giovedì 11 giugno 2015

Grigna Settentrionale – m 2.410 – 11 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Allenamento: abitudine, conseguita attraverso una particolare preparazione, allo sforzo muscolare e alla competizione sportiva; il periodo di tale preparazione

Vabbeh, a me la competizione sportiva non interessa ma ho un paio di itinerari che vorrei portare a casa se l'estate me lo permette e per entrambi devo essere in grado di fare un 20x2.000 e di averne ancora.
20 km di sviluppo e 2.000 m di dislivello, nella stessa gita ovviamente.
Cosi, tanto per fare allenamento, oggi Grignone dalla Cappelletta.
Invece del bosco, che non amo in modo particolare, decido di allungare un pelino la gita e passare dal sentiero ciclabile che esce fuori all'Alpe Cova. Stupendo!
Poi l'estivo. Lo faccio con un signore davanti a me, abbiamo più o meno lo stesso passo, solo che io mi fermo una volta a riposare e bere, la seconda solo a bere. Arrivo in cima un quarto d'ora prima di lui e alla fine i miei tempo sono 3 ore e 50 minuti! Sono soddisfattissima! E cosi dovrebbe essere lui, invece è una lamentela unica: mi fa male il ginocchio, una volta facevo le 13 cime (in 2 gg, dormendo al Vioz), una volta … eh una volta! E io a dirgli che a 71 anni era fortunato ad essere ancora li, ad aver salito 1.600 m senza mai fermarsi, e ora a scendere, ad allenarsi per andare sul Tresero tra qualche settimana … niente da fare, lui si lamenta. Lui.
E io penso a Rino, a Pino … a Giuliano … mi vengono le lacrime agli occhi, lascio perdere; lui non sa quanto è fortunato, continua a lamentarsi e gli auguro di potersi lamentare ancora a lungo.
Per quello che ci riguarda, in cima non c'è nessuno, un paio di persone e vento. Cerco un posto dove tira in po' di meno, speravo di mettermi qui a prendere il sole e godermi il panorama invece le nuvole in cima vanno e vengono per cui non ci fermiamo molto.
Mi stupisce vedere tutte quelle bandierine tibetane; per me sono un simbolo di pace, di serenità, di augurio di entrambe. Invece … beh, con il rifugista continuo a non avere un buon rapporto. Non l'ho cercato in cima per timore che avesse da fare (devo ammettere che le volte che ho avuto un contatto ravvicinato tanto amichevole non è stato) e i contatti via internet sono sempre iperpolemici (e siamo in due, lo ammetto … ma io non gestisco in rifugio ;) )
Faccio una foto di vetta con la mia tata e poi scendo. Una sosta un po' più lunga al bivacco e poi ancora giù a cercare acqua all'area pic nic. Qui ci sono un sacco di bimbi e qualcuno di loro è alla fontana. Non lego Kyra, voglio fidarmi di lei. I bimbi mi chiedono se possono accarezzarla e io dico loro come fare e di proseguire solo se lei vuole. E lei non vuole. I bimbi capiscono (quante cose abbiamo da imparare da loro!) e Kyra non azzanna nessuno :D Lei non ha mai azzannato nessuno, per la cronaca, ma ti fa capire se stai facendo qualcosa che non le piace. Beh, slegata e libera, non è successo nulla … ma proprio nulla! Sono orgogliosa della mia tata!!!
Scendendo abbiamo rifatto il bosco nel sentiero dell'andata: ma quanto è bello???
Tornata a casa metto nel mio gruppo la foto del divieto di ingresso per gli animali nel rifugio.
Apoteosi.

P.S. Questa volta siamo stanche … dislivello e distanze minori eppure siamo stanche. Evidentemente il percorso più faticoso conta, non solo il dislivello e la distanza!

