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martedì 25 giugno 2019

Cima Piazzotti m 2.349 - 25 Giugno 2019


Seconda colazione. Baretto? Cavolo no, è chiuso! Allora solito posto a Morbegno. Hanno aumentato il costo, 1,70 per brioche e caffè (a buon intenditor …)
Riprendiamo la macchina e ci avviamo verso la Val Gerola e mi trovo davanti un cartello scritto a mano. Per fortuna non ho nessuno dietro e mi fermo a leggerlo: la strada è chiusa a livello di Rasusa.
Ecco, l'avevo pensato. Se devono fare i lavori li fanno giustamente in settimana e io non mi sono informata. Cerco una alternativa. Il Rosetta, montagna che di solito si fa d'inverno quando il pericolo valanghe è altro dappertutto, è da quelle parti. Mi consolerò con quella.
Arrivo a Rasura. Altro cartello scritto a mano: se la strada è chiusa, salire a destra. Vuoi vedere che mi va bene? Salgo a destra. La strada si fa sempre più stretta. Stretta al punto che mi chiedo come diavolo si farà se incontro una macchina. Ed ecco la macchina. No, c'è una fila di macchine! E un passante ironizza: qui qualcuno non ha visto il semaforo. Io lo guardo: quale semaforo? Intanto la prima macchina mi occupa il posto dove avrei potuto mettermi io per far passare la fila. Lo faccio presente (mentre il passante continua a ironizzare) ma no, lui vuole che io mi metta in modo tale che lui passa ma le altre macchina no. Lo convinco. Passano le macchine. Il signore è sempre li che ironizza. Passata la fila gli chiedo come faccio ora. Lui ride. Vada prima che ne arrivino altre di macchine. Giunto quindi il momento di andare decido di rispondere a tono ma garbatamente: a lei non è mai capitato di sbagliare? Si ma di non vedere un semaforo mai! E' stato fortunato … fino ad ora. E riprendo la strada. Resto convinta che se io il semaforo non l'ho visto vuol dire che non era ben segnalato perchè è un semaforo di quello che mettono transitori, mica uno fisso.
Fa nulla, ora sono sulla strada che mi porta a Pescegallo e sono contenta.
A Gerola Alta incontro un trattore con un rimorchio con dentro le vacche. C'è la transumanza in questo periodo. Al ponte vedo che si accosta a destra. Gentile, penso, e mentre mi avvio per superarlo con la mano già alta a ringraziarlo … lui imbocca il ponte. Si era spostato solo perchè altrimenti la curva non gli veniva. Aveva mille altre possibilità di farmi passare invece mi sono dovuto fare fino a Pescegallo a 15-20 km all'ora. Ok, loro lavoravano, ma gli costava davvero poco farmi passare.
Come mi si era alzato subito l'umore quando ho pensato che potevo tornare in Val Tronella.
Come sapete, io adoro la Val Gerola anche se è stata il teatro del giorno più brutto della mia vita. La Val Tronella poi è una valle laterale che nessuno utilizza mai per andare sul versante bergamasco.
