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domenica 15 gennaio 2017

Monte Sodadura m 2.010 Traversata – 15 Gennaio 2017


Neve, neve, NEVE! Sia io che la Kyretta abbiamo voglia di calpestare neve ma da quello che so si deve andare molto lontano e io non ne ho voglia.
Inoltre è domenica. Io non mi muovo di domenica se posso ma questa volta è proprio il contrario: ho bisogno di muovermi proprio oggi. La meteo è perfino favorevole.
Mi alzo a fatica, voglio andare via presto e non importa se per fare questo giro posso alzarmi anche un'ora dopo. Vado a fare colazione al bar, me la merito, soprattutto oggi e poi via.
Il caffè lo bevo al Colle di Balisio dove Kyra (tanto per cambiare) riceve una marea di complimenti (cane aggressivo?) e con molta calma ci avviamo al parcheggio di Moggio. La neve non mi spaventa ma il ghiaccio si. Oltretutto quest'anno non ho nemmeno le gomme da neve. Invece il parcheggio è innevato, di ghiaccio non se ne parla. Kyra, appena scende dalla macchina, inizia a correre e rotolarsi nella neve … del parcheggio … ma non importa, è talmente felice che non le dico nulla.
Non fa particolarmente freddo, non ho guardato la temperatura al parcheggio ma poco sopra era -4.
Cambio scarpe, sistemazione dei bastoncini (e si, oggi si ricominciano ad usare!) e poi via.
Kyra sembra matta. Nonostante le si formino i ghiaccioli tra i cuscinetti e tra il pelo delle zampe e del muso lei adora la neve che, con mia enorme sorpresa, è soffice e asciutta! I ramponcini sono nello zaino e li rimarranno per tutto il giorno.
Incontro una comitiva che era al bar a bere il caffè. Mi supera e penso che non li invidio. Andare via cosi in tanti, io che poi sono lenta e poco allenata, dover sottostare alle leggi del più carismatico … no, ormai sono anni che vado da sola (ancora prima della Kyra), al massimo in due e le comitive non mi piacciono più.
Per essere domenica c'è poca gente, pensavo davvero di più. Però ho sottovalutato il freddo, soprattutto per le mani. Cambio i guanti ma il freddo è pungente. La punta delle dita sembra spezzarsi e ogni tanto cerco di scaldarle ma è dura. Adoro l'inverno!!!
Arrivate alla casona non ho la necessità di fermarmi. Strano. Di solito arrivo qui e devo mangiare ora invece non ho neanche bisogno di bere e si che non sono allenata.
Da qui in poi devo stare attenta perché io voglio fare il sentiero che porta sotto il Cazzaniga e so che non è segnato (ma perché non lo segnano?). Per fortuna vedo le peste e cosi deviamo.
Finalmente arriviamo al primo sole e mi fermo a bere. Le dita delle mani fanno malissimo, cosi imparo a non portare i guanti giusti, ma ferma qualche minuto al sole passa tutto.
E iniziano ad arrivare i cani. Non so quanti ne abbiamo incontrati oggi, tutti rigorosamente slegati. Kyra ha fatto amicizia, ha perfino giocato ed è stata bravissima!
L'ambiente è stupendo, in ogni stagione io amo questo sentiero.
Brutta sorpresa invece quando arrivo davanti al rifugio: i cani stanno fuori, e in effetti fuori ci sono Baloo e DJ che cercano in ogni modo di entrare per stare con i loro padroni. Se arriva qualcuno loro si fiondano alla porta per entrare … non ho parole, non c'era poi cosi tanta gente … che peccato perché il rifugetto è anche carino (Io pensavo fosse del CAI Lecco invece sul sito c'è scritto ANA Lecco).