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 848
Quota arrivo (altezza massima): m 2.410
Dislivello: m 1.591 circa
Tempo totale: 7 h 34 m compresa di soste
Km percorsi: 15,7 circa

domenica 7 giugno 2015

venerdì 5 giugno 2015

Monte Rotondo m 2.496 da Premana – 5 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Tornante: ciascuna svolta molto stretta di una strada che si snoda a serpentina in montagna

Prologo 1
- MAMMA! Lo zio è andato sul Legnone!
- E allora?
- Potremmo tornarci, ti ricordi che l'anno scorso non siamo salite?
- E tu ti ricordi, tatina, quello che mi hai fatto passare due anni fa?
- Ehm … no mamma …
- Mi hai fatto litigare perché pinzavi chiunque volesse superarci …
- uuuhhhhhh ….. davvero?
- E le capre di vetta? Le hai forse dimenticate?
- Uffa mamma, ma tu non dimentichi mai niente! E cmq adesso sono molto più brava, non trovi?
- Si, per le pinzatine si … ma l'altro giorno mi hai portato l'intero gregge di capre!
- Perché, che dovevo fare?
- Lasciamo perdere tatina, ti prometto che quando ci sarà una bella giornata di sole ci torniamo sul Legnone, rigorosamente su per settimana e vediamo da quale parte salire, va bene?
- Va bene …. va bene …. tanto si fa sempre come vuoi tu!
- E la cosa ti dispiace?
- A dire il vero no …. Slap!

Prologo 2
(Circa 4 anni fa)
- Andiamo al Trona
- Guarda che ha nevicato!
- Ma va! Non portiamo neanche i ramponi!
Arrivati in Val Gerola costatiamo che ha nevicato … e cosi il mio mentore mi tira fuori questa gita meravigliosa.