Arrivo velocemente al bivio ma il cartello mi dice che per la Val Tronella devo proseguire. Effettivamente io ricordo che si sale al secondo bivio ma proseguendo non trovo nulla. Prima di imbarcarmi nell'unico pezzo che non mi piace torno indietro e salgo per il sentiero “dell'Homo selvadego”. Anche lui porta in Val Tronella. Arrivata alla piccola diga mi ricordo: sarei dovuta andare fino alla diga di Trona per prendere l'altro sentiero. Prima o poi lo faccio, devo averlo detto anche le altre 2 volte che sono stata qui, ma immancabilmente me lo dimentico per cui … sarà per la prossima … forse.
Si passa sopra un muretto che non è poi cosi simpatico. Non c'è pericolo ma vi basti dire che la Kyretta mi si è attaccata al tallone e non mi ha mollato fino alla fine della diga!
Fino a qui avevamo un sacco di torrentelli e Kyra si è fiondata in ogni pozza che lo permetteva. Se penso che ci ho impiegato mesi a insegnarle a bagnarsi! Ogni volta che la vedo in acqua sorrido e sono felice che riesca a rinfrescarsi e bere.
Da qui in poi il torrente rimane in fondo alla valle mentre noi risaliamo in versante sinistro. Le marmotte abbondano e i fischi non mancano. Era proprio in questa valle che il fischio mi beccò con le brache calate a fare pipì. Kyra era seduta vicino a me e fremeva. Si capiva benissimo che mi diceva: muoviti che non ti posso lasciare in questa posizione di pericolo e la marmotta chiama. Non appena mi sono riallacciati i pantaloni hai visto Kyra schizzare dalla marmotta … mi aveva una tenerezza infinita.
Ora corre appena sente il fischio ma spesso torna oppure trova più interessante una chiazza di neve incontrata sul percorso e si rotola e si rinfresca ben bene.
Prima del canale facciamo una piccola pausa. Non tanto per la stanchezza quanto per asciugarmi dal sudore che purtroppo è stato molto abbondante.
Avevo visto 2 ragazzi, probabilmente saliti dal Trona. Si sono però fermati su un prato e non li ho più incontrati. Sole fino al rifugio.
Nel canale scorre un torrente, Kyra riprende i bagni e la temperatura si fa un filino più fresca grazie alla presenza di acqua.
Arrivati al rifugio ho avuto una interessante conversazione con Elisa, la signora che gestisce il rifugio. A tal proposito vi copio e incollo quello che ho scritto nel gruppo di FB “In montagna con il mio cane”:
Ieri sono passata dal rifugio Benigni e ho visto un cane. "E' del rifugio" mi dice un escursionista. Allora chiedo se è cambiata la gestione. Esce la rifugista, Elisa, ragazza molto simpatica.
Sono cambiate le cose e ora accettate i cani?
No, tant'è che il mio cane è fuori.
Ah ... ma se io devo bere un caffè ...
Mi spiace, è il CAI che lo chiede
(Mi parte l'embolo) Non nascondiamoci dietro a un dito, ci sono un sacco di rifugi CAI che accettano i cani.
E ma poi ci sono gli altri escursionisti ...
Ok, noi che abbiamo il cane non entriamo
Questo è il dialogo. Bea e Kyra si annusano tranquille senza creare cagnara. Però. Il cane ha le cucce attaccate alla porta di ingresso. Cuccia chiusa e cuccia di cuscini. Le ciotole del cibo e dell'acqua accanto alla cuccia chiusa.
Se una persona ha paura del cane non puo' entrare.
Se una persona è allergica al cane non puo' entrare.
