sabato 28 marzo 2015
Sentiero del Viandante: Bellano – Dervio - Colico – 28 Marzo 2015
Le parole di oggi:
Cantare: modulare con la voce un sequenza di suoni musicali.
Si perché oggi abbiamo assordato Cristian con le canzoni della nostra infanzia e gioventù ….
“Saltiamo Dervio e partiamo da Bellano perchè tanto quel pezzo non è bello.”
Non recrimino, non ricordo quasi come mi chiamo! Però controllo e scopro che Dervio è DOPO Bellano. Lo comunico al socio: ciumbia, te ghe resun! Partiamo da Bellano lo stesso.
Guardo i km e il dislivello. Se il secondo non mi preoccupa il primo è importante, siamo intorno ai 20.
Comunico. “Scendiamo prima”
Ma daiiiiiiiiiiiiiiii
Arrivati a Bellano porto i ragazzi a fare colazione e imbrocco un bar spettacolare: Antonello e io facciamo a metà della brioche solo la suddetta sparisce in cucina insieme al barista.
Quando finalmente torna, troviamo su due piattini le nostre metà a cui è stata aggiunta un po' di marmellata e un pezzetto di fragola …. slurp! Inizio sorridendo la giornata.
Che dire della camminata: con una giornata cosi ci siamo rifatti abbondantemente del nuvolo di domenica scorsa, ottima compagnia, luce meravigliosa, mulattiera sempre ottimamente tenuta, sali scendi sempre piuttosto dolci.
Unici nei:
il capogita ci ha impedito la salita ad una cimetta li vicino … so mica se lo ingaggeremo ancora …
quando si è sopra Piona, conviene scendere, il tratto finale è tutto su asfalto e non ha nulla né di panoramico né di interessante.
Io volevo andare fino in fondo per vedere dove finisce il sentiero ma ad un certo punto anche Antonello ha gettato la spugna e no dovuto cedere.
Nota negativa dell'autista del pullman che si è fermato al nostro segnale … solo per dirci che li non c'era fermata (piuttosto incazzuto) e che dovevamo farcela a piedi … no comment.
La Kyra questa volta ha pagato più della metà del mio biglietto … ora, mi chiedo: le valige pagano? A-ri-no comment.
A Bellano siamo tornati al baretto del mattino per la birretta … slurp!
heliSLaLenta & Kyra e Cristian hanno avuto come capogita Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 169
Quota arrivo (altezza massima): m 636
Dislivello: m 1,170 circa
Tempo totale: 9 h 20 m
Km percorsi: 25,3 circa
Etichette:
Bellano,
Colico,
Dervio,
Sentiero del Viandante
domenica 22 marzo 2015
Sentiero del Viandante: Lierna–Varenna variante alta – 22 Marzo 15
Le parole di oggi:
Brontolone: chi ha l'abitudine di brontolare (esprimere malcontento o
risentimento a voce bassa e sorda; lamentarsi con insistenza e
monotonia); chi è sempre scontento.
Devo ammettere che il mio mentore non ha più il primato di Brontolone, tolto dal mio socio montanaro attuale ….
Non ci ha fatto salire il monte che era li davanti a noi a un quarto d'ora, non ci ha fatto visitare il borgo di Vezio e non ci ha fatto fare neppure una passeggiatina sul lungo lavo di Varenna ….
Ecco.
Però sono tornata a casa calma e serena cosa che mi capita rarissimamente …. e allora? Come la mettiamo? Che chiudo le orecchie quando inizia a brontolare ;)
Kyra ha fatto la sua prima esperienza in treno. Ovviamente ha abbaiato a quel mostro d'acciaio e rumore, è stata sempre molto attenta sul treno a tutti quei rumori nuovi che non conosceva ed è stata molto contenta di scendere e nel complesso considero l'esperienza positiva. Ora vedremo cosa succede su un viaggio un po' più lunghetto.
Io invece ho trovato il luogo dove andare a vivere: Ortanella … 20 abitanti fissi tutto l'anno, strada asfaltata che ti porta su, prati a non finire, davanti il lago e dietro la Grigna, cosa posso volere di più?
heliSLaLenta & Kyra hanno accompagnato Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 214
Quota arrivo (altezza massima): m 1.009
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 6 h 41 m
Km percorsi: 13,7 circa
Devo ammettere che il mio mentore non ha più il primato di Brontolone, tolto dal mio socio montanaro attuale ….
Non ci ha fatto salire il monte che era li davanti a noi a un quarto d'ora, non ci ha fatto visitare il borgo di Vezio e non ci ha fatto fare neppure una passeggiatina sul lungo lavo di Varenna ….
Ecco.
Però sono tornata a casa calma e serena cosa che mi capita rarissimamente …. e allora? Come la mettiamo? Che chiudo le orecchie quando inizia a brontolare ;)
Kyra ha fatto la sua prima esperienza in treno. Ovviamente ha abbaiato a quel mostro d'acciaio e rumore, è stata sempre molto attenta sul treno a tutti quei rumori nuovi che non conosceva ed è stata molto contenta di scendere e nel complesso considero l'esperienza positiva. Ora vedremo cosa succede su un viaggio un po' più lunghetto.
Io invece ho trovato il luogo dove andare a vivere: Ortanella … 20 abitanti fissi tutto l'anno, strada asfaltata che ti porta su, prati a non finire, davanti il lago e dietro la Grigna, cosa posso volere di più?
heliSLaLenta & Kyra hanno accompagnato Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 214
Quota arrivo (altezza massima): m 1.009
Dislivello: m 920 circa
Tempo totale: 6 h 41 m
Km percorsi: 13,7 circa
giovedì 12 marzo 2015
Grignone - m 2.410 - 12 Marzo 2015
Le parole di oggi:
Nausea: sensazione molesta di fastidio e di ingombro allo stomaco accompagnato da vertigini ,e sudore freddo
“Se parti con l'idea di arrivare in cima ci arrivi e basta!”
Chi mi dice cosi è il mio mentore e subito mi pento di avergli parlato del mio progetto: come faccio ora a deluderlo?
Lo so che non sono allenata e in effetti ci metto parecchio ad arrivare al Pialeral. Pazienza, penso, la giornata è lunga.
Al bivacco sono già quasi 3 ore ma mi fermo lo stesso. Fa freddo e preferisco cambiarmi. Le persone che sono scese mi dicono che caldo non fa e siccome sarò ancora più lenta è meglio adeguarmi.
Mangio qualcosa, infilo i ramponcini e poi via.
Devo ammettere che il muro ti fa piangere soprattutto all'inizio, ti fa capire subito di che pasta è fatto. Questo normalmente ma questa volta ci si mette anche la neve: fredda, asciutta che non si compatta manco a morire. Questo vuol dire che la fatica raddoppia.
Sono a un quarto del muro e sono svuotata. No, la dieta non va bene con la montagna, devo adeguarla alla fatica fisica magari implementando la colazione. Sta di fatto che mi fermo a mangiare la barretta. Mi da energia ancora per un bel po'.
Kyra sale tranquilla, dall'alto mi controlla e se vede che non arrivo scende a prendermi. Per fortuna non mi devo preoccupare per lei, ormai è bravissima e non mi lascia mai.
Verso la fine del muro ho un'altra terribile crisi. Non ce la faccio. Siamo soli: Kyra, un signore lento come me che mi segue e la sottoscritta. Non credo mi sia mai successo in Grigna di assaporare un silenzio cosi … è splendido … ma io sono stracotta e inizia la nausea.
Stringo i denti, mi lascio superare dal signore e riprendo la salita, ormai la cresta è li. Non che sia tutto finito, una volta in cresta c'è ancora qualche breve salita è il pezzo finale un po' ripido.
In cresta crollo. Mi siedo sulla neve sfinita. Kyra capisce che questa crisi è più forte e mi viene in grembo e inizia a coccolarmi a modo suo, mi lecca tutta la faccia come a dirmi: dai che ce la fai, ti aiuto io!
Mangio le mandorle, spero che la frutta secca mi dia le energie per continuare, altro non riuscirei a mandare giù. Lego Kyra, siamo in cresta e preferisco cosi. Kyra è stata molto brava anche se il guinzaglio lungo un po' ci impaccia.
La cresta vola via veloce (rispetto ai tempi di salita) e in vetta sono salutata dai 4 escursionisti presenti.
CE L'HO FATTA!!!! Anzi CE L'ABBIAMO FATTA !!!!
Sono davvero contenta, la temperatura è freddina ma il panorama superbo!
La panchina più comoda è occupata da signorotti che ben si guardano di lasciarmi il posto e mi accomodo tranquilla su quella scomoda, dove per appoggiare la schiena devi sdraiarti.
C'è il mitico Claudio che ha aperto il rifugio e disseta gli avventori.
Mi riposo prima di iniziare a mangiare, Kyra è libera e fa amicizia con i pochi presenti.
Parlo con il residente (anche se foresto) di Esino, conosco uno del gruppo “Gli amici del rifugio Brioschi” a cui chiedo gentilmente di farci una foto di vetta, chiedo a Claudio se posso avere l'onore di una foto insieme a lui (ce l'hanno tutti, manco solo io!) e poi tutti iniziano la discesa.
Sono le 14:30 … va bene cosi.
Scendo piano, se vado fuori da quella “traccia” si sprofonda fino al ginocchio.
Al Pialeral mi fermo a togliere i ramponcini giusto in tempo per rispondere al telefono: un'amica di FB … che belle amicizia possono nascere da un social network!
Stranamente non mi pesa il bosco e neppure la strada.
Al parcheggio è rimasta solo la mia macchina.
Che mi importa se gli altri sono veloci e vanno su magari anche tutti i giorni … io che l'ho fatta … ce l'ho fatta … ce l'ho fatta … e anche Giuliano è orgoglioso di me!
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 849
Quota arrivo: m 2.410
Dislivello: m 1.600 circa
Tempo totale: 9 h 16 m compreso di tutto
Km percorsi: 12,6 circa
“Se parti con l'idea di arrivare in cima ci arrivi e basta!”
Chi mi dice cosi è il mio mentore e subito mi pento di avergli parlato del mio progetto: come faccio ora a deluderlo?
Lo so che non sono allenata e in effetti ci metto parecchio ad arrivare al Pialeral. Pazienza, penso, la giornata è lunga.
Al bivacco sono già quasi 3 ore ma mi fermo lo stesso. Fa freddo e preferisco cambiarmi. Le persone che sono scese mi dicono che caldo non fa e siccome sarò ancora più lenta è meglio adeguarmi.
Mangio qualcosa, infilo i ramponcini e poi via.
Devo ammettere che il muro ti fa piangere soprattutto all'inizio, ti fa capire subito di che pasta è fatto. Questo normalmente ma questa volta ci si mette anche la neve: fredda, asciutta che non si compatta manco a morire. Questo vuol dire che la fatica raddoppia.
Sono a un quarto del muro e sono svuotata. No, la dieta non va bene con la montagna, devo adeguarla alla fatica fisica magari implementando la colazione. Sta di fatto che mi fermo a mangiare la barretta. Mi da energia ancora per un bel po'.
Kyra sale tranquilla, dall'alto mi controlla e se vede che non arrivo scende a prendermi. Per fortuna non mi devo preoccupare per lei, ormai è bravissima e non mi lascia mai.
Verso la fine del muro ho un'altra terribile crisi. Non ce la faccio. Siamo soli: Kyra, un signore lento come me che mi segue e la sottoscritta. Non credo mi sia mai successo in Grigna di assaporare un silenzio cosi … è splendido … ma io sono stracotta e inizia la nausea.
Stringo i denti, mi lascio superare dal signore e riprendo la salita, ormai la cresta è li. Non che sia tutto finito, una volta in cresta c'è ancora qualche breve salita è il pezzo finale un po' ripido.
In cresta crollo. Mi siedo sulla neve sfinita. Kyra capisce che questa crisi è più forte e mi viene in grembo e inizia a coccolarmi a modo suo, mi lecca tutta la faccia come a dirmi: dai che ce la fai, ti aiuto io!
Mangio le mandorle, spero che la frutta secca mi dia le energie per continuare, altro non riuscirei a mandare giù. Lego Kyra, siamo in cresta e preferisco cosi. Kyra è stata molto brava anche se il guinzaglio lungo un po' ci impaccia.
La cresta vola via veloce (rispetto ai tempi di salita) e in vetta sono salutata dai 4 escursionisti presenti.
CE L'HO FATTA!!!! Anzi CE L'ABBIAMO FATTA !!!!
Sono davvero contenta, la temperatura è freddina ma il panorama superbo!
La panchina più comoda è occupata da signorotti che ben si guardano di lasciarmi il posto e mi accomodo tranquilla su quella scomoda, dove per appoggiare la schiena devi sdraiarti.
C'è il mitico Claudio che ha aperto il rifugio e disseta gli avventori.
Mi riposo prima di iniziare a mangiare, Kyra è libera e fa amicizia con i pochi presenti.
Parlo con il residente (anche se foresto) di Esino, conosco uno del gruppo “Gli amici del rifugio Brioschi” a cui chiedo gentilmente di farci una foto di vetta, chiedo a Claudio se posso avere l'onore di una foto insieme a lui (ce l'hanno tutti, manco solo io!) e poi tutti iniziano la discesa.
Sono le 14:30 … va bene cosi.
Scendo piano, se vado fuori da quella “traccia” si sprofonda fino al ginocchio.
Al Pialeral mi fermo a togliere i ramponcini giusto in tempo per rispondere al telefono: un'amica di FB … che belle amicizia possono nascere da un social network!
Stranamente non mi pesa il bosco e neppure la strada.
Al parcheggio è rimasta solo la mia macchina.
Che mi importa se gli altri sono veloci e vanno su magari anche tutti i giorni … io che l'ho fatta … ce l'ho fatta … ce l'ho fatta … e anche Giuliano è orgoglioso di me!
heliSLaLenta & Kyra
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 849
Quota arrivo: m 2.410
Dislivello: m 1.600 circa
Tempo totale: 9 h 16 m compreso di tutto
Km percorsi: 12,6 circa
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Grignone,
Pialieral
mercoledì 18 febbraio 2015
Passo Tartano – m 2.013 – 18 Febbraio 2015
Le parole di oggi:
Pazienza – qualità di chi sopporta serenamente avversità, molestie e contrattempi anche molto spiacevoli.
Non che siano stati particolarmente molesti i contrattempi di oggi, ma Kyra ha avuto i suoi bei problemi a scendere con la neve che formava ghiaccio tra i polpastrelli e lei che si fermava per cercare di toglierli. Prima abbiamo provato con l'unguento, ha funzionato ma poco; poi le ho messo le scarpine, ma continuavano a scivolare e ogni pochi minuti dovevo rimetterle a posto. Poi le ho messo anche quelle dietro che essendo diverse, ma più probabilmente essendo dietro, è riuscita a tenerle fino alla macchina. Quelle davanti gliele ho fatte tenere fino al bosco, poi le ha perse entrambe (ritrovate e recuperate dallo zio) ma la neve non era più cosi bastarda.
Grazie davvero Antonello, anche da parte di Kyra!
Finalmente arriva la tartina, come la chiama il mio socio. Dopo aver rimandato più volte per i più svariati motivi, oggi ci siamo. Sosta colazione a Morbegno, dove ne approfitto per comprare “Le montagne divertenti” che vendono solo in questa zona e poi saliamo in Val Tartano.
Un attimo di panico per la strada non pulita dopo l'ultimo abitato ma piano piano riusciamo a salire e ci fermiamo dove vediamo una macchina già ferma con degli sci alpinisti che si stanno preparando. Con molta calma ci prepariamo a nostra volta, metto le scarpette a Kyra per i motivi detti sopra e partiamo. Due passi e mi sento apostrofare: ma io questa la conosco!
Che bello incontrare Fulvio! Peccato non ci fosse anche Eliana, l'avrei salutata volentieri. Gli altri invece, anche se li conosco, mi accolgono freddamente e freddamente sono contraccambiati. Con Fulvio invece chiacchiere a gogò. Mi spiace non salire con lui ma loro hanno un modo di andare in montagna che non mi è congeniale e poi Antonello è alla prima vera esperienza con le ciaspole e preferisco non andare con chi corre.
Mentre chiacchiero con Fulvio sento uno della sua compagnia che dice all'altro, in tono abbastanza sommesso: pensa che io ho letto che i cani possono camminare fino a -35 senza soffrire! Ora, posso anche aver sbagliato a capire ma non importa la temperatura, è solo un tipico esempio di chi parla senza sapere. Ovviamente non controbatto né spiego, non mi è stato richiesto e ho imparato che non vale la pena dare spiegazioni a chi non le richiede per cui sorrido al mio amico, lo saluto dicendogli che ci vedremo per strada. Invece loro hanno scelto un'altra cima, lo scopriremo poi scendendo al bar, ce lo racconta il barista, ci racconta di dove sono stati tutti gli escursionisti quel giorno … che tipo! Simpaticissimo!
Le scarpine di Kyra non funzionano. Si levano in continuazione. C'è da dire che siamo su una strada dove lo spazzaneve sta passando or ora (mannaggia al rumore!) per cui Kyra può scorrazzare avanti e indietro e le scarpette scivolano via. Alla fine le rimetto nello zaino e pazienza.
Se non ho sbagliato a fare i conti, ci facciamo circa 4 km di strada, che sembreranno il doppio al rientro, ma finalmente arriva il bosco. Di questa valle mi ricordo tutto, ricordavo il parcheggio, ricordo il bosco, le baite, i tornanti ripidi dell'ultimo pezzo di salita, il passo …
Ci sono stata 3 volte, e di tutte e tre le volte ho dei bei ricordi: con Rino e Giuliano che non ci siamo trovati poi al ponte nella discesa; con Luca, una gita di ripiego perché c'era troppo vento per quello che avevamo in programma e quel giorno a me non è suonata la sveglia; della mia uscita estiva solitaria bellissima!
Ci superano solo 2 ragazzi mentre 3 giovanotti hanno preso il versante opposto al nostro e li incontreremo verso la cima.
Inutile raccontare l'ambiente, lo fanno già le foto. Kyra non può scorrazzare per la neve troppo alta e si accontenta di fare avanti e indietro nel solco che troviamo per fortuna già tracciato.
Antonello è stanco ma io vedo la pala finale. Mi dispiacerebbe un po' non arrivare al passo ma non voglio forzare la mano. Arriviamo a quel dosso e poi ci fermiamo.
Solo che a quel dosso si vede la meta, manca davvero poco. Barretta poi è lo stesso Antonello a dire di continuare.
In cima troviamo i 5 che ci hanno superato, bella gente, si ride e si scherza.
Salendo ho fatto la spazzina raccogliendo il tappo dell'obbiettivo di una nikon e una bottiglietta d'acqua che ora restituisco al legittimo proprietario che ne è molto felice. Ci contraccambia con il suo socio facendoci una marea di foto di vetta, una più bella dell'altra!
La cresta per il Passo di Porcile è tracciata, ma no, oggi non è il caso. Torneremo d'estate in questo paradiso.
Scendiamo per ultimi e qui Kyra inizia ad avere un sacco di problemi che superiamo come ho raccontato all'inizio.
E in discesa, cercando di far correre Kyra che si ritrova le scarpine sulle zampine Antonello si dimentica che ha le ciaspole ai piedi e giù a faccia d'angelo!
Rido, poi chiedo se si è fatto male, quando mi conferma che va tutto bene rido ancora e mi avvicino perché so che non è facile alzarsi. Lo aiuto, puliamo i vestiti dalla neve e la macchina fotografica, poi riprendiamo la discesa.
Ora siamo stanchi. Ogni momento è buono per fermarci.
Arrivati alla strada sono più tranquilla, non è tardi ma qui il sole non c'è già più.
Un po' chiacchierando e un po' avvolti dal silenzio nei nostri pensieri raggiungiamo finalmente la vettura.
Sosta al bar. Non ci ero mai entrata. E' stato piacevole chiacchierare con il gentilissimo signore.
Strada per casa, Morbegno ci va bene e anche la SS36 è libera.
Scaricata la macchina, riempito la borraccia Antonello si avvia verso casa.
Io sfamo le mie bestiole, metto in ordine la sala (tutta la roba da montagna è fuori, ci penseremo domani) preparo la mia cena/dieta e poi, stanchissima, mi stravacco sul divano a spazzolare Romeo, coccolare Kyra.
Sono davvero stanca. Eppure la gita non era lunghissima. Mi sa che la dieta non è molto affine alle gite montanare … ci dovrò riflettere con la nutrizionista che mi segue.
heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.288
Quota arrivo: m 2.013
Dislivello: m 800 circa
Tempo totale: 7 h 07 m compreso di tutto
Km percorsi: 12 circa
lunedì 16 febbraio 2015
Monte Bolettone – m 1.317 – 16 Febbraio 2015
Le parole di oggi
Il mio dizionario mi ha tradito per cui consulto Wikipedia):
Ciaspole: Il nome "ciaspole" è un termine del ladino noneso (val di Non). Le racchette da neve (o ciaspe) sono uno strumento che consente di spostarsi agevolmente a piedi sulla neve fresca poiché aumenta la superficie calpestata e quindi anche il 'galleggiamento', tipicamente usate in attività di escursionismo su ambiente innevato. Inizialmente erano fatte di corda intrecciata e legno, oggi sono per lo più di plastica o di materiale simile
Tempo brutto ma dopo le nevicate del we non sono previste precipitazioni e visto il turno di riposo di Antonello gli propongo di provare la ciaspole. Gita corta, qui sopra casa.
Al parcheggio ci raggiunge Ombretta con lo splendido Kenai. Lui vorrebbe giocare con Kyra ma si sa che la mia tata da questo punto di vista qualche problema l'ha ancora. Ma Kyra è molto brava, se non le va di giocare lei si estranea dal cane, gioca sale e rincorre da sola le sue tracce e interagisce stupendamente con gli umani.
E' un peccato ma ora riprendiamo le lezioni e le finalizzeremo alla socializzazione, vedrai tata come sarà bello giocare con gli altri cani!
Arriviamo chiacchierando alla Capanna Mara, Ombretta ci deve salutare causa neve troppo alta mentre noi, per provare le ciaspole, ci avviavmo verso il Bolettone non prima di aver messo le scarpine a Kyra. Tatna insofferenza nel negozio qui Kyra le accetta di buon grado.
Il sentiero è tracciato appena appena, il vento in alcuni punti ha fatto accumuli che hanno cancellato la traccia e quindi abbiamo modo di provare per benino le ciaspole.
Cima, pappa, poi scendiamo dalla strada. Le scarpine di Kyra hanno fatto il loro lavoro però le perde. Lei, come la mamma umana, ha le caviglie sottili e non si riescono a stringere a sufficienza.
Vedremo la prossima uscita.
Terremoto? Non ci siamo accorti di nulla, neppure Kyra ...
heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 500
Quota arrivo: m 1.317
Dislivello: m 500 circa
Tempo totale: 4 h 04 m compreso di tutto
Km percorsi: 7,4 circa
domenica 1 febbraio 2015
Monte Megna – m 1.050 – 1 Febbraio 2015
Le parole di oggi:
Divertimento: ciò che serve a divertire, a ricreare lo spirito districandolo dagli affanni
Brontolare: esprimere malcontento o risentimento a voce bassa e sorda.
Per ognuno di noi il divertimento è diverso. Per me è fatica, compagnia poca ma buona, camminate in montagna, silenzi e 4 chiacchiere con chi incontri.
Ecco, la passeggiata di oggi è stato puro divertimento.
Scarpe basse, tanto non c'è neve (a tratti arrivava ben sopra la caviglia!) e voglio stare comoda.
Aspetto Antonello al bar dove faccio ogni tanto colazione la domenica, cosi ne approfitto per fargli conoscere Mario e Giuliano. Caffè, salutiamo gli amici e partiamo.
Il sentiero ad anello parte da Valbrona, partendo dall'ultima delle frazioni e tornando dalla prima dove lasciare la macchina è ininfluente e io scelgo di lasciarla al grande parcheggio dove c'è il monumento al ciclista (e alla bicicletta).
Partiamo, ogni bivio confrontiamo cartina e idee fino a che non arriviamo ad un alpeggio che mi lascia a bocca aperta: “qui voglio vivere”! E' Alpe di Monte, a 700 m slm, piccolo borgo che stanno ristrutturando con una veduta da urlo. Incontriamo li la mamma con i figli che stanno salendo al loro terreno e ci dicono che purtroppo no, non ci sono case in vendita ma ci invitano a vedere la loro proprietà. Cosi conosciamo anche il padre. Quattro chiacchiere su come sia complicato e difficile mantenere un terreno, vivere in quelle zone. Ma io non demordo, mi preoccupa solo il riscaldamento per il resto, avendo pure la strada (vabbeh, ci passa solo una jeep piccola piccola) ci verrei di corsa. Forse un po' affollato d'estate … ma tanto non ci sono più case!
Proseguiamo, sempre in serenità, lasciano i problemi a valle, scherzando e ridendo.
Incontriamo altri due proprietari di un terreno con splendida casa ristrutturata annessa. Ma qui, sono tutti cosi cordiali???
Dopo averli salutati prendiamo per la cresta, la gita è già corta tanto vale salire per cresta.
Ovviamente, vista la quota, la cresta è tutta nel bosco, la neve qui è piuttosto alta per le mie scarpette.
E qui devo chiedere scusa al mio socio: l'ho chiamato Brontolone …. ma no, lui non è un brontolone. Come dice il mio dizionario, il brontolone esprime malcontento o risentimento a voce bassa e sorda, lui invece esprimeva malcontento e risentimento con voce alta e potente! Perchè? Perchè la cresta era lunga, e quando arriviamo, ma sei sicura che è giusto, ma la croce l'hanno tolta …
Lascio perdere, non rispondo. A volte rido dentro di me, sono strasicura dell'itinerario anche se non l'ho mai salita la cresta. A volte mi chiudo in me stessa per non ascoltare i brontolamenti.
Arriviamo. Croce immensa. Messa per il giubileo. Il mio risentimento verso questo continuo proliferare o ristrutturare croci di vetta lo farò nella foto.
Riusciamo a mangiare riparati dal vento e dal freddo. Comiche per la foto di vetta e poi scendiamo.
All'alpe Motta mostro ad Antonello quello che conosco, anche qui non sarebbe male ma la stalla, unico punto dove avrebbe senso per me la casa (assolato, distante dall'abitato e aperto) è in funzione per cui niente da fare.
Triboliamo un po' per trovare la mulattiera che ci porta in paese e poi alla ricerca del caffè (non per me … io ne faccio a meno :P )
Vicino alla chiesa c'è sempre un bar e lo troviamo, fuori ci sono dei ragazzi, il barista è cortesissimo, ci offre delle sedie se vogliamo sederci al sole. Chiacchiero con i ragazzi, sono incantati da Kyra e io rimango incantata da loro. E' bello parlare con questa gioventù, sono maturi, amano vivere in un piccolo paese, sono educati e sanno confrontarsi … non sarei mai andata via tanto che il mio socio mi mette lo zaino in spalla e cosi, a malincuore, saluto.
Attraversando le varie frazioni guardiamo le case, ammiriamo le ville, cerchiamo di capire il posto migliore visto il sole di metà inverno; ma siamo in paese, io voglio andare a vivere appena fuori.
E cosi chiacchierando arriviamo alla macchina.
Casa.
heliSLaLenta & Kyra con Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 460
Quota arrivo: m 1.050
Dislivello: m 760 circa
Tempo totale: 6 h 30 m compreso di tutto
Km percorsi: 13,7 circa
giovedì 29 gennaio 2015
Anello sotto al Resegone – 29 Gennaio 2015
Sempre dal mio
bellissimo dizionario:
Scortesia:
essere scortese – privo di garbo, di cortesia, villano
Aggressività:
essere aggressivo, violenza, irruenza, combattività
Doveva essere
Magnodeno, un giro tranquillo e non lungo visto che vogliamo essere a
casa abbastanza presto. Ma toppo sentiero, con il Magnodeno ho un
rapporto strano, faccio sempre fatica a trovare il sentiero e in
questo periodo poi …. facciamo che ho fatto 3 e ora dovrei aver
pagato il mio pegno!
I ragazzi non se la
prendono, ci troviamo sul sentiero che presumiamo porti alla Stoppani
e da li decideremo il da farsi in base all'orario.
Capitiamo su un
sentiero che non ho mai fatto, per una frazione che non ho mai visto
… incredibile come una montagna, cosi visitata e cosi vissuta possa
portarmi ancora in angoli sconosciuti!
Arriviamo alla
Stoppani dalla parte opposta a quella da dove arrivo di solito tanto
che quasi non la riconosco. Il rifugio è chiuso, lo abbiamo letto
giù in basso e d'altra parte la giornata non invita di certo a
frotte di escursionisti.
Ci fermiamo ad un
tavolo e decidiamo di non salire più, siamo appagati cosi e io
insisto per fare subito la foto di gruppo (e meno male visto come
sono andare le cose poi) e ci mettiamo, ridendo e scherzando a
trovare il modo di fotografarci con almeno le montagne dietro. Alla
fine, oltre al mio cavalletto, ci viene in aiuto un tronco di betulla
che troviamo sulla terrazza del rifugio.
Mentre siamo li a giocare con le
macchine fotografiche arriva una moto. Non sappiamo chi sia ma quando
apre la porta del rifugio gli rivolgo la parola, come è consono per
me fare in montagna, cosi, per parlare e non era neanche escluso che
si potesse prendere qualcosa anche se avevamo tutto quello che ci
serviva.
“Ciao, apri il rifugio?”
Silenzio.
Ci guardiamo in faccia e continuiamo a
fare i nostri autoscatti.
Fatte le foto, sempre ridendo e
scherzando, Antonello amico mette a posto il pezzo di legno e
iniziamo a tirare fuori le nostre cose per mangiare.
Ecco che ci sentiamo apostrofare, in
malo modo, che quel pezzo di legno non era stato rimesso al suo posto
e se prendevamo qualcosa dovevamo poi rimetterla dove era. Lasciando
perdere che il pezzo di legno era a pochi metri dal suo luogo
originario, Cristian chiede scusa mentre Antonello mette il legno
esattamente posto. E qui parte l'aggressione verbale. Una raffica di:
- non salutate neanche mentre io vi ho detto “ciao ragazzi”
- voi non potete stare qui
- datemi le tessere del cai
- dovete pagare 3 € per stare qui (fuori da un rifugio, per di più chiuso, essendo soci cai???)
- se non mi date le tessere io chiamo il soccorso alpino … (e su questo stendo un velo pietoso)
Ora, tenuto conto che noi eravamo in 3
e nessuno dei tre ha sentito il suo improbabile saluto, mi rifiuto di
dare la mia tessera (sono fuori da un rifugio chiuso!) e per evitare
ulteriori discussioni decidiamo di allontanarci. Ovviamente gli dico
di leggere in internet perché io racconto quello che mi succede
avendo un blog e anche questa scortesia sarà raccontata.
E qui vengo minacciata: “fallo e ti
vengo a prendere” …. meno male che ho i testimoni perché
rimaniamo tutti e tre increduli alle parole.
Non vogliamo reagire, ci allontaniamo
per mangiare il nostro panino e anche da lontano continuano le sue
recriminazioni nei nostri confronti.
Ora, il rifugio porta un nome
prestigioso, è meta di moltissimi escursionisti che si fermano li a
mangiare o che passano e si fermano di ritorno dagli innumerevoli
sentieri, mi sono sempre seduta li fuori a mangiare e non mi è mai
capitato né che mi chiedessero soldi né di essere trattata cosi
E quindi, a cosa si deve la scortesia e
l'aggressività oltretutto a rifugio chiuso?
I tavoli fuori da ora sono off limits a
rifugio chiuso?
Il permesso di minacciare c'è perché
sei il rifugista? O perché è “una proprietà privata e da qui te
ne vai”? (Si, ci ha detto anche questo …. )
Ovviamente queste
sono le cose come le ho vissute io ma anche i ragazzi sono un po'
scossi dall'aggressività del tipo. Scendendo continua a venirci in
mente quello che ci ha detto, come ci ha trattato ma soprattutto la
minaccia … sono contenta che nessuno abbia raccolto la forte
provocazione, basta un attimo per passare dalla parte del torto.
E i toni e gli
atteggiamenti aggressivi facevano pensare che potesse finire davvero
male.
Ho ovviamente
mandato una lettera al CAI di Lecco che è proprietario del rifugio
ma l'esperienza mi dice che il CAI, se tutto va bene, risponderà
“costernato” alla lettera e tutto finirà li.
Tra i nostri
pensieri finiamo la discesa fermandoci a chiacchierare con un
simpatico vecchietto che ancora va su tutti i giorni a dare da
mangiare alle capre. E iniziamo a rincuorarci.
Consiglio ai ragazzi
di fermarci a bere il caffè al bar della funivia … che
accoglienza! Cortesia, buon umore … ci voleva dopo la sfuriata
subita lassù. E vogliamo parlare della bontà della torta?
Come si suol dire:
tutto è bene quel che finisce bene … e invece di chiudere la porta
depennerò un altro rifugio dalla mia lista.
heliSLaLenta
& Kyr, Antonello, Cristian
I
dati secondo Gipsy:
Quota
partenza: m 578
Quota
massima: m 911
Dislivello:
m 440 circa
Tempo
totale: 4 h 42 m compreso di tutto
Km percorsi: 8,3
circa
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