Oggi salgo ancora questa cima ma da Premana, luuuuuuuuuuuunga, sono 6 km solo per arrivare all'Alpe Fraina. Tentata già un paio di anni fa ma complice una Kyra che con le bestie diventa matta e le mucche che pascolavano proprio dove il sentiero è meno evidente, avevo rinunciato salendo il versante opposto della valle (FAVOLOSO!) e il Piz Mellasc.
Quando sono incerta sul percorso, la relazione diventa essenziale e siccome non ci sono rifugi non posso appoggiarmi a Diska (LA Certezza!) e cerco in Vienormali.it Non è dettagliatissima ma ce la posso fare.
Arrivo a Premana tardi, un camion mi sbarra la strada da Ballabio e diventa davvero difficile superarlo per cui mi fermo a bere un caffè, tanto lo riprendo.
Parcheggio in fondo, sperando che, siccome il cartello del disco orario è solo da una parte del suddetto, la multa non la prendo se la macchina la metto dall'altra parte; fino ad ora mi è andata bene.
Come mi incammino vedo un bel cartello di divieto dal 5 al 11 giugno. Cavolo: che giorno è oggi? Cerco di ricordarlo ma niente da fare, tiro fuori il telefono, è il 5. Ca@@o. Mentre proseguo medito: se non posso passare magari scendo in Valvarrone.
Poi mi supera un camioncino e allora l'illuminazione: sarà per i mezzi, mica per i pedoni! In Val Fraina, cosi come in Valvarrone, possono transitare solo quei pochi che hanno il permesso e quindi anche la casa li, il cartello deve essere per loro.
Bisogna arrivare fino quasi a Fraina per incontrare gli uomini al lavoro, stanno sistemando la strada, metteranno giù delle grate in ferro (?) e poi cemento per poterla utilizzare senza disfarla del tutto. Sono simpatici, mi fanno passare e mi augurano buona giornata. Kyra ha dei problemi con le grate già messe giù ma bene o male riusciamo a passare.
Arrivate a Fraina piccola sosta, ci abbiamo messo un'ora e venti. Ora viene il bello: troverò il sentiero? Al primo cartello non trovo le indicazioni segnate invece nella relazione. Dalla gita di due anni fa mi sembra che non ci siano altri cartelli più avanti per cui scendo e attraverso il ponte. E' la stessa cosa che ho fatto l'altra volta. Risalgo e provo a proseguire per imboccare l'altro sentierino che vedo li davanti, sempre dall'altra parte del fiume ma il guado non è molto agevole per cui torno sui miei passi. Che faccio? In giro non c'è nessuno a cui chiedere. Rileggo bene la relazione, la descrizione è chiara: appena dopo l'alpe, in direzione ENE si trovano le segnalazioni (che io non ho trovato) che riportano Sentiero Cadorna – Bocchetta di Stavello – Monte Rotondo. Eppure il ponte è subito dopo l'abitato e nella direzione indicata. Scendo di nuovo e attraverso. Salgo fino alle case … no, da qui non è. Torno sui miei passi e, dall'alto, vedo il sentiero in mezzo al prato … EVVAI! E trovo anche il passaggio aperto dalla recinzione. Ora non ci sono bestie al pascolo, l'erba è ancora bassa e la flebile traccia è cmq ben visibile. Una fontana e poi gli ometti e poi la traccia evidente. CI SONO! Eccolo il mio sentiero!
Ora si parte finalmente per la cima! E il sentiero Cadorna sale, con pendenza costante, tornante dopo tornante. Fantastico! Qualche costruzione a lato, i muretti a secco che mantengono il sentiero, solitudine totale e vegetazione estiva. Sono in un bagno di sudore, Kyra ansima. Caldo. Meno male che il sole va e viene da dietro le nuvole. E meno male che questa volta mi sono portata dietro i bastoncini perché vista la lunghezza della gita un aiuto non guasta. Solo due piccole soste per bere e un passo dietro l'altro arriviamo al bivio che porta alla Bocchetta di Larecc, quella dove sono stata due anni fa. Sarebbe bello tornare da li ma ho paura che per me diventi troppo lunga. Da qui mi dice che il passo, che oramai ho individuato da tempo insieme alla cima, è a soli 10 minuti … sarà vero? Appena giro l'angolo devo ammettere che si, è vero! Un tratto in falso piano porta laggiù e nel tempo indicato sono al passo. Ora una sosta più lunga ci vuole. Il tempo non è un gran che ma ne sono contenta visto il caldo che fa. Le mosche non la smettono di infastidirci, è una buona scuola di pazienza visto che tanto non ci puoi fare nulla.
Alla Bocchetta di Stavello c'è una fontana, non sempre con acqua, la relazione avvisa di non farci conto e cosi avevo risparmiato il bere ma ora che la vedo scorrere Kyra ed io ci scoliamo tutta l'acqua di cui necessitiamo. Un po' di riposo, un po' di foto e un po' di ciboe poi via verso la cima.
Prendo la mulattiera ma in realtà è meglio prendere direttamente il sentiero della DOL. Man mano che salgo ritrovo i riferimenti della salita di 4 anni fa: la galleria, i tornanti (compagni fedeli di questa giornata) il casotto e poi la cima con quella strana madonna.
Ce l'abbiamo fatta! 4 ore e mezza … non male per me, tenuto conto che da giù i tempo sono di 5 ore e 30!
Come al solito in questa stagione, c'è una gran puzza di cacca in cima. Nessuna bestia ma tanta puzza. Però sono stanca, non posso scendere; ho bisogno di mangiare qualcosa ma siamo già al non sopportare più il panino, anche se il pane è fatto da me. Mi mangio il companatico con dei taralli con Kyra a 10 cm dalla mia mano speranzosa (le arriverà un pezzetto di pane e poi i suoi croccantini). Tentativi di autoscatto, qualche foto anche se il panorama non è un gran che e poi decido di mettere lo stesso le mie bandierine, anche se ce ne sono già, un po' scolorite.
Un pensiero agli amici che non ci sono più e poi scendiamo.
Alla bocchetta facciamo scorta di acqua e guardo i tempi sui cartelli: 1:40 per Alpe Fraina, non è neanche tanto penso tra me e me. E in effetti non ci vuole molto a scendere.
Quella strada è una meraviglia, pendenza costante e mai faticosa né in salita né in discesa. Solo il sole che ora è fuori dalle nubi ci fa soffrire e arrivate al fiume non ci facciamo scappare il pediluvio. Al villaggio troviamo Brik, uno splendido cucciolo di un anno e Kyra gioca …. davvero, GIOCA alla grande! Io chiacchiero un po' con i signori: stamattina hai sbagliato strada … hi hi hi … si, è vero, non sapevo dove andare ma poi ho trovato il sentiero. Sei arrivata in cima? Si, certo. Vedo lo sguardo di ammirazione … Chiacchieriamo un po', poi siccome non mi invitano a sedermi e non mi offrono nemmeno un bicchiere di acqua (devo ammettere che un the lo avrei preso volentieri) saluto e iniziamo la tortura dei 6 km di discesa.
All'ultima fontana ci rinfreschiamo per affrontare il viaggio in macchina verso casa.
Casa. I mici sono li al cancello che mi aspettano, sono in ritardo di un'ora e mezza per la loro pappa … mi perdoneranno?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 975
Quota arrivo (altezza massima): m 2.496
Dislivello: m 1.720 circa
Tempo totale: 9 h 36 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 24,8 circa

lunedì 1 giugno 2015

Rifugio Grassi m 1.987 da Foppabona – 1 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Presa per i fondelli.

No ... davvero .... lo apprezzo .... ma se tu mi chiami alle 18:30 del venerdì sera dicendomi che mi hai fatto la fotocamera prima del previsto (mercoledì 3 giugno) come ti avevo chiesto ... e poi mi dici che chiudi alle 19, sabato chiuso, lunedì chiuso, martedì chiuso ... perché mi sento un po' presa per i fondelli? “

E cosi, ancora senza macchina fotografica, decido di portare a termine un progetto che ha una lunga storia.
Una gita che non so bene come diavolo abbia fatto ad arrivare all'ape di Foppabona, una dove non ho beccato il sentiero e questa.
Stavolta sono preparatissima: con le spiegazioni di Diska non si può sbagliare! E in effetti non sbaglierò.
La macchina fotografica di riserva questa volta la metto nello zaino, l'altra volta mi ha dato troppo fastidio portarla al collo e cosi, vista la tremenda umidità, oggi rimarrà nello zaino per cui, le poche foto fatte, sono con il cellulare: abbiate pietà!
Sui sentieri di oggi nessuno, ma proprio nessuno nessuno, solo io e la mia tata. Inutile, quante volte l'ho detto? Che compagnia il cane … se ti fermi si ferma, se hai un dubbio va avanti a perlustrare per te e se ti chini ti arriva sempre e comunque una leccatina :D
Come ho detto l'umidità è pazzesca ma il sentiero è davvero molto bello. Sempre nel bosco per almeno la metà, poi, visto che è tutto a sud, sarebbe al sole per cui Sconsigliatissimo d'estate.
Essere soli vuol dire far andare la mente, e i pensieri volano via con i miei passi. Una sosta piccola piccola fino a poco prima dell'Alpe. Oggi le gambe non ci sono, ieri sera, ancora una volta, non ho mangiato giusto per cui ora sono vuota e tra il caldo e il sudore mettere un piede davanti all'altro sta diventando un problema: sosta panino. Con un po' di energia in corpo affronto il pezzo dove non c'è sentiero ma in compenso vedo delle caprette che mi adocchiano dall'alto … speriamo non le veda Kyraaaaaaaaaaaaaa.
Vana speranza … le vede … e parte. E' bravissima, le raggruppa tutte … e me le porta!
40 – 50 capre che ti corrono incontro incalzate dal cane devo ammettere che non è simpatico. Mi sposto dal sentiero e cerco di non farmi travolgere mentre cerco di spiegare a Kyra che le capre non sono nostre. Stranamente mi da retta, le capre ci lasciano passare salvo poi tornare indietro verso di noi e Kyra ancora le rincorre se non che un becco tanto d'accordo non è, e con un paio di cornate mette la mia tata al suo posto :D Kyra capisce l'antifona e le lascia in pace e poi siamo ormai approdate sul pianoro di Fobbabona, ora c'è altro a cui pensare!
Salgo al passo, sono di nuovo stremata, la meteo continua a non essere un gran che per cui abbandono il progetto di salire allo Zucco di Cam e vado verso il rifugio.
Ci sono dei saliscendi e io sono di nuovo alla frutta. Mi fermo e ravano nello zaino tirando fuori un pacchetto di barrette di sesamo: ma perché le ho comprate se non mi piacciono? Ma siccome non si butta via niente mangio quelle e cosi spero proprio di aver chiuso con il sesamo. Devo ammettere che se non fanno proprio schifo di certo buone non sono ma pazienza.
Riprendiamo il cammino, ora ci sono le marmotte e Kyra non se le lascia scappare, una quasi la prende, è arrivata a mezzo metro da lei!
Purtroppo ci sono anche un sacco di anemoni e io non ho la macchina fotografica … maledetto riparatore!
Al rifugio mi prende un po' di sconforto, non c'è nessuno, solo un ragazzo … mi spiace per Anna e Amos, loro ci mettono davvero un grande amore e sopratutto tanto amore per la natura e i cibi naturali.
Non entro, ho lasciato il portafoglio in macchina e mi scoccia entrare e non prendere neanche un pezzetto di torta.
Nel frattempo è arrivata una ragazza con cui mi metto a parlare: piccolo il mondo, è di Castelmarte!
Lei entra e io decido di scendere anche perché ho notato una quantità discreta di vetri sparsi sulla terrazza del rifugio e sono un po' preoccupata per Kyra. Passando per il Camisolo mi sono resa conto che ci sono dei pezzi di cemento con assemblati dei vetri ... come mai? Non può essere pericoloso per cani (e animali in genere) e bimbi? Lo chiederò direttamente a loro, avranno anche un motivo e io forse sono troppo apprensiva ma dopo un fermo forzato per polpastrello tagliato non voglio rischiare.
Di la la meteo non migliora. In compenso peggiora di brutto il sentiero; abituata a farlo con la neve non ricordavo il fondo cosi bastardo. In compenso arrivo al Pio X in brevissimo tempo.
Le barrette di sesamo mi hanno lasciato un bel mal di stomaco e la testa inizia a darmi fastidio … no, non voglio vomitare … ecchecavolo!
Mi siedo, bevo, mi coccolo e mi faccio coccolare da Kyra fino a che non va meglio poi riprendiamo la discesa. Meno male che ora il sentiero migliora e anche qui una bella sorpresa: me lo ricordavo più lungo!
In vista del Tavecchia inizia a piovere, tiro fuori l'ombrello e penso a Kyra: per lei non ho nemmeno un cappottino .. ma cana sei, non dovresti avere troppi problemi, vero?
Falso allarme, poco dopo smette ma io ormai ho deciso di scendere dalla strada. Sempre immersa nei miei pensieri.
Arrivate all'acqua di San Carlo il mio stomaco si sente meglio e decido di mangiare il secondo panino. Ora sta uscendo il sole e il caldo è potente. Mannaggia … inizia l'estate se se da una parte ne sono contenta dall'altra sto già in ansia per il caldo.
Pensieri tristi ma sento che Paola, la ragazza di Castelmarte, mi sta raggiungendo. Per fortuna, cosi continuiamo insieme e la parte noiosa della strada passa senza neanche rendercene conto.
Andare in giro da soli vuol dire anche questo, mettersi a chiacchierare e conoscere gente nuova, cosa che mi piace un sacco!
Un caro saluto arrivati alla macchina. Mi cambio, guardo Kyra: che dici, ce lo siamo meritate un bel gelato?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 660
Quota arrivo (altezza massima): m 2.017
Dislivello: m 1.480 circa
Tempo totale: 7 h 49 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 18.8 circa

giovedì 28 maggio 2015

Araralta m 2.006 Baciamorti m 2.009 Sodadura m 2.010 – 28 Maggio 2015


Le parole di oggi:
Dubbio: incerto, non sicuro

Ma se vuoi andare nella bergamasca vai dalla Culmine di San Pietro … e non volevi salire al Baciamorti?”
Eccolo li il mio mentore che l'indovina ancora una volta. Dopo non so più quanto tempo sono emozionata come una bambina: sarà per una meta nuova tutta sola soletta?
Per la strada in macchina sono tranquilla, ci sono le descrizioni di Diska e il mio Navigatore. Riesco lo stesso ad avere un dubbio e a prendere una strada sbagliata, ma roba di poco. Al parcheggio un sacco di macchine per essere giovedi e cosi ho l'opportunità di chiedere che differenza c'è tra i due sentieri: uno è al sole ed è più corto, l'altro nel bosco e più lungo.
Fa freddo, non è difficile decidere per quello al sole, lo prenderemo tutti quello al sole! Ormai è stagione giusta, un mesetto ed è estate e i fiori la fanno da padroni. Purtroppo la mia macchina fotografica, fedele compagna, è ancora in riparazione: dopo solo un anno ancora l'obiettivo da pulire … ma è norlame? Sentiamo cosa mi dicono alla Panasonic perchè io mi trovo veramente bene con questa macchina e anche se dovessi cambiarla vorrei mantenere le lenti Leika … ne ho già adocchiata una ma 'mazza se costa!
Ora sono con la mia vecchietta, ingombrante, la devo tenere al collo, faccio fatica a fare le foto, più che altro vado a “naso” perchè non ci vedo molto bene li dentro. Ma non importa. Oggi è imperativo cercare di rilassarmi, godermi la giornata con la mia Kyra a passeggiare per verdi prati, salire cime nuove e vedere posti conosciuti solo in parte. Periodo difficile e complicato, una bella gita in montagna è quello che ci vuole.
Arrivo al Gherardi con gli occhi pieni di verde e di fiori, una vera meraviglia! Mi fermo a guardarmi intorno, butto l'occhio dentro al locale invernale dove trovo anche il telefono di emergenza! Comodo! Dovrebbe essere messo in tutti i rifugi! Il locale invernale è un locale obbligatorio in ogni rifugio e deve essere considerato come di emergenza. Qui ci sono 1 letto a castello con 3 posti e un tavolo con un paio di sedie. L'essenziale ma almeno ti muovi; mi viene in mente lo schifo che ho trovato a Frasnedo …
Riparto. Idee poche e confuse nel senso che la cima nuova è il Baciamorti ma non mi dispiacerebbe salire anche il Sodadura da questa parte ma non ho guardato la cartina, appositamente. Una mini avventura insomma. Man mano che trovo i cartelli decido dove andare e cosi evito Artavaggio (sarà il sentiero di ritorno, e vado a destra. Al passo mi avvio al Baciamorti chiedendo a chi incontro quale monte è l'Araralta … non credevo ma nessuno sa assolutamente quale cima è! Lasciamo perdere la Kompass che si sa, non da quasi mai indicazioni corrette e procedo sulla facile ed erbosa cresta. Arrivo ad un ometto. Secondo me è questo e prendo il way point. Controllerò poi a casa.
In cima mi aspetta un venticello gelido, nuvole che si abbassano e i signori che ho incontrato all'inizio; per fortuna loro sanno qual'è l'Araralta ed era quello che pensavo, meno male, povera cimetta cosi bistrattata!
Mi fermo poco, il tempo di mangiare un panino perchè il freddo è notevole. Mentre sta arrivando una bella comitiva di giovanotti io ritorno per la cresta fino al passo. Che faccio? La meteo sembra incerta ma non dovrebbe piovere. A volte mi chiedo perchè faccio questi dialoghi con me stessa, sarebbe ora di smetterla perchè tanto lo sai cosa farai.
Decido però di non andare al Cazzaniga e di salire al Sodadura da questa parte. L'ho salito una sola volta questo versante, anni fa. In cima nessuno. Ogni tanto il sole esce e ci riscalda. Kyra mi sembra accaldata, non sono ancora poi tanto sicura che la scelta di non tagliarle il pelo sia quella giusta. Non beve tantissimo ma ogni volta che incontra l'acqua o che gliela offro beve. E poi cammina sempre con la lingua fuori, come se avesse caldo, appunto. Secondo me ha caldo.
Altro dialogo con me stessa. Guardo la cartina, inutilmente, perchè tanto ho già deciso. Scendo dal versante verso l'albergo degli sciatori e poi via, il lungo ma splendido traverso che mi riporta al Gherardi.
Con la scusa del venticello gelido non mi sono mai fermata molto e ora sembra uscito un caldo sole: sostona! Mangio l'ultimo panino, sfamo anche Kyra, entrambe beviamo e poi, io sulla panca e lei sotto la panca, ci sdraiamo a riposare.
Kyra è davvero un cane da guardia, come la sento muoversi, borbottare apro gli occhi, ho capito che sta arrivando qualcuo; poi parte abbaiando e allora mi sollevo, metto gli occhiali, la richiamo. E' un signore che ho visto già sulla cima del Baciamorti. Chiacchieriamo piacevolmente, è di Brescia, solita celocelomanca e vedo che alla fine saliamo cime simili come difficoltà.
Nonostante si stia benone è ora di rientrare, ci salutiamo e ognuno per conto proprio si torna alla macchina.
Rientro.
Sono sulla strada che da Ballabio porta a Lecco, chi la conosce sa che è bastarda, c'è solo una possibilità di fermarsi, ci sono parecchie gallerie e la strada è in forte discesa. Se ti si rompe la macchina li è un vero guaio. E a me si accende una bruttissima spia rossa …. PANICO !!!!
Che faccio???? Rallento, si deve essere surriscaldato qualcosa, penso, ma come faccio a femrarmi? Prima dell'ultima galleria c'è un piccolo spiazzo dedicato ad un cancello (chissà chi ci abita poi li … ) mi fermo e chiamo il mio mentore. Non risponde. Ca@@o … e ora? Santo smartphone, mi collego a internet e cerco il numero del mio meccanico. Nel frattempo ho provato a riaccendere la macchina ma si riaccende anche la spia. Riesco a parlare con il mio meccanico (un angelo!) e mentre siamo li a ragionare mi dice di riaccendere la macchina e di leggere il messaggio ma (miracolo) la spia non si accende più.
Un pochino confortata riparto, la spia sta sempre al suo posto. Vorrei consolarmi con un gelato … niente da fare, non c'è parcheggio. La mia dieta esulta … io e Kyra un po' meno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.280
Quota arrivo (altezza massima): m 2.006 m 2.009 m 2.0010
Dislivello: m 1.120 circa
Tempo totale: 7 h 47 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 17 circa


martedì 26 maggio 2015

Monte Barro – m 922 – 24 Maggio 2015



Le parole di oggi:
Botanica: scienza che studia e classifica i vegetali

Perché questa parola? Perché il Barro, oltre ad avere un giardino botanico vero e proprio, ha un microclima molto particolare e tale per cui molte specie di fiori qui sono a casa loro. Anche specie che non si trovano nei monti intorno e cmq in quantità industriale.
E' una delle nostre gite domenicali mattutine, di solito non le metto ma è stata talmente bella, giornata limpida, ventilata e per nulla calda e, come dicevo sopra, fiori a gogo che ve la voglio consigliare in questa stagione.
Avendo poco tempo siamo saliti in macchina fino a dove, di domenica da maggio a ottobre, è vietato. Da li, l'anello che abbiamo percorso noi dura un paio d'ore, sosta caffè compresa.
I sentieri sono 1000, i cartelli non mancano per cui, anche se non vi metto le spiegazioni, il tracciato GPS e i dati (non avevo Gipsy con me) non vi potete perdere.
Una nota di colore: rientrando in macchina non è la prima volta che sbagliamo a quel maledetto incrocio … solo che sbagliare significa entrare nel tunnel del Barro e percorrerlo tutto (sono 3 km) per uscire a Bione e rientrare … solo che invece di rientrare nel tunnel abbiamo sbagliato ancora (parlando e ammirando il Barro) e siamo usciti a Pescarenico … beh, da bravi vecchietti abbiamo preso la strada vecchia che da li non sbagliamo ;)



heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Giuliano e Mario