E allora perchè il mio cane non puo' entrare?
Non solo, ma Bea era in giro libera, con croccantini dentro la ciotola. Avete presente quanti guai possono succedere? Se il tuo cane è libero lo è anche il mio. Se si azzuffano per i croccantini? Se si azzuffano perchè non vanno d'accordo?
Finita la nostra gita ripasso da li (per prendere il canale di discesa ci sono obbligata) e mi fermo a parlare un po' con la bambina che scoprop essere la figlia della rifugista. Mentre saluto la piccola sento Elisa che avverte un ragazzo che lei scende a valle per portare Bea dal veterinario, ne ha trovato uno che la vede oggi.
Mi saluta cordialmente. Mi è anche simpatica. Peccato non poter spendere da lei i miei soldi.
Incontro lei con la bambina e Bea al laghetto della diga e mi spiega che Bea ha un ascesso che, nonostante gli antibiotici, continua a crescere per cui preferisce portarla subito piuttosto che aspettare e magari essere costretti a portarla a spalla. Per la cronaca, risalire sono quasi 3 ore. Prendere una decisione del genere per un rifugista non è cosa da poco.
Gli animali li ama. Perchè non farli entrare?
Scendendo facciamo una sosta al laghetto della diga. L'acqua è davvero ghiacciata e riesco a tenere i piedi dentro solo per pochi secondi. Mentre sono seduta sull'erba mi accorgo che il sole scotta. Ma non come scotta di solito. Sento proprio la necessità di coprirmi le braccia perchè me le sta bruciando! Ovviamente non ho dietro nulla di cotone da indossare ma questa sensazione mi ha lasciato un grande amaro in bocca: siamo al 25 di giugno. Io non ho eredi ma voi che i figli li avete … pensateci!
Scendiamo piano, senza alcuna fretta. Fa un po' meno caldo ora ma si suda lo stesso anche in discesa. A Pescegallo mi concedo un gelato:
- Ha la coppa del nonno?
- E' di un altra marca ma è una coppa al caffè.
Non è la coppa del nonno, di quella che n'è una sola! Mi accontento, ho bisogno di qualcosa di freddo intanto che mi asciugo per andare in macchina.
Mentre scendiamo pensando che devo guardare dove diavolo è quel semaforo, incontriamo un altra transumanza, questa volta a piedi e in senso contrario a me. Kyra da fuori di matti, riesco a prendere il guinzaglio per evitare che mi spacchi il vetro (e prima o poi me lo rompe … chissà se l'assicurazione me lo paga?).
Arrivati a Rasura gli operai hanno finito di lavorare e il semaforo non è acceso ma ho visto dove l'anno posizionato: se non hanno messo cartelli prima difficile vederlo visto che sei occupato a capire cosa c'è scritto sul cartello della sbarra!
In macchina si sta bene, aria condizionata neanche tanto a manetta, sono che arrivo a casa, sette e mezza passate, che ci sono 29° … io sto male!
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.458
Quota arrivo massima: m 2.351
Dislivello: m 930
Tempo totale: 7 h 24 m compresa di tutto
Km percorsi: 10,1 circa
Percorso canabile: Si, attenziona solo al canalino finale adatto a cani esperti e umani che non soffrono di vertigini
Acqua sul percorso: Si, torrenti e laghetti

sabato 4 luglio 2015

Cima Piazzotti – 2.349 m – 4 Luglio 2015


Le parole di oggi:
Estate: la stagione più calda dell'anno, compresa fra primavera e autunno

“Vorrei portare Pato, si merita un premio! Ce la fa?”
Cavolo, che domanda importante … non conosco Pato ma ricordo bene il canalone. Con Kyra non ho problemi manco se le faccio salire il Disgrazia ma per altri cani come faccio a prendermi responsabilità?
“Non lo so, il canalone non è gran che ma se non ce la fa ci fermiamo li, la Val Tronella è stupenda e ci appagherà lo stesso!”
Se decidiamo di portare i cani e non siamo sicuri che ce la possono fare dobbiamo essere disposti a non raggiungere la meta. Problemi? No … per un peloso questo ed altro.
E cosi ci si incontra a Bione. Prima di partire occorre far fare amicizia ai cani. Lo so che Kyra non ama i cani grossi e neri e sono un pochino preoccupata. Pato è un patatone, come suggerisce il suo nome, mentre Kyra fa la solita peperina ma alla fine, anche se non giocano insieme, non litigano neanche. Si parte.
Fermata per il caffè e poi su.
Al bar c'è una persona che prende il permesso per la strada. Mi preoccupo. Ma sono salita anche l'altro giorno a sbaffo senza saperlo?
Chiedo: serve per Laveggiolo? E per Pescegallo? No, non serve per nessuno dei due posti, serve per le valli della Val Gerola. E sarebbero? Boh …. Salendo controllo le valli ma non c'è nessun cartello, per ora il dubbio mi rimane, dovrò indormarmi.
La preoccupazione più grande è per Pato, è grande, grasso e nero e il sole caldo dell'estate lo farà soffrire parecchio. Non per nulla è stata scelta la Val Tronella dove so che ci sono torrenti in abbondanza e in effetti, per ogni pozza, cerchiamo di far bagnare i pelosi.
Kyra non si scompone alla presenza di Pato e fa la sua solita escursione tranquilla, annusando tutto, correndo dietro alle marmotte e bagnandosi quando lo reputa opportuno.
Mietta e io invece chiacchieriamo un sacco, fermandoci anche a volte per raccontare cose importanti facendo finta che lo facevamo per Pato, per farlo riposare.
Oggi è caldo, la quota non è alta e io ho davvero paura del caldo. Andare piano, controllando i cani e godendo della loro compagnia, fermarci ad ogni pozza, ammirare il bosco, i fiori, le rocce che si aprono davanti a noi, il Disgrazia che compare li, in mezzo ai due corni … oggi giornata tranquilla cercando di non sudare come al solito.
Arrivati al canale Kyra prende il comando: DI QUI MAMMA!
Tata, Pato non passa, ha un po' di paura delle rocce.
Ahhhhh va bene, aspetta che cerco un posto meno ripido.
E cosi, un po' Kyra e un po' mamma e zia, Pato sale fino in cima … grandissimo! E non solo come stazza!
Vorremmo un posto all'ombra ma ovviamente qui non ci sono alberi. Andiamo al lago dove troviamo la Rimini locale: gente in mutande e reggiseno, ragazzi che fanno il bagno e noi che cerchiamo di far entrare i cani in acqua.
Anche Pato non ama nuotare e il massimo che raggiungiamo è di far bagnare la pancia ad entrambi.
Una volta rinfrescate anche noi decidiamo di salire la cima con l'idea di mangiare li ma fa caldo e anche io inizio a patirlo.
Dalla cima scendiamo fino ad un piccolo laghetto dove siamo soli soletti. Kyra mi si appiccica dietro la schiena per avere un pochino di ombra, Pato si bagna spesso mentre noi chiacchieriamo tranquille.
Poi rifugio per caffè. Io e i pelosi ci mettiamo all'ombra mentre Mietta fa la lucertola.
Prima di scendere vogliamo bagnare ancora i pelosi. Cerco di far entrare Kyra nel lago, salto sulle rocce: VIENI TATA! E lei che fa? Salta sul primo sasso, poi sul secondo e via cosi, facendo ridere tutti gli astanti ai miei inutili tentativi di farla bagnare. Vabbeh, però devo ammettere che è stata bravissima a seguirmi passo passo.
Scendiamo.
Con Pato non è semplicissimo, Kyra è stata un angelo perché oggi non è stata troppo considerata, tutte le attenzioni erano per Pato.
Per fortuna il patatone si fida di me e con dietro la sua mamma e me davanti riusciamo a scendere senza grossi problemi. Ci spostiamo un po' dal sentiero per fare un bel bagno nella neve come premio per entrambi i pelosi.
Lo so, abbiamo azzardato di brutto. Ci è andata bene. Poteva succedere che Pato decidesse di non muoversi più e allora avremmo davvero visto i sorci verdi. Me ne sono resa conto solo dopo.
E' esperienza e sono convinta che mi servirà molto quella di questa giornata.
Sempre con MOLTA calma arriviamo al laghetto e poi alla macchina … tardissimo, accaldati ma felici.
Birretta e caffè al bar e poi a casa, nella calda pianura.
Grazie Pato, grazie Mietta. Spero di poter conoscere presto Calvin e Winnie!
Pato mi ha mandato un messaggio, vuole che lo scriva qui in modo che sia pubblico:
“Mamma, la prossima volta che vuoi premiarmi …. LASCIAMI A CASA!!! :D “

heliSLaLenta & Kyra con Pato & Mietta

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.452
Quota arrivo (altezza massima): m 2.349
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 9 h 36 m compresa di soste …. si, ce la siamo presa comoda!
Km percorsi: 11,3 circa

giovedì 21 agosto 2014

Alla scoperta della Val Tronella – 21 Agosto 2014

Le foto

Ci sono posti che amo alla follia e almeno una volta l'anno cerco di andarci. Uno di questi è la Val Gerola, anche se li ho i ricordi di uno dei fatti più brutti della mia vita.
Ne parlo con il mio mentore che anche se non va più in montagna non ha dimenticato posti e itinerari e ha mantenuto intatta la capacità di consigliarmi luoghi incantevoli: vai in Val Tronella, selvaggia e solitaria, e sali al Benigni.
Detto fatto.
Ho purtroppo anche un problema al ginocchio: è da qualche giorno che è tornato a farmi male. E' molto probabile che la mancanza di allenamento ne sia la causa, il mio ortopedico che me l'ha sistemato 4 anni fa mi disse cosi: lei deve stare allenata … vedremo oggi come andrà.
Ai cultori della colazione al bar faccio presente che alla pasticceria di Morbegno caffè e brioche costano 1,60 € ed entrambi sono davvero buoni ;)
Arriviamo a Pescegallo e ci sono 8°C. Mi metto la maglia lunga prima di prepararmi. Intanto vedo che stanno tornando i fungaioli e stanno partendo quelli che portano in giro i cani. C'è un po' di traffico cinofilo con padroni che non hanno piacere di vedere Kyra che si avvicina troppo ai loro amici pelosi e immagino che sia questo il motivo per cui sbaglio e non becco il sentiero. Andiamo avanti per una carrareccia bellissima, in leggera discesa, coperta da un morbidissimo prato e con il percorso salute … ma ditemi un po': quanti di voi hanno mai fatto un percorso salute?
Alla fine mi rendo conto che non posso che essermi sbagliata, la strada non è nuova, non mi hanno tramutato il sentiero in carrareccia e poi si scende … e si va troppo verso Gerola Alta.
Torno. E incontro la signora con il cagnolino, quella che non voleva che Kyra si avvicinasse. Saluto, Chiedo se va a fughi, 4 chiacchiere tanto per prendere coraggio e poi glielo dico: devo aver perso il sentiero … figuraccia … la signora gentilissima mi dice che si, dovevo tirar su proprio alla casera e mi indica il percorso più breve per rientrare. Salutata la gentile vecchietta torniamo indietro.
La giornata è bellissima, strano in questa estate, e poi … per salire al Benigni ci vorranno solo 2 orette!!!
Incontro il bivio … come ho fatto a topparlo lo so solo io ma non importa … tanto per arrivare al Benigni ci vorranno due ore!
Ai cartelli c'è indicato anche il Pizzo dei tre signori … e mi sale un nodo alla gola. Cerco di cacciare i pensieri ma è davvero difficile … stanno per sgorgare le lacrime quando inizio a incontrare gente … poco socievole a dire il vero, sono un po' arrabbiati perché non trovano funghi! Evito di dir loro che hanno già setacciato il luogo e proseguo incontrando una bianca signora, bianca nel senso dei capelli. Ha la faccia simpatica proprio da nonna e mi fermo a parlare. Lei ha subito un brutto lutto da cui non si riprende e ci raccontiamo i nostri guai salendo pian piano.
Arrivati alla baita dove c'è il mio bivio ci salutiamo con baci e abbracci e lei continua a urlarmi: STAI ATTENTA!!! MI RACCOMANDO !!!!
Saliamo. Da qui è tutto nuovo e già rimango incantata. E poi … cosa ti vedo? Mirtilli … a gogo'!!! Qui è la zona dei mirtilli, non per nulla a Rasura fanno la festa dei mirtilli ogni primo we di agosto ma cosi tanti non ne avevo mai trovati. Mi dico che è perché questa valle non è molto frequentata, mi fermo e inizio la raccolta vuotando la scatola del cibo … tanto per arrivare al Benigni ci vorranno circa due ore!
Ne raccolgo un bel po' poi riprendo a salire. La pioggia estiva e la neve dell'inverno hanno fatto dei bei danni, il sentiero è a volte sconnesso o addirittura scomparso. A volte mi devo fermare e guardare bene intorno per decidere dove andare, a cercare il segno che alla fine, per fortuna trovo. E trovo anche tante altre piante di mirtilli! Non posso fermarmi a raccoglierli tutti adesso!!!
