentiero numero 8 che scende in Val Tronella! E si, era questo che pensavo: non sono riuscita a salire e allora ci scendo!
Vento e freddo, mi ci vogliono guanti e cappello. Mangiucchiamo qualcosa e poi mi preparo per la discesa. So che sarà ripido scendere da questo canale ma anche quello da dove sono arrivata non scherza. Spero solo di trovare il punto in cui ho perso il sentiero.
Mentre inizio la discesa mi chiama il papà della famigliola incontrata salendo che mi chiede dove va quel sentiero. Spiego e cosi decidono che scenderanno anche loro di li. Bene, se mi perdo posso aspettarli e cercheremo insieme la strada :D
Scendiamo. Usti se è ripido! Ma non solo, è anche piuttosto esposto! Il sentierino passa rasente la montagna, strettissimo e non con uno strapiombo sotto, ma le rocce del canale. Spesso mi chiedo se non era meglio fare le rocce del canale ma tanto fa che scendo di qua (e porto a casa anche la rima!)
Non ho mai avuto un passo sicuro in montagna, ma ora mi accorgo che quasi mi fermo, sono lenta … non ho paura ma controllo davvero bene dove metto i piedi e le mani.
Pazienza, ormai è cosi, non posso farci niente. Inoltre devo stare attenta al ginocchio … mannaggia a lui! Però avevo ragione, non appena si sono scaldati i muscoli il ginocchio ha iniziato a non fare male e a funzionare bene. Devo tenermi allenata, altro che pigrizia e saponi!
Incredibilmente, arrivata alla fine del canale trovo 2 che stanno salendo … stranieri … il mio orgoglio ne rimane ferito ma sopravviverò ;)
Intanto la famigliola inizia la discesa. Li tengo d'occhio fino a che non sono alla fine del canale. Quello che mi stupisce è che non mi hanno mai raggiunto, nemmeno nelle innumerevoli soste che ho fatto per portare a casa 400 gr di mirtilli … che abbiano preso la deviazione per Salmurano?
E si, perché già dall'alto si vede la diga dove io ho preso la deviazione a sinistra, salendo. Ovviamente il sentiero passava dall'altra parte della diga, dove si trova anche un cartello che indica anche la direzione Rifugio Trona.
Mi guardo bene intorno, sinceramente il cartello dovevano metterlo anche qui, da dove si arriva, si vede prima il segnale che porta a sinistra, non è che sono proprio tonta …. si, un po' lo sono … ma i segnali sono fatti male, ecco! ;)
Da li scendiamo raccogliendo mirtilli fino a che non sono stufa. Kyra mi difende quando arriva qualcuno e io ho il sentiero per aria tutta presa nella raccolta …. e non solo! C'erano le marmotte e Kyra correva come una matta (anche sulla pietraia!) non appena sentiva il fischio. Bene, quando ero ferma a fare pipì è arrivato il fischio, Kyra ha fatto il cenno di partire ma poi si è fermata; si vedeva che fremeva ma, questo l'ho capito dopo, io ero li in posizione secondo lei critica e non mi poteva abbandonare … tatina … ma quanto ti voglio bene!?!?!?!?
Raccolto una quantità che ritengo congrua, metto al scatoletta nello zaino e scendiamo. In vicinanza del bivio troviamo un sacco di gente che raccoglie mirtilli … con il pettine … ma non era vietato???
Arrivati alla macchina trovo il solito: parcheggio pieno, tanta gente venuta su a passeggiare e tanti cani …
Io mangio ancora qualcosa e apro la portiera per far prendere fresco alla macchina. Kyra non se lo fa neppure dire, ci entra di corsa … sarà mica stanca?

Bollettino medico del giorno dopo: Kyra si è fatta male a una zampetta, una una piccola escoriazione che le sto curando con tintura di iodio e spero che passi almeno per domenica. Il mio ginocchio ha ripreso a fare male non appena i muscoli di sono raffreddati. Oggi va meglio ma … sono indecisa sulla prognosi, devo provare ad allenarmi un po' e vedere se passa. E se non passa ….

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.402
Quota arrivo: punto massimo m 2.222
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 6 h 55 m compreso di chiacchiere, raccolta mirtilli e sosta in rifugio
Km percorsi: 11,9 circa


sabato 24 ottobre 2009

Monte Rotondo m 2.496 – 24 Ottobre 2009


La cima scelta doveva essere un pochino piu’ impegnativa e io devo salire a Luino la sera per cui propongo un orario piuttosto presto. Nano nicchia un pochino ma poi accetta.
Venerdi sera mi arriva una mail: porta picca e ramponi che ha nevicato sopra i 1.800 …
GULP! … :)
Ecco, inizio già a vedere la mia cimetta sfumare ma so che con Nano l’alternativa eventuale ne vale comunque la pena.
Arrivo accolta dalle feste dei cani, cambio macchina e poi via verso il caffè: il bar apre proprio appena ci vede :-)
Proseguendo il viaggio vediamo che le cime sono poco innevate. Fino a che non giriamo per la Val Gerola. Ecco. Poca neve … si … SONO PIENE!!!
Uffi … iniziamo a valutare la situazione. Anche le creste saranno un ravanamento incredibile e non pensiamo che valga la pena di infognarci. All’altezza di Laveggiolo mi propone il Monte Rotondo. Bene, una cimetta che non conosco per cui perfetta. L’altezza è piu’ o meno analoga ma la cima è molto piu’ tranquilla di quella che doveva essere per cui, anche i 30 cm di neve fresca non dovrebbero darci fastidio.
Parcheggiamo, ci prepariamo e ci inoltriamo per la strada sterrata, vietata alle macchine. La giornata è meravigliosa, la luce stupenda come solo quella del primo mattino è capace di essere. I contrasti sono enormi (cielo blu, cime bianche, roccia scura, larici autunnali …) difficile fare foto per ora.
E io sudo.
Insomma: è possibile che anche a fine ottobre devo morire di caldo? :-(
Nano come al solito sale tranquillo senza neppure accorgersi che il sentiero va su. E io lo seguo.
Lasciata la strada ci si inoltra nel bosco e poi nello splendido pianoro dove la nostra cima è li che ci guarda. Il dislivello non è enorme per cui sono tranquilla.
Vedo il traverso che ci porterà al colle; c’è neve, quella poca e infida e intanto ha iniziato a soffiare un venticello gelido.
Ehm … è vero, mi sento molto coccolata ma che ci posso fare? Non appena accenno al fatto che non vedo l’ora di essere al sole detto fatto: il sentiero non ci porta? Ci andiamo da soli! Ci spostiamo dal sentiero per salire al sole :-)
Lo riprendiamo per salire al colle e qui la prima sorpresina della giornata: sul traverso una bella lastra di ghiaccio. Che problema c’è? Nano ravana un attimo (ovviamente abbiamo la picozza … ovviamente l’abbiamo lasciata in macchina :-D) e passa. Poi mi aiuta a fare altrettanto. Bene, da sola mi sarei probabilmente infognata piu’ in alto dove ci sono i rododendri per evitare la lastra ma cosi devo ammettere che è molto meglio!
Arriviamo al colle tranquilli. Il panorama è meraviglioso. La Grignetta è ancora pulita ma il Grignone ha già la sua spolveratina. Il Resegone sembra pulito pure lui mentre le cimette intorno la spolverata ce l’hanno quasi tutte.
Ora cerchiamo la galleria, da dove si possono fare delle foto interessanti, dove trovo il campanaccio di una capra (sarà un caso?) e dove facciamo l’unica sosta, anche se involontaria, della salita.
Riprendiamo e siamo in cima piuttosto velocemente. La madonna di vetta è davvero imponente, anche se niente rispetto ad altre tipo Zerbion. Il Legnone ed il Pizzo Alto sono bianchi, la Valtellina si apre sotto di noi. Insomma: il panorama è super!
Niente male questa cimetta, ma tira un vento gelido e fa davvero freddo. Facciamo le solite 1000 foto, il solito autoscatto (anche questa volta senza cavalletto … grrrrrr) e poi ci cerchiamo un posticino riparato dove mangiucchiare la torta.