Ho fatto un pochino di fatica sulla rampa finale ma devo dire che, nonostante tutto, mi sento in forma e allora decido che posso permettermi un Sodadura tristissimo per la poca neve. Vedo inoltre gente sull'altro versante per cui, con mio sommo piacere, scopro che la traversata è fattibile.
Qui la prima vera sosta. Banana e un pezzetto di dolce io, una crosticina di grana per Kyra, 4 chiacchiere con relative coccole e poi partiamo.
In cima ho un attimo di sconforto, le lacrime scorrono ma nessuno se ne accorge. mi ricompongo, non ho voglia di mangiare; Kyra, invece di bere la mia acqua, sgranocchia pezzetti di ghiaccio.
Al rifugio ho notato che la borraccia di Kyra era gelata, è nella tasca esterna dello zaino e nonostante la riponga nello zaino lato schiena non si è ancora sgelato il beccuccio … col piffero che erano solo -4°!
Scendiamo dopo esserci accertate che la roccia è pulita. Mi trovo li con una comitiva di 4 simpatici signori che ci aiutano: l'uomo del gruppo scende per primo, porta i bastoni e poi mi controlla per vedere se ho bisogno di aiuto con Kyra (meraviglioso marito della signora!) Quindi aiuta le altre donne e poi si continua la discesa.
Finalmente un po' di caldo e decido di fermarmi. Non ho nessuno a casa che mi aspetta, Per le 8 zampe basta che rientri per le 18 (ora di cena), la giornata è meravigliosa per cui me la voglio godere. Inoltre, dove la trovi una domenica senza folla ad Artavaggio?
Prima di iniziare la discesa vado al Sassi Castelli, unico rifugio dove i cani possono entrare, e mi mangio una splendida torta di grano saraceno (devo imparare a farla … mmmhhhh no, forse è meglio di no visto cosa è successo quando ho iniziato a fare panettoni e pandori e sono venuti … e buoni!!!)
Qui una cosetta ve la voglio raccontare. Sulla terrazza il cartello dice: cani al guinzaglio. Vabbeh, mettiamo il guinzaglio. Io sono seduta al tavolo e in quello di fronte al mio (gli altri tutti liberi … ) si mette una coppia a vestire i figlioli: un bimbo di 3 anni circa e due di una decina. Continuano ad avvicinarci a Kyra e lei, al guinzaglio, ringhia. Avviso le ragazze per piacere di stare lontane ma la più bella è con il piccolo. Questo si avvicina a Kyra correndo e le mette la mano sulla testa. Il papà li che guarda e non dice nulla. Io tengo ferma Kyra che giustamente ringhia e chiedo al papà di allontanare il bimbo. Niente, lui imperterrito. Quando ho visto la manina nella bocca di Kyra (lo so che non sarebbe successo nulla ma si sa che i bimbi piangono per niente e troppi genitori sono deficienti) ho urlato al padre di portarsi via il figlio visto che non ha la minima idea di come approcciarsi al cane. Questo manco mi rivolge la parola e con tutta la calma del mondo viene a riprendersi il pargolo. Ora, se succedono gli incidenti, non venitemi a dire che il cane è cattivo … non è colpa nemmeno del bimbo ma se i genitori sono, come detto prima, deficienti, non date la colpa al cane, grazie!
Scendiamo incontrando ancora cani e qualche persona e arriviamo alla macchina relativamente presto.
A casa Kyra si infila in cuccia. Ne esce per la pappa e poi rientra di filato acciambellata a dormire.
Ti sei stancata oggi amore?
Ma che dici mamma, stanca io??? Ronfffffffffffff



heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 867
Quota arrivo massima: m 2.032
Dislivello: m 1.217 circa
Tempo totale: 7 h 27 m compresa di tutto
Km percorsi: 12,7 circa
Percorso canabile: Si
Acqua sul percorso: si ma solo alla partenza e arrivati ad Artavaggio

giovedì 28 maggio 2015

Araralta m 2.006 Baciamorti m 2.009 Sodadura m 2.010 – 28 Maggio 2015


Le parole di oggi:
Dubbio: incerto, non sicuro

Ma se vuoi andare nella bergamasca vai dalla Culmine di San Pietro … e non volevi salire al Baciamorti?”
Eccolo li il mio mentore che l'indovina ancora una volta. Dopo non so più quanto tempo sono emozionata come una bambina: sarà per una meta nuova tutta sola soletta?
Per la strada in macchina sono tranquilla, ci sono le descrizioni di Diska e il mio Navigatore. Riesco lo stesso ad avere un dubbio e a prendere una strada sbagliata, ma roba di poco. Al parcheggio un sacco di macchine per essere giovedi e cosi ho l'opportunità di chiedere che differenza c'è tra i due sentieri: uno è al sole ed è più corto, l'altro nel bosco e più lungo.
Fa freddo, non è difficile decidere per quello al sole, lo prenderemo tutti quello al sole! Ormai è stagione giusta, un mesetto ed è estate e i fiori la fanno da padroni. Purtroppo la mia macchina fotografica, fedele compagna, è ancora in riparazione: dopo solo un anno ancora l'obiettivo da pulire … ma è norlame? Sentiamo cosa mi dicono alla Panasonic perchè io mi trovo veramente bene con questa macchina e anche se dovessi cambiarla vorrei mantenere le lenti Leika … ne ho già adocchiata una ma 'mazza se costa!
Ora sono con la mia vecchietta, ingombrante, la devo tenere al collo, faccio fatica a fare le foto, più che altro vado a “naso” perchè non ci vedo molto bene li dentro. Ma non importa. Oggi è imperativo cercare di rilassarmi, godermi la giornata con la mia Kyra a passeggiare per verdi prati, salire cime nuove e vedere posti conosciuti solo in parte. Periodo difficile e complicato, una bella gita in montagna è quello che ci vuole.
Arrivo al Gherardi con gli occhi pieni di verde e di fiori, una vera meraviglia! Mi fermo a guardarmi intorno, butto l'occhio dentro al locale invernale dove trovo anche il telefono di emergenza! Comodo! Dovrebbe essere messo in tutti i rifugi! Il locale invernale è un locale obbligatorio in ogni rifugio e deve essere considerato come di emergenza. Qui ci sono 1 letto a castello con 3 posti e un tavolo con un paio di sedie. L'essenziale ma almeno ti muovi; mi viene in mente lo schifo che ho trovato a Frasnedo …
Riparto. Idee poche e confuse nel senso che la cima nuova è il Baciamorti ma non mi dispiacerebbe salire anche il Sodadura da questa parte ma non ho guardato la cartina, appositamente. Una mini avventura insomma. Man mano che trovo i cartelli decido dove andare e cosi evito Artavaggio (sarà il sentiero di ritorno, e vado a destra. Al passo mi avvio al Baciamorti chiedendo a chi incontro quale monte è l'Araralta … non credevo ma nessuno sa assolutamente quale cima è! Lasciamo perdere la Kompass che si sa, non da quasi mai indicazioni corrette e procedo sulla facile ed erbosa cresta. Arrivo ad un ometto. Secondo me è questo e prendo il way point. Controllerò poi a casa.
In cima mi aspetta un venticello gelido, nuvole che si abbassano e i signori che ho incontrato all'inizio; per fortuna loro sanno qual'è l'Araralta ed era quello che pensavo, meno male, povera cimetta cosi bistrattata!
Mi fermo poco, il tempo di mangiare un panino perchè il freddo è notevole. Mentre sta arrivando una bella comitiva di giovanotti io ritorno per la cresta fino al passo. Che faccio? La meteo sembra incerta ma non dovrebbe piovere. A volte mi chiedo perchè faccio questi dialoghi con me stessa, sarebbe ora di smetterla perchè tanto lo sai cosa farai.
Decido però di non andare al Cazzaniga e di salire al Sodadura da questa parte. L'ho salito una sola volta questo versante, anni fa. In cima nessuno. Ogni tanto il sole esce e ci riscalda. Kyra mi sembra accaldata, non sono ancora poi tanto sicura che la scelta di non tagliarle il pelo sia quella giusta. Non beve tantissimo ma ogni volta che incontra l'acqua o che gliela offro beve. E poi cammina sempre con la lingua fuori, come se avesse caldo, appunto. Secondo me ha caldo.
Altro dialogo con me stessa. Guardo la cartina, inutilmente, perchè tanto ho già deciso. Scendo dal versante verso l'albergo degli sciatori e poi via, il lungo ma splendido traverso che mi riporta al Gherardi.
Con la scusa del venticello gelido non mi sono mai fermata molto e ora sembra uscito un caldo sole: sostona! Mangio l'ultimo panino, sfamo anche Kyra, entrambe beviamo e poi, io sulla panca e lei sotto la panca, ci sdraiamo a riposare.
Kyra è davvero un cane da guardia, come la sento muoversi, borbottare apro gli occhi, ho capito che sta arrivando qualcuo; poi parte abbaiando e allora mi sollevo, metto gli occhiali, la richiamo. E' un signore che ho visto già sulla cima del Baciamorti. Chiacchieriamo piacevolmente, è di Brescia, solita celocelomanca e vedo che alla fine saliamo cime simili come difficoltà.
Nonostante si stia benone è ora di rientrare, ci salutiamo e ognuno per conto proprio si torna alla macchina.
Rientro.
Sono sulla strada che da Ballabio porta a Lecco, chi la conosce sa che è bastarda, c'è solo una possibilità di fermarsi, ci sono parecchie gallerie e la strada è in forte discesa. Se ti si rompe la macchina li è un vero guaio. E a me si accende una bruttissima spia rossa …. PANICO !!!!
Che faccio???? Rallento, si deve essere surriscaldato qualcosa, penso, ma come faccio a femrarmi? Prima dell'ultima galleria c'è un piccolo spiazzo dedicato ad un cancello (chissà chi ci abita poi li … ) mi fermo e chiamo il mio mentore. Non risponde. Ca@@o … e ora? Santo smartphone, mi collego a internet e cerco il numero del mio meccanico. Nel frattempo ho provato a riaccendere la macchina ma si riaccende anche la spia. Riesco a parlare con il mio meccanico (un angelo!) e mentre siamo li a ragionare mi dice di riaccendere la macchina e di leggere il messaggio ma (miracolo) la spia non si accende più.
Un pochino confortata riparto, la spia sta sempre al suo posto. Vorrei consolarmi con un gelato … niente da fare, non c'è parcheggio. La mia dieta esulta … io e Kyra un po' meno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.280
Quota arrivo (altezza massima): m 2.006 m 2.009 m 2.0010
Dislivello: m 1.120 circa
Tempo totale: 7 h 47 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 17 circa


sabato 22 novembre 2014

Monte Sodadura – 2.010 m – 23 Novembre 2014


Torno a scrivere qualcosina di montagna, non perchè mi sia tornata la vena o perchè abbia fatto qualcosa di nuovo ma perchè spero che Silvia e Alfredo vengano a leggere e trovino qui i ringraziamenti!
Incontrati per la seconda volta (la prima eravamo alla cresta della giumenta) li vediamo al parcheggio e poi in cima. Chiacchiere a non finire la loro hanno fatto il giro al contrario rispetto a noi.
Li ribecchiamo in discesa e allora giù con loro. Rigorosamente divisi maschietti e femminucce, le due omonime si sono raccontate un bel pezzo di vita trovandosi in piena sintonia.
Grazie ragazzi! Vabbeh …. grazie anche ad Antonello ;)


heliSLaLenta & Kyra con Antonello, Silvia e Alfredo

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 860
Quota arrivo: m 2,010
Dislivello: m 1.160 circa
Tempo totale: 8 h compreso di soste
Km percorsi: 14 circa


giovedì 12 giugno 2014

Sodadura m 2.010 - Piani di Artavