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mercoledì 18 febbraio 2015
Passo Tartano – m 2.013 – 18 Febbraio 2015
Le parole di oggi:
Pazienza – qualità di chi sopporta serenamente avversità, molestie e contrattempi anche molto spiacevoli.
Non che siano stati particolarmente molesti i contrattempi di oggi, ma Kyra ha avuto i suoi bei problemi a scendere con la neve che formava ghiaccio tra i polpastrelli e lei che si fermava per cercare di toglierli. Prima abbiamo provato con l'unguento, ha funzionato ma poco; poi le ho messo le scarpine, ma continuavano a scivolare e ogni pochi minuti dovevo rimetterle a posto. Poi le ho messo anche quelle dietro che essendo diverse, ma più probabilmente essendo dietro, è riuscita a tenerle fino alla macchina. Quelle davanti gliele ho fatte tenere fino al bosco, poi le ha perse entrambe (ritrovate e recuperate dallo zio) ma la neve non era più cosi bastarda.
Grazie davvero Antonello, anche da parte di Kyra!
Finalmente arriva la tartina, come la chiama il mio socio. Dopo aver rimandato più volte per i più svariati motivi, oggi ci siamo. Sosta colazione a Morbegno, dove ne approfitto per comprare “Le montagne divertenti” che vendono solo in questa zona e poi saliamo in Val Tartano.
Un attimo di panico per la strada non pulita dopo l'ultimo abitato ma piano piano riusciamo a salire e ci fermiamo dove vediamo una macchina già ferma con degli sci alpinisti che si stanno preparando. Con molta calma ci prepariamo a nostra volta, metto le scarpette a Kyra per i motivi detti sopra e partiamo. Due passi e mi sento apostrofare: ma io questa la conosco!
Che bello incontrare Fulvio! Peccato non ci fosse anche Eliana, l'avrei salutata volentieri. Gli altri invece, anche se li conosco, mi accolgono freddamente e freddamente sono contraccambiati. Con Fulvio invece chiacchiere a gogò. Mi spiace non salire con lui ma loro hanno un modo di andare in montagna che non mi è congeniale e poi Antonello è alla prima vera esperienza con le ciaspole e preferisco non andare con chi corre.
Mentre chiacchiero con Fulvio sento uno della sua compagnia che dice all'altro, in tono abbastanza sommesso: pensa che io ho letto che i cani possono camminare fino a -35 senza soffrire! Ora, posso anche aver sbagliato a capire ma non importa la temperatura, è solo un tipico esempio di chi parla senza sapere. Ovviamente non controbatto né spiego, non mi è stato richiesto e ho imparato che non vale la pena dare spiegazioni a chi non le richiede per cui sorrido al mio amico, lo saluto dicendogli che ci vedremo per strada. Invece loro hanno scelto un'altra cima, lo scopriremo poi scendendo al bar, ce lo racconta il barista, ci racconta di dove sono stati tutti gli escursionisti quel giorno … che tipo! Simpaticissimo!
Le scarpine di Kyra non funzionano. Si levano in continuazione. C'è da dire che siamo su una strada dove lo spazzaneve sta passando or ora (mannaggia al rumore!) per cui Kyra può scorrazzare avanti e indietro e le scarpette scivolano via. Alla fine le rimetto nello zaino e pazienza.
Se non ho sbagliato a fare i conti, ci facciamo circa 4 km di strada, che sembreranno il doppio al rientro, ma finalmente arriva il bosco. Di questa valle mi ricordo tutto, ricordavo il parcheggio, ricordo il bosco, le baite, i tornanti ripidi dell'ultimo pezzo di salita, il passo …
Ci sono stata 3 volte, e di tutte e tre le volte ho dei bei ricordi: con Rino e Giuliano che non ci siamo trovati poi al ponte nella discesa; con Luca, una gita di ripiego perché c'era troppo vento per quello che avevamo in programma e quel giorno a me non è suonata la sveglia; della mia uscita estiva solitaria bellissima!
Ci superano solo 2 ragazzi mentre 3 giovanotti hanno preso il versante opposto al nostro e li incontreremo verso la cima.
Inutile raccontare l'ambiente, lo fanno già le foto. Kyra non può scorrazzare per la neve troppo alta e si accontenta di fare avanti e indietro nel solco che troviamo per fortuna già tracciato.
Antonello è stanco ma io vedo la pala finale. Mi dispiacerebbe un po' non arrivare al passo ma non voglio forzare la mano. Arriviamo a quel dosso e poi ci fermiamo.
Solo che a quel dosso si vede la meta, manca davvero poco. Barretta poi è lo stesso Antonello a dire di continuare.
In cima troviamo i 5 che ci hanno superato, bella gente, si ride e si scherza.
Salendo ho fatto la spazzina raccogliendo il tappo dell'obbiettivo di una nikon e una bottiglietta d'acqua che ora restituisco al legittimo proprietario che ne è molto felice. Ci contraccambia con il suo socio facendoci una marea di foto di vetta, una più bella dell'altra!
La cresta per il Passo di Porcile è tracciata, ma no, oggi non è il caso. Torneremo d'estate in questo paradiso.
Scendiamo per ultimi e qui Kyra inizia ad avere un sacco di problemi che superiamo come ho raccontato all'inizio.
E in discesa, cercando di far correre Kyra che si ritrova le scarpine sulle zampine Antonello si dimentica che ha le ciaspole ai piedi e giù a faccia d'angelo!
Rido, poi chiedo se si è fatto male, quando mi conferma che va tutto bene rido ancora e mi avvicino perché so che non è facile alzarsi. Lo aiuto, puliamo i vestiti dalla neve e la macchina fotografica, poi riprendiamo la discesa.
Ora siamo stanchi. Ogni momento è buono per fermarci.
Arrivati alla strada sono più tranquilla, non è tardi ma qui il sole non c'è già più.
Un po' chiacchierando e un po' avvolti dal silenzio nei nostri pensieri raggiungiamo finalmente la vettura.
Sosta al bar. Non ci ero mai entrata. E' stato piacevole chiacchierare con il gentilissimo signore.
Strada per casa, Morbegno ci va bene e anche la SS36 è libera.
Scaricata la macchina, riempito la borraccia Antonello si avvia verso casa.
Io sfamo le mie bestiole, metto in ordine la sala (tutta la roba da montagna è fuori, ci penseremo domani) preparo la mia cena/dieta e poi, stanchissima, mi stravacco sul divano a spazzolare Romeo, coccolare Kyra.
Sono davvero stanca. Eppure la gita non era lunghissima. Mi sa che la dieta non è molto affine alle gite montanare … ci dovrò riflettere con la nutrizionista che mi segue.
heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Antonello
I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.288
Quota arrivo: m 2.013
Dislivello: m 800 circa
Tempo totale: 7 h 07 m compreso di tutto
Km percorsi: 12 circa
mercoledì 19 gennaio 2011
2 “passi” in Val Tartano – 15 Gennaio 2011
Ore 5:30 … puntualissimo …
Driiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnn
Driiiiiiiiiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnn?!?!?!?
DRIIIIIIIIIIIINNNNNNNNNNNNN???????????????????
Ca@@o … non è suonata la sveglia! Penso mentre rotolo giù dal letto.
Ca@@o … non è suonata la sveglia! Penso mentre apro il cancello.
Ca@@o … non è suonata la sveglia! Penso mentre cerco di accendere la luce.
Ma perchè non ci vedo?
Ca@@o … non è suonata la sveglia! Penso mentre torno in camera a prendere gli occhiali.
Ca@@o … non è suonata la sveglia! Penso mentre metto la vestaglia per accogliere un Luca che ha già capito: non ti sei svegliata!
:(
“Tranquilla, c'è un bel vento, forse è meglio se cambiamo meta ...”
Prologo.
Propostona per domenica, bocciata a causa di una nuvoletta e del vento.
Gita di ripiego assolutamente di grande pregio. Chiedo lumi al mio mentore: io non la farei :(
Parte un altro consiglio … ma sono 1550 m di dislivello. Lo dico a Luca cosi, tanto per dire, e lui indovinate che mi risponde?
Ovvio: va bene.
Medito. E' tremendamente lunga … ma anche a me alletta molto fare un bel dislivello per cui non recrimino e anticipo solo un pochino la partenza: ore 5:30 a casa mia.
Cambiamo meta. Forse è meglio. Ero talmente agitata che stanotte ho dormito poco e nonostante tutto sono riuscita a non capire che era tardi.
Luca è gentilissimo e non se la prende. Mi propone la Val Tartano e la Cima di Lemma. Sulla cima sono scettica per il traverso. Accendo il PC e guardiamo. Va bene. A questo punto va bene tutto … sono in ritardissimo :(
Preparo il caffè e mentre sale mi cambio. Lo beviamo e poi via, non faccio colazione, non rifaccio il letto, sistemo solo Isi perché lui non ha colpa della mie inettitudine.
Arriviamo a Tartano e proseguiamo sulla strada. Riconosco il parcheggio e la strada inizia ad essere bruttina. Non c'è una macchina (è troppo presto!) e decidiamo di non proseguire parcheggiando qui. Nel frattempo arrivano altre 2 auto con 4 ciaspolatori totali. Perchè 2 macchine? Perché volevano fare un anello ma hanno desistito. Ci chiedono se vogliamo salire con loro ma io declino: sono lenta e non vi voglio legare.
Partiamo. Arrivano altre macchine che con le gomme da neve salgono ancora un po', ma non più di tanto. La strada è lunga ma chiacchierando non ce ne accorgiamo … al mattino.
Non fa freddo per niente ed è questa la cosa che maggiormente mi preoccupa.
Sono alle prime gite che organizzo senza il supporto dei superesperti e sono piuttosto agitata. Il fatto di aver trovato qualcuno mi ha tranquillizzato e con Luca siamo daccordo che vediamo in loco le condizioni prima di andarci a mettere nei casini.
Chiacchierando toppiamo il bivio che dalla strada sale nel bosco. Me ne rendo conto subito visto che le tracce di ciaspole non ci sono più per cui torniamo sui nostri passi per la retta via.
I signori sono sempre dietro, forse non erano poi cosi più veloci di me :) Qualche sci alpinista ma neanche poi una gran folla. La giornata è meravigliosa anche se la valle non è ancora baciata dal sole.
Le cime sono molto ventate, immagino al colle e mi viene un brivido … ma intanto fa caldo e mi spoglio.
Non sappiamo ancora quale sarà la nostra meta, i signori vanno ai laghi di Porcile, io vorrei salire al Passo Tartano, Luca alla Cima di Lemma :)
Incontriamo uno sci alpinista che sta ripellando e ci dice, molto convinto, che la cima oggi non è assolutamente in condizioni. Poi parla del Passo di Lemma quando io continuo a chiedere del Passo di Tartano … vabbe', non ci capiamo, ma non fa nulla, seguiamo le tracce.
Ci fermiamo per una piccola sosta ad una casetta e qui assisto alla solita scena di maleducazione: sbuccio il mandarino e dove vanno le bucce? A tenere compagnia ad altre bucce e cartacce sparse nella neve :( Si, è tutto biodegradabile, ma allora perchè non fate lo stesso nel giardino di casa vostra?
Sono amareggiata. Rimettiamo lo zaino e ci allontaniamo da questi personaggi, che sono poi i ciaspolatori conosciuti al parcheggio. Da qui in poi non li considererò più, meglio evitare una discussione, oggi non ho voglia.
Ricordo, dalla mia visita estiva, che per andare al Passo Porcile si deve stare a sinistra, mentre per il Tartano a destra.
Sono abbastanza convinta di aver tenuto la destra ma al traverso finale non mi tornano i conti. Luca è davanti e quando arrivo mi accoglie con “E' il Passo Porcile!)
Azz … abbiamo cannato passo … :)
Ci meditiamo un po'. Alla fine vediamo che il passo è più alto dell'altro e ci sono un sacco di persone. Alla fine ci decidiamo a chiedere ad altri sci alpinisti che sono li ma neppure loro mi sanno indicare esattamente dove è il Tartano. Io sono propensa per indicarlo dopo quel costone ma non ne sono sicura.
Ovviamente, ci vogliamo andare :)
Per adesso ci sediamo a mangiucchiare qualcosa e a goderci il panorama che da qui è davvero notevole.
Luca mi racconta di un suo giro estivo davvero molto ma molto bello, davvero molto ma molto lungo :) e me lo annoto tra quelli possibili da fare :)
Scendiamo e cerchiamo il bivio mancato, per fortuna non perdiamo troppo terreno e cmq avevo ragione, era proprio dietro quel costone.
Quando arriviamo al Passo di Tartano capisco perchè il ragazzo ci aveva detto cosi convinto che la cima non si faceva. Le valanghe si vedono ad occhio e non c'è una traccia di salita.
Il vento ora è cessato, il sole è caldo e ci fermiamo un bel po' a chiacchierare, mangiare i biscottini e bere la mia tisanina.
Alla fine siamo rimasti gli ultimi lassù e decidiamo a malincuore di iniziare la discesa.
Lunga. Gli scarponi mi fanno male :( non so se sono le ciaspole, ma più probabilmente gli scarponi sono stretti. Devo iniziare a mettere via i soldini per prendere quelli nuovi perchè con questi, ginocchio a parte, non vado in nessun luogo lontano :(
Scendiamo in una neve fantastica, poi il bosco, poi la strada infinita (sono più di 2 km e si sentono tutti!).
Siamo rimasti gli ultimi, non ci sono più macchine parcheggiate. Qui, anche se fa caldo, il ghiaccio non ha mollato e dobbiamo fare davvero tanta attenzione per non scivolare mentre ci cambiamo.
Viaggio verso casa parlando della Costiera dei Cech. E' da tanto che la penso ed ora, con quello che mi ha raccontato Luca, è ora di farci un salto.
Casa. Una birretta veloce. Isi. Bagno … ah … che bello un bagno caldo! Erano anni che non mi concedevo il lusso … Isi miagola … ha fame … è a dieta …
Quota partenza: m 1.250
Quota arrivo: m 2.290 – m 2-100
Dislivello secondo Gipsy: m 1.150 circa
Tempo totale, comprese le soste: 7 h 20 m
Km percorsi: 13,3 circa
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venerdì 9 luglio 2010
Cima di Lemma – m 2.348 - 9 Luglio 2010
La Val Tartano la conobbi questo inverno con Rino e Giuliano. Siccome partimmo tardi non riuscimmo a fare la cima e ora, con un misto di curiosità nel vedere la valle in veste estiva e di dare un occhio alla cimetta torno da queste parti.
So che sarà l’ultima uscita in solitaria per un bel po’ di tempo, la sfortuna ormai impera nella mia vita ed è inutile prendersela. Allora cerco di godermi la giornata, puntando però a non stancarmi troppo che sabato ho un altro impegno montanaro e domenica si lavora.
Stavolta al Ristop mi prendo solo un caffè e poi entro nella Val Tartano. E’ davvero suggestiva. Rivedo il posto dove ci siamo fermati a prendere il formaggio, la galleria … ma la strada stavolta continua. Sterrata ma continua. Sono stata attenta a verificare che non ci fossero divieti e non ne ho visti. Dietro di me c’è una macchina, accosto al primo slargo per farla passare. Oggi sono ancora più lenta del solito in macchina e non ho nessuna voglia di sentirmi il fiato sul collo.
Ad un certo punto c’è un cartello che dice: strada non collaudata. E la strada sale con il fondo in cemento. Arrivo al gruppo di case e mi trovo davanti al rifugio Beniamino.
Gulp!
Non dovrei essere qui … mumble mumble …
Scendo. Leggo la relazione. Dice dell’ampio parcheggio (ampio? 4 o 5 macchine al massimo) e che si puo’, volendo, tornare verso il rifugio e partire da li.
Bene, il parcheggio non so dov’è ma io posso partire anche da qui.
I signori davanti a me erano dei lavoratori impegnati nella ristrutturazione del rifugio (che quindi è chiuso) e c’è solo un’altra macchina parcheggiata li.
Metto gli scarponi e parto.
La strada continua ma io non me la sentivo di andare oltre. Al successivo tornante vedo il sentiero che si innalza. Bene, lo prendo.
Sotto di me vedo una strada (la strada giusta immagino) e i ponti, a uno dei quali avevamo quell’appuntamento mancato.
Riconosco man mano i posti, i cartelli esplicativi con le panchette. La radura. Poi però mi sembra di andare troppo a destra per cui, ad un bivio, prendo a sinistra.
Poi però mi sembra di andare TROPPO a sinistra e allora? Leggo la relazione :)
Alla fine potevo andare da entrambe le parti, a sinistra andavo prima ai laghi, poi al passo e quindi alla cima. Tornando indietro ho fatto il percorso al contrario.
Arrivo al colle piena di mosche che mi ronzano intorno e non mi lasciano in pace. Fa caldo, sono sola e loro tutte addosso a me :( Peccato perché la zona mi piace davvero molto.
Guardo la mia cima e devo dire che d’inverno ha tutto un altro sapore; ma vado su lo stesso, prima per sentiero poi per prati. Arrivo in cima e non c’è nulla, non un ometto, non una croce …
Mi viene il dubbio che la cima non sia questa, ma era qui che quest’inverno salivano tutti. Cmq scendo e vado anche sulla cima di fianco dove l’ometto c’è cosi sono a posto :)
In cima le mosche mi hanno dato tregua ma ora sono tornate fastidiose come non mai.
Dall’alto ho visto il lago di Porcile e voglio tornare per cresta fino a scendere al lago per poi scendere agli altri 2 laghetti che ho visto dall’alto e ricongiungermi al bivio dove ero indecisa su quale parte prendere. I tre laghetti sono conosciuti come lago Piccolo, lago Grande e lago di Sopra e volendo si può andare al Passo di Porcile. Io evito per la questione di non voler strafare.
Il sentiero che scende dalla cresta è spettacolare, scavato nella roccia, e le foto purtroppo non rendono la bellezza del paesaggio.
I rododendri qui la fanno da padroni e questi laghetti hanno proprio il sapore di laghi alpini, con tantissimi girini che nuotano dentro.
Al lago di Sopra incontro 4 persone che non mi sembrano italiane. Fanno il giro contrario al mio.
Io, sempre assalita dalle mosche, torno sul sentiero della salita e inizio il percorso inverso in discesa. So che tra poco troverò una fontana e non ne vedo l’ora perché l’acqua calda che ho dietro ormai non mi disseta più.
E sono cosi contenta di bere a sazietà che non pongo la dovuta attenzione quando riparto. Mi sono rinfrescata e sono nel bosco per cui, ora che ho bisogno di asciugarmi il sudore, sono scesa già di circa 100 m :( E allora? E’ che l’asciugamano è rimasto alla fonte :(
Risalgo. Incontro 2 ragazzi: avete visto un asciugamano azzurro? No. Cribbio … era proprio li in mezzo al sentiero. Fa niente, grazie lo stesso. Continuo a risalire con i goccioloni che ormai scendono copiosi. Eccola li la macchia azzurra del mio asciugamano!
Mi rinfresco di nuovo e riprendo a scendere.
Incontro 2 persone con una splendida lupacchiotta. Io e la cagnetta ci salutiamo e poi mi metto a chiacchierare con la signora che mi racconta la vita della sua cagnetta :)
E poi sono finalmente alla macchina.
Ma che caldo fa?!?!?!
GELATO !!! A Delebio un mega gelatone non me lo lascio di certo scappare.
Quota partenza: m 1.500
Quota arrivo: m 2.348
Dislivello totale, secondo il mio altimetro un po’ pazzo: m 1.027
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto (e della risalita della smemorata): 5 ore e 40
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sabato 5 dicembre 2009
Passo di Tartano m 2.103 – 5 Dicembre 2009
La valle è davvero meravigliosa, te ne rendi conto già salendo in macchina, e rivedendo le foto questa mattina mi sono goduta ancora di più lo splendido panorama regalatomi da questa che forse è la mia ultima uscita di un certo “peso” per questo inverno.
Innanzi tutto c’è da dire che la mia prima (e probabilmente ultima almeno per quest’anno) uscita di sci alpinismo è stata mercoledì. Niente male per una pippa come me se non fosse per gli scarponi … CHE MALE!!! Non vedevo l’ora di scendere per poterli togliere, una tortura pazzesca! Vero che me li hanno regalati, ma visto che sono in attesa della chiamata in ospedale non mi sembra il caso di imbarcarmi quest’anno in un acquisto cosi impegnativo. Per cui, per ora, ci metto una pietra sopra.
Ma sabato c’è anche Rino e lui e Giuliano non vedono l’ora di mettere gli sci. Mi portano dietro lo stesso. Saliamo insieme, dalla strada, poi nel bosco, senza eccessivi problemi. La valle è davvero bella, la neve dal mio punto di vista perfetta! Poca gente e purtroppo anche poco sole.
Cmq, siamo in vista del Passo e Giuliano mi chiede se me la sento di salire la cima. Beh, si, però sono intimorita dalla discesa. Loro hanno gli sci e io invece mi devo arrangiare a scendere dalla via di salita, magari con qualche sci alpinista che ancora vien su :-(
Quindi mi guardo la cima. Per male che vada tolgo le ciaspole, penso, e si, dai, la possiamo fare.
Arriviamo al passo e i ragazzi iniziano a fare la conta. E cosi “scoprono” che se si partiva un’oretta prima la cima ci stava. Pazienza, vuol dire che si apre un altro piccolo “tormentone” :-).
Siamo al passo, mangiucchiamo qualcosa e poi io, la tartarughina del gruppo, inizio a scendere.
Poco dopo arrivano i ragazzi che mi aspettato ad ogni pezzo.
Bene, penso :-) questa volta non sono sola (l’esperienza dell’anno scorso, mollata in cima per la discesa più divertente per gli sci alpinisti lo ammetto, mi ha davvero scottato!).
Però mi dispiace perché cosi loro si perdono il gusto della sciata. In fondo la strada fatta a salire era molto tracciata e siccome nessuno ci scende da li la dovrei trovare nelle stesse condizioni anche al ritorno.
E poi arriva la domanda: te la senti di scendere da sola. Voi cosa avreste risposto?
Non ci sono altre risposte che si, certo che me la sento, vai tranquillo per il bosco.
Eccomi di nuovo sola soletta nella neve.
L’appuntamento era al ponte. Ma si, ho risposto, tanto arrivate prima voi e vi vedo.
Al ponte non c’è nessuno.
Proseguo. Sicuramente avrò capito male io. E intanto laggiù vedo due persone ferme. Bene, sono loro allora. Proseguo tranquilla e anche loro proseguono.
Ma come … se ne vanno! Uffi, questo non è un comportamento da Giuliano e quindi proprio non capisco.
Altro ponte. Nessuno. Ora non so proprio cosa pensare. Saranno loro la davanti? E’ che ogni volta che riprendo il cammino lo riprendono pure loro.
Non capisco perché non mi hanno aspettato, immagino che abbiano freddo … ma no, non fa cosi freddo. Che non siano ancora arrivati? Naaaaaaaa, questa non la prendo neanche in considerazione.
Con un po’ di muso lungo proseguo. Ora sono sola. Va bene, meglio se mi fermo a fare pipi. Mi rialzo e chi ti vedo arrivare da dietro? Rino.
RINO???? Ma …. Che ci fai qui??? Non risponde, si gira e inizia a chiamare Giuliano.
Scoppio a ridere! Non erano mica quei 2 la davanti! Mi sembrava strano, non era da Giuliano quel comportamento ed in effetti Giuliano è la indietro che mi aspetta. Quando mi rendo conto che deve essere al primo ponte rimetto lo zaino, riprendo i bastoni e mi incammino.
Rino mi chiama con le chiavi della macchina in mano: vai in macchina che torno su io.
No, grazie, vado io.
No vado io.
No vado io.
No vado io.
No vado io.
Alla fine io continuo a camminare. Non è il caso di andare entrambi! E’ vero, gli rispondo, vado io.
Mi sento in colpa. So di aver sbagliato qualcosa e vorrei rimediare. Immagino che Giuliano non sia arrabbiato ma mi sembra giusto salire io. Anche se … Rino sarebbe sceso prima con gli sci.
Uffa! Fa niente, ormai la decisione l’ho presa e risalgo.
Passa il primo gruppetto di sciatori e chiedo se per caso hanno visto Giuliano. No, non abbiamo visto nessuno al ponte.
O cavolo …
Chiedo all’altro gruppo … niente.
Incrocio l’ultimo gruppo e uno mi apostrofa: ma torni su? E io: si, uno non è sceso e devo andare a recuperarlo … :D :D :D Mi è venuta cosi spontanea che mi sono messa a ridere da sola.
Finalmente arrivo all’ultimo ponte ed eccolo li.
Bene, non è arrabbiato. Mi spiega che hanno avuto dei problemi a scendere, hanno dovuto guadare il fiume 3 volte e si sono trovati un po’ nei casini per cui ci hanno messo di più di me.
Ecco. Ora lui scivola sugli sci e io arranco sulle ciaspole. Ma racconto un po’ delle mie baggianate e Giuliano, per starmi ad ascoltare, deve frenare in continuazione … povero!
Alla fine non ce la fa più, mi farfuglia qualcosa che poi capisco essere un “ci vediamo alla macchina” e va.
Manca poco ormai. Io cerco di togliermi le ciaspole perché piene di neve e cammino male. Ma sono ghiacciate e non si slacciano :-( Ci vorrà l’intervento dei due ragazzi per aprire quei maledetti ganci!
Cmq tutto è bene quello che finisce bene e finisce con una bella visita al caseificio e scorpacciata di formaggio.
Morale: sarà meglio che mi torvi un/una ciaspolatore/ice che venga con me … va beh, tanto dovrebbe arrivare a breve la chiamata e la mia stagione invernale finirà presumibilmente la prossima settimana :-(
Quota partenza: 1.395
Quota arrivo: 2.013 m
Dislivello, secondo il mio altimetro: 883
Tempo totale di marcia comprensiva di soste, foto e risalita: circa 5 ore
Le foto sono di Nano e mie amichevolmente mischiate
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