Ma fa freddo. Cavolo se è freddo! Scendiamo. Uno sguardo alla costruzione che potrebbe fungere da bivacco di emergenza (serpenti a parte) e poi scendiamo.
Da questo versante è piu’ caldo, mi sa che abbiamo sbagliato a fermarci la a mangiare, ma ora mi sto scaldando.
Nano ha visto un bel traverso, dopo il colle, dal quale si puo’ scendere in Val Vedrano e quindi alla macchina.
Ti va?
Ma certo!
Arrivati al pianoro traversiamo fino a prendere il sentiero. Man mano che proseguiamo ci rendiamo pero’ conto che il sentiero finisce li, alla base di quel ripidissimo canale.
Vabbeh, si torna, mormora Nano.
Come? Un sentiero cosi bello non puo’ portare a nulla! Andiamo a vedere.
(Non fraintendetemi, le perplessità di Nano sono per me, visto che ancora non sa fino a dove mi posso spingere)
E sale. Inizia ad essere ripido, fino a che non vediamo le catene.
:-)
Ottimo! Dai che si sale!!!
Sono davanti io (che non si sa mai … se scivoli … :-D) e fino a che ci sono le catene va tutto bene, nel senso che è roccia e si va via lisci. Quando le catene non ci sono pero’ è erba, con lo straterello di neve e ripidoripidoripido … Sorrido pensando alla volta che salimmo da un prato del genere per riprendere un sentiero ed evitare un giro lunghissimo … quel giorno finì con una ravanata micidiale tra i rododendri visto che il sentiero in discesa (percorso ad anello) non lo trovammo e ad un certo punto mi è venuto pure il dubbio di dover bivaccare tra i rododendri tanto era intricata la situazione.
Sorridendo continuo a salire. Sono tranquilla, questi percorsi mi divertono e ho Nano dietro … chissà se lui è altrettanto tranquillo nei miei confronti? :-)
Finisce il canale ma non scolliniamo. Arriviamo ad una cengia fantastica che costeggia la montagna. Una balconata sul sentiero fatto la mattina, sulla Valtellina, sul Disgrazia … davvero molto, molto, molto bello!
Arriviamo dall’altra parte e facciamo una sosta. Chiacchieriamo guardando la “mia” Val Gerola e poi … e poi.
Iniziamo a cercare il sentiero che scende.
Hi hi hi … mica vorrai anche il sentiero, vero?
Alla fine ne avremo incontrati 50 di sentieri/tracce ma nessuno che andava nella direzione voluta.
Nano continua a rassicurarmi: so dove sono!
Io no. Il mio senso dell’orientamento mi dice solo approssimativamente la mia posizione ma ritrovare la macchina no, di questo proprio non ne sarei capace.
Continuiamo la discesa nel bosco, per fortuna pulito, per fortuna con un fondo morbido. Anche se a tratti ripido non sento troppo la discesa.
Certo che se il mio socio ora decidesse di mettere il turbo … ecco, ora sarei ancora li ad aspettare qualcuno che venga a raccogliere i miei resti … :-)
Incontriamo degli alpeggi fino all’incontro con il cerbiatto. Che bello. Uno splendido animale che vediamo a pochi metri da noi. Purtroppo stavamo chiacchierando (ma vah?) e ci ha sentito. Con calma si allontana ma non facciamo in tempo a prendere la macchina fotografica. Quello che mi stupisce di queste bestie è la grazie ed il silenzio con cui si muovo. Semplicemente fantastici.
Arriviamo ad una casa completamente ristrutturata, davvero splendida, e da li alla strada. Tagliando un po’ ecco laggiu’ le macchine: allora? Mi apostrofa il mio socio.
E si, gli devo proprio dare ragione: mi ha riportato alla macchina :-) Va bene, non avevo dubbi, ma il gioco ci sta sempre bene, no?
Casa. La nipotina è li che mi aspetta per raccontarmi l’esperienza del circo. Che meraviglia di bimba! Cosi socievole! E poi merenda, foto, chiacchiere … ma è tardi, Luino mi aspetta, devo andare.
Alla prossima e un grazie ancora a Nano che mi permette di vivere queste splendide esperienze!

Le foto sono di heliS e di Nano, amichevolmente mischiate :-)

Quota partenza: 1.350 m circa
Quota arrivo: 2.496 m
Dislivello, secondo il mio altimetro: 1.238
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: 7 ore





giovedì 6 agosto 2009

Monte Motta m 1.971 – 6 Agosto 2009


Oggi giornata un po’ cosi e allora decido di andare a vedere questa cimetta che abbiamo “lumato” in una autunnale l’anno scorso.
Il giro è ad anello con traversi un poco esposti, su sentiero un pochino instabile ma con nessun problema ... se non è bagnato. E meno male che l’anno scorso, con la neve appena caduta, abbiamo deciso di desistere!
Appena prima del parcheggio, sulla sinistra per chi arriva da Gerola, c'è un sentierino con cartello indicatore per il Monte Motta.
Si sale da sentiero (tenere a destra i primi 2 bivi) che porta prima ad un alpeggio (bivio a cui si ritornerà) per proseguire in cresta fino alla croce di vetta.
Segnalo la presenza di 2 fontanelle lungo il percorso di cui una appena sotto il bivio.
Tornati al bivio, si prosegue in cresta / traverso sempre con la visuale su Pescegallo fino ad arrivare al canale che, ripidamente, porta al Lago di Pescegallo.
Vale la pena di proseguire il giro intorno al lago per la fioritura davvero spettacolare.
Per il rientro si puo' proseguire sia sulla carrozzabile che prendendo il sentiero che la interseca poco dopo l'inizio della discesa.
Giornata tranquilla, a parte le mosche in cima che mi hanno fatto desistere dall’idea di fermarmi lassu’ sdraiata sull’erba a cazzeggiare.
Ve lo segnalo perché in autunno secondo me vale la pena. In primavera starei attenta al fatto che la neve sia andata via tutta.


Quota partenza: 1.454m
Quota arrivo: 1.971
Dislivello secondo il mio altimetro: 816
Tempo totale, comprese le megasoste: 7 ore e mezza





mercoledì 12 novembre 2008

Val Gerola – 9 Novembre 2008


- CLICCA SUL TITOLO PER VEDERE LE FOTO -


Giornata delle decisioni sbagliate. Il passo chiuso, il tempo che non è poi cosi bello, la neve che non pensavo cosi tanta … finisce in Val Gerola, ci porto Andrea per la prima volta. Peccato che l’abbia vista in una giornata cosi bigia. Passeggiatina al Lago di Pescegallo con tentativo di salita al Monte Motta.
Vabbeh, è novembre, è andata cosi.

lunedì 1 settembre 2008

Anello in Val Gerola: Pesegallo Lago di Pescegallo – Cà San Marco – Salmurano - Pescegallo / 31 Agosto 2008

La giornata non è un gran che, ma poco prima delle 9 ho gli scarponi ai piedi. Questa volta andrò verso il lago di Pescegallo, indecisa se tentare la cima di Ponteranica.

Piccola premessa: occupata nei miei pensieri (piuttosto lugubri a dir la verità) entro in confusione al bivio appena fuori le gallerie e prendo per Chiavenna. Mi rendo conto che qualcosa non va ma devo fermarmi a vedere la cartina per capire che devo andare verso Sondrio. Iniziamo bene.

La seconda volta mi perdo nel prendere il sentiero per il lago. La traccia più marcata porta ad una baita. Poco male, proseguo sulla strada, ma questi 2 avvenimenti mi fanno riflettere. Inoltre le cime sono coperte dalle nuvole anche se a tratti.

Passo il lago ed inizio la salita. C’è gente che scende, immagino arrivino da Cà San Marco e probabilmente faranno il giro dal Salmurano.

Arrivo al Forcellino e guardo la carta: la Kompass dice che il sentiero per la cima parte dal laghetto sotto, la mia relazione da qui. Provo a prendere la cresta per un po’, ma poi le tracce spariscono. Non è tanto questo il problema quanto le nuvole che ormai si sono fatte basse e le cime sono tutte coperte.

Bene, è da tempo che voglio salire al Passo San Marco, che sia macchina, bici o a piedi. Questa mi sembra l’occasione buona. Riscendo e prendo per Cà San Marco, non sarà il passo ma è li che mi interessa arrivare.

Di qui il tempo è peggiore e mi ritrovo avvolta nella nebbia. C’è però un po’ di gente in giro. Al laghetto le cime non si vedono per nulla per cui non riesco neppure a capire se c’è davvero un sentiero da li per il Ponteranica.

Arrivo al passo di Verrobbio e vedo il mio sentiero che sta a mezzacosta e la in fondo il passo.

Inizio a chiedermi dove sarà il Passo Salmurano e quanto mi ci vorrà da li, ma sono fiduciosa.

E’ lungo arrivare al passo e ad un certo punto vedo un cartello che indica un sentiero che scende nella valle: Passo Salmurano 2 ore e 40.

Azz …

Mentre continuo verso il Passo medito: è tanto, e non è proprio presto.

Arrivata a destinazione mi trovo un posticino sul fraticello e sbocconcellando il mio panino mi guardo la cartina: gasp! Forse se la guardavo meglio prima non avrei affrontato questo itinerario: è davvero lungo! Inoltre devo scendere nel vallone per poi risalire. Ma si sa che ho la testa dura e, nonostante i conti mi indichino che arriverò alla macchina non prima delle 18, prendo il sentierino basso.

E qui la nota dolente: il ginocchio … duole, appunto. Mi fermo a mettere la ginocchiera ma la discesa è un tormento. Inizio a pensare che sono pazza al pensiero di farmi le oltre 2 ore per il Passo Salmurano e poi tutta la discesa verso Pescegallo, ma ormai sono in ballo.

La vallata e splendida, la risalita dolce in mezzo a mughi e rododendri. Siamo a fine estate, pochi fiori, qualche pianta già secca.

Incontro qualcuno che scende e inizio a pensare che forse non sono proprio cosi matta.

Lascio perdere la deviazione per i laghi di Ponteranica (sarà per la prox volta) e proseguo per il passo. Ma ecco si mette a piovigginare. Uffi … ce la farò?

Arrivano 2 signori e chiedo se manca molto per io passo. Mi rassicurano, circa un’oretta, anche meno se è veloce. Avevo stimato di arrivare li per le 16 e loro me lo stanno confermando.

Il sentiero è un bellissimo traverso molto panoramico se non ci fosse la nebbia a tratti. Si passa un vallone via l’altro con alternanze di saliscendi, e quando scendo … hai!!! Il ginocchio!!!

Quando avvisto il passo tiro un respiro di sollievo e mi fermo a far riposare la gamba. Da qui si vede benissimo il canale che porta al Benigni e da quaggiù non penseresti mai di salirlo abbastanza tranquillamente.

Medito.

La seggiovia scende dal Rifugio Salmurano. Mi farebbe risparmiare al ginocchio 400 m di discesa e un po’ più di un’ora.

Ci penso mentre scendo. Ci metto il tempo del cartello ma cerco di usare la testa: se il ginocchio fa male, la seggiovia è ancora aperta ed il costo abbordabile … beh, fai come i vecchietti e scendi in seggiovia.

Fatto.

Oggi il ginocchio non fa più male e sono contenta della scelta presa.

Il giro è davvero bello, fatto tutto con qualche sosta (io ne ho fatte davvero pochissime e molto brevi) comporta circa 8 ore. Tutto sommato direi che ne vale la pena.

E poi la sorpresa di Milano (vedi l’ultima foto) che è capace, nonostante tutto, di regalare panorami mozzafiato :)

Ah, in totale sono 1.273 m di dislivello!