mercoledì 24 dicembre 2008

Anno bisesto …

anno funesto, diceva la mia nonna e mi sa che aveva proprio ragione.
Lo termino con un’operazione alla mano che doveva lasciarmi via dal lavoro solo 2 gg e invece saranno 15. Mi saltano le ferie, niente montagna fino a gennaio :(
E lasciamo perdere il resto. Ma tanto ve lo potete immaginare: 2 operazioni in un anno lasciano il loro bello strascico.
Bene, questo anno è finito.
La cosa positiva: ho conosciuto un sacco di gente (clienti) con cui ho fatto bellissime chiacchierate, stretto nuove amicizie, mi sono proprio divertita e sentita utile.
La cosa negativa: non avevo mai incontrato delle persone cosi cattive nell’animo. O meglio, non è vero, un paio ne avevo già incontrate, ma non ho mai “dovuto” frequentarle per forza.
Finalmente questo anno volge al termine, vi porgo i miei più sentiti auguri di un 2009 che sia il più sereno possibile e pieno di montagne :)





martedì 16 dicembre 2008

Cornizzolo – m 1.241 - 8 Dicembre 2008

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Inaspettatamente una giornata libera e, ancora piu’ inaspettatamente, con uno splendido sole. Non voglio sorbirmi la coda del rientro, rinuncio a ciaspole e sci per un tranquillo Cornizzolo.
Solitario, tanta neve morbida e asciutta. Giornata fredda e tanta gente in giro … ma sui “soliti” percorsi, non sui “miei” :)
Un saluto al ragazzo incontrato in cima (ci credereste? Solo noi 2 :D ) che aveva paura degli animali del bosco (mi ha fatto una tenerezza …) ma proprio non ce la faceva ad accompagnare la morosa alla fiera dell’artigianato con una giornata cosi bella! Complimenti, continua cosi!





martedì 25 novembre 2008

Resegone dal Canalone Bobbio – m 1.877 - 23 Novembre 2008

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Le 2 Paole si sono ancora fidate di me e mi hanno seguito sul Canalone Bobbio per la salita al Resegone. Alberto, maschietto aggregato, è stata una preziosa guida per la discesa e si è adattato benissimo alle chiacchiere di noi donzelle.
Giornata lunga, siamo scese con la frontale. Ho sottovalutato un pelino la salita, pensavo impiegarci un’oretta in meno ma devo dire che alla fine è andato tutto benissimo.
Giornata fredda e limpidissima.

lunedì 24 novembre 2008

Moregallo dal Canalone Belasa – m 1.276 - 16 Novembre 2008

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Giornata tutta al femminile e, come previsto, è andato tutto benissimo.
Sono tornata sul Canalone, lo volevo rifare ma non immaginavo di certo cosi presto.
Cosi come non immaginavo il caldo che abbiamo trovato.
Ci siamo ritrovate in 5 donzelle, tutte si sono fidate del mio consiglio di salire il Moregallo dal Belasa (che coraggio a fidarsi di me!!!) Devo dire che mi sono sembrate tutte molto soddisfatte, sia le 2 cerbiatte che ci hanno dato diverse lunghezze, che le 2 Paole con cui ho diviso le gioie ed i dolori del canale.
Abbiamo perfino “adottato” un ragazzo che ci ha raggiunto a metà del canale che ha quindi deciso di salire la cima con noi.
Discesa molto interessante dal Sasso Preguda, anche se troppo caldo …

mercoledì 12 novembre 2008

Val Gerola – 9 Novembre 2008


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Giornata delle decisioni sbagliate. Il passo chiuso, il tempo che non è poi cosi bello, la neve che non pensavo cosi tanta … finisce in Val Gerola, ci porto Andrea per la prima volta. Peccato che l’abbia vista in una giornata cosi bigia. Passeggiatina al Lago di Pescegallo con tentativo di salita al Monte Motta.
Vabbeh, è novembre, è andata cosi.

domenica 26 ottobre 2008

Lago Gelato – 2.599 m – 26 Ottobre 2008


Le castagne chiamano ma la giornata si preannuncia bella e mi dispiace “sprecarla” con una raccolta di un frutto che, alla fine, mangio davvero poco.
Mi vengono in mente i larici del Parco del Monte Avic e il Lago Gelato. Perché no?
Arrivo a Volla con l’idea di guardarmi da vicino anche il famoso Monte Avic che è li, in un angolino dei desiderata.
La giornata è davvero fantastica, per nulla fredda e con pochissima gente in giro.
Appena lasciata la carrozzabile il sentiero si inoltra nel bosco di larici. Un fantastico sentiero a mezza costa. Le rocce qui hanno un colore meraviglioso, il sentiero è un’autostrada con pendenza più o meno costante.
I cartelli alla base dicono 4 ore e mezza e cosi sfuma la mia idea di fare il giro ad anello scendendo dal Barbustel. Anzi, inizio a pensare che non so nemmeno se arriverò al lago.
Sosta piccola a metà strada, mi superano 2 ragazzi che saliranno sull’Avic e vedo davanti a me altre 3 persone che incontro nell’ultimo avvallamento prima della ripida salita finale. Chiacchieriamo un po’ e poi riprendo.
Incrocio un simpaticissimo ragazzo che scende, anche con lui 4 chiacchiere e poi ecco il lago, un’ora prima del previsto.
E’ davvero ghiacciato, l’ambiente severo, magico, stupendo.
Arrivano i 3 che avevo incontrato prima e mi propongono il colle. E come fare a dire di no?
Iniziamo a chiacchierare. Giorgio vorrebbe salire in cima. Io ci penso ma sono già stanca e poi come la metto con il ginocchio in discesa? Cavolo, è davvero un peccato rinunciare ad un’occasione cosi anche perché con Giorgio, Paola e Tiziana mi trovo davvero bene. Però anche le 2 ragazze non hanno molta intenzione di salire, cosi ci fermiamo al colle a chiacchierare e mangiare.
L’ambiente mi ricorda molto quello del Rothorn, detritico, di quota e desertico. Un animaletto bianco scappa via (chissà cos’era?) mentre un camoscio ci guarda dall’alto.
Purtroppo è ora di scendere. Sempre chiacchierando torniamo al lago, poi ognuno con il suo passo, si arriva al bivio. Ricongiunti, ancora chiacchiere fino alla macchina, poi birra e saluti.
Era da tempo che non passavo una giornata cosi rilassante e bella.
Speriamo di avere ancora altre occasioni di fare passeggiate insieme :) Nel frattempo ancora grazie per la piacevole compagnia!
Per la cronaca, se non ci siete mai andati, vale davvero la pensa di salire a questo lago. Il Parco è un luogo magico e lo dimostra in ogni suo angolo.




domenica 19 ottobre 2008

Canalone Belasa – Moregallo – 1.276 m – 19 Ottobre 2008


O meglio:Canzo, Sentiero geologico, Colma, Sambrosera, Belasa, Moregallo, Pianezza, Canzo.
Cosi suona meglio. E si capisce anche il perché non ho concatenato il sentiero delle vasche: a meno di salire da Valmadrera e magari arrivare li in macchina, non ci sarei mai stata dentro.
Il viaggio lo faccio con 3 amici che condivideranno con me il sentiero fino alla Colma. Loro, per problemi di orario, non si aggregano al mio progetto ma salgono sul Corno Centrale.
Proseguo da sola e da sola (che novità!) sarò fino all’uscita poco prima della cima.
Con il mio passo lento ci vogliono circa 2 ore per arrivare a Sambrosera e qui ho l’amara sorpresa: una serie di cartelli mi informano che oggi c’è questa iniziativa di salire da tutti i versanti del Moregallo per ritrovarsi in cima. A saperlo mi sarei anche aggregata, non mi farebbe schifo oggi avere qualcuno in giro. Dall’altra parte la mia ritrosia a stare in luoghi troppo affollati mi sta facendo cambiare idea. Ma sono sola, non c’è proprio nessuno per cui, dopo una barretta, entro nel canale.
Ho qualche dubbio sull’uscita, quale sentiero prendere ma confido in qualche cartello in loco perché sulla mia cartina il Belasa non è segnato.
Subito rimango affascinata dall’ambiente. La prima catena arriva dopo un tratto ancora di sentiero. Metto via i bastoni e via che si inizia.
Passa la prima e la seconda catena. A fatica ma da qui ci scendo. Solo che ora … non ci sono più catene e questo saltino di roccia, se in salita non mi crea problemi, non sono mica sicura di farlo in discesa se dovessi abbandonare il percorso.
Salgo un po’ perplessa: non ci sono i bolli né gli ometti. Non si può andare da nessun altra parte ma sono dubbiosa, per cui riscendo all’ultima catena.
Medito.
Leggo la relazione: i passaggi superiori a I+ sono attrezzati. Ecchecavolo! Non sarò mica cosi imbranata da farmi fermare da un I+!
Salgo ed ecco lassù il segnale. Da adesso in poi i segnali sono di aiuto ma il percorso è davvero evidente.
Un altro punto “simpatico” mi si presenta con una piccola pancia da superare, con catena. Solo che vuoi dire tirarsi su di braccia. Devo fare opera di convincimento al mio cervello, pensare a me che chiamo i soccorsi perché mi sono incrodata su un passaggio banale … fa effetto perché, con mooooolta fatica, salgo :)
Un altro punto mi mette in soggezione ma nel complesso salgo bene. Sto riprendendo confidenza con i passaggi di un sentiero EE, mi mancava e la testa, abbinata al ginocchio non a posto (sigh!) mi fanno stare un po’ in pensiero.
Passato il punto di non ritorno inizio ad apprezzare ulteriormente l’ambiente. E’ incassato ma mai buio o opprimente.
Arrivo al primo bivio, ma non so proprio dove mi conviene andare. Provo dritto, dovrebbe portarmi sotto il sentiero che, con tratto attrezzato, mi porta in vetta.
La prima cosa che noto è l’osso di una mandibola.
Poi altre ossa.
Poi ciuffi di pelo.
Il sentiero sparisce in tracce. Erba alta si alterna a sfasciumi ma credo che lassù ci sarà il sentiero.
In effetti lo raggiungo con un grosso sospiro di sollievo, ma non è il punto che credevo io. Da qui mi sa tanto che salgo dall’altra parte. Peccato perché, vista l’ora e la stanchezza, avevo quasi meditato di non salire in cima. Questo sentiero è un po’ faticoso ma mi porta in cima abbastanza velocemente.
Purtroppo arrivo tardi per i festeggiamenti, stanno prendendo pentoloni e sacchi della spazzatura per scendere, peccato. In compenso non c’è la ressa che credevo.
Mi fermo a mangiare, a guardarmi intorno, a scaldarmi e asciugarmi al sole. Sono proprio soddisfatta di me stessa.
Per la discesa penso di andare all’Acqua del Fo, da li mi sembra più corta ma … toppo il bivio e mi ritrovo a Pianezzo. E’ inutile, il 5 è il mio sentiero e, volere o volare, scendo quasi sempre da li.
Autunno pieno, colori bellissimi, quasi solitudine.
Le 2 note dolenti della giornata: le FNM non fanno più lo sconto domenicale :( e il treno era in ritardo di circa 20 minuti :O