A noi piacciono i giri ad anello per cui pensavo di tornare dal Passo di Salmurano ma di la lo so che non ci sono mirtilli … come fare? Medito mentre salgo.
La valle è bellissima, ha ragione il mio mentore, è selvaggia e non c'è nessuno!
Salendo incontriamo una piccola diga. In Val Gerola le dighe non si contano ma questa mi stupisce, in questa valletta piccola, stretta e solitaria l'ultima cosa che mi aspettavo era una diga!
Mi chiedo come si passerà di la quando Kyra adocchia la tana di una marmotta proprio li vicino al sentiero. Devo distogliere l'attenzione cosi mi metto a cercare in fretta il segnale chiamando Kyra. Lo trovo, proseguiamo a sinistra. Però il canale di salita dovrebbe essere in fondo alla valle … e sulla destra … vabbeh, adesso girerà.
No, non gira. Che mi ricordi male il sentiero visto sulla carta? Mi ritrovo sotto una bellissima parete verticale e li si che ti chiedi come diavolo si passerà!
Il sentiero scende, sconnesso, ripidissimo, con gradini fatti di legno per nulla incoraggianti. Leggo una scritta sulla roccia: di qui Salmurano di la Trona … ops … Ormai l'avevo capito anch'io che qualcosa non quadrava e cosi penso, un pochino amareggiata, che invece di andare al Benigni andrò al Salmurano (che non mi piace per niente). Sbuchiamo effettivamente sulla valle principale, dove ci sono gli impianti di risalita e le conseguenti piste da discesa. Bello il traverso se non fosse per i paravalanghe. Proseguendo inizio a pensare che almeno al Passo di Salmurano ci possiamo andare e quindi cerco di stare alta per non perdere quota.
E poi Kyra incontra, in ordine: mucche, cavalli e capre. Il solito cinema e mi tocca legarla. E lei tira e abbaia e abbaia e tira … mi staccava il braccio! Finalmente passiamo la zona di pascolo e risaliamo il canale insieme ad una famiglia (mamma, papà bimba e bimbo) davvero simpatici.
La bimba si offre di fare una foto a Kyra e me al passo e poi iniziamo il traverso che ci porterà al canale per il Benigni … si, perché sta prendendo forma una certa idea nella mia testolina.
Dalla parte bergamasca le nuvole sono copiose e il vento freddo e io sono sudata ma non voglio coprirmi o cambiarmi in quanto, arrivata al rifugio, preferisco avere cose asciutte da mettermi.
Anche qui il sentiero è franato in parecchi punti ma si passa sempre agevolmente.
Il canale è diventato un torrente. Kyra sale tranquilla e sicura e io inizio a salire veloce, salvo poi, verso la fine del canale, ad aver finito le riserve. Non sono allenata e non ho fatto soste per riposare e mangiare qualcosa.
Kyra ha solo un paio di volte un dubbio e le indico io dove salire per il resto lei sale e poi mi aspetta. Fuori dal canale ci sono gli ultimi 100 m, per me una tortura. Mangio una barretta perché sono alla frutta ed era proprio quello che ci voleva. Arrivo al rifugio mentre molti stanno scendendo e fuori non c'è tantissima gente … sembra siano tutti dentro!
Per la cronaca: tanto ci vorranno un paio di ore per arrivare al Benigni! Beh, noi ci abbiamo impiegato quasi il doppi :D
Fuori dal rifugio trovo un po' di cani legati e lasciati li dal padrone. Uno lontano dal rifugio e abbaia a tutti perché vuole compagnia. Uno legato proprio li, attaccato alla porta del rifugio ma è un cane molto timido e pauroso e si vede che è a disagio.
Lascio giù lo zaino, cambio la maglia e vado a fare un giro. Ed eccolo li, il sentiero numero 8 che scende in Val Tronella! E si, era questo che pensavo: non sono riuscita a salire e allora ci scendo!
Vento e freddo, mi ci vogliono guanti e cappello. Mangiucchiamo qualcosa e poi mi preparo per la discesa. So che sarà ripido scendere da questo canale ma anche quello da dove sono arrivata non scherza. Spero solo di trovare il punto in cui ho perso il sentiero.
Mentre inizio la discesa mi chiama il papà della famigliola incontrata salendo che mi chiede dove va quel sentiero. Spiego e cosi decidono che scenderanno anche loro di li. Bene, se mi perdo posso aspettarli e cercheremo insieme la strada :D
Scendiamo. Usti se è ripido! Ma non solo, è anche piuttosto esposto! Il sentierino passa rasente la montagna, strettissimo e non con uno strapiombo sotto, ma le rocce del canale. Spesso mi chiedo se non era meglio fare le rocce del canale ma tanto fa che scendo di qua (e porto a casa anche la rima!)
Non ho mai avuto un passo sicuro in montagna, ma ora mi accorgo che quasi mi fermo, sono lenta … non ho paura ma controllo davvero bene dove metto i piedi e le mani.
Pazienza, ormai è cosi, non posso farci niente. Inoltre devo stare attenta al ginocchio … mannaggia a lui! Però avevo ragione, non appena si sono scaldati i muscoli il ginocchio ha iniziato a non fare male e a funzionare bene. Devo tenermi allenata, altro che pigrizia e saponi!
Incredibilmente, arrivata alla fine del canale trovo 2 che stanno salendo … stranieri … il mio orgoglio ne rimane ferito ma sopravviverò ;)
Intanto la famigliola inizia la discesa. Li tengo d'occhio fino a che non sono alla fine del canale. Quello che mi stupisce è che non mi hanno mai raggiunto, nemmeno nelle innumerevoli soste che ho fatto per portare a casa 400 gr di mirtilli … che abbiano preso la deviazione per Salmurano?
E si, perché già dall'alto si vede la diga dove io ho preso la deviazione a sinistra, salendo. Ovviamente il sentiero passava dall'altra parte della diga, dove si trova anche un cartello che indica anche la direzione Rifugio Trona.
Mi guardo bene intorno, sinceramente il cartello dovevano metterlo anche qui, da dove si arriva, si vede prima il segnale che porta a sinistra, non è che sono proprio tonta …. si, un po' lo sono … ma i segnali sono fatti male, ecco! ;)
Da li scendiamo raccogliendo mirtilli fino a che non sono stufa. Kyra mi difende quando arriva qualcuno e io ho il sentiero per aria tutta presa nella raccolta …. e non solo! C'erano le marmotte e Kyra correva come una matta (anche sulla pietraia!) non appena sentiva il fischio. Bene, quando ero ferma a fare pipì è arrivato il fischio, Kyra ha fatto il cenno di partire ma poi si è fermata; si vedeva che fremeva ma, questo l'ho capito dopo, io ero li in posizione secondo lei critica e non mi poteva abbandonare … tatina … ma quanto ti voglio bene!?!?!?!?
Raccolto una quantità che ritengo congrua, metto al scatoletta nello zaino e scendiamo. In vicinanza del bivio troviamo un sacco di gente che raccoglie mirtilli … con il pettine … ma non era vietato???
Arrivati alla macchina trovo il solito: parcheggio pieno, tanta gente venuta su a passeggiare e tanti cani …
Io mangio ancora qualcosa e apro la portiera per far prendere fresco alla macchina. Kyra non se lo fa neppure dire, ci entra di corsa … sarà mica stanca?

Bollettino medico del giorno dopo: Kyra si è fatta male a una zampetta, una una piccola escoriazione che le sto curando con tintura di iodio e spero che passi almeno per domenica. Il mio ginocchio ha ripreso a fare male non appena i muscoli di sono raffreddati. Oggi va meglio ma … sono indecisa sulla prognosi, devo provare ad allenarmi un po' e vedere se passa. E se non passa ….

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.402
Quota arrivo: punto massimo m 2.222
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 6 h 55 m compreso di chiacchiere, raccolta mirtilli e sosta in rifugio
Km percorsi: 11,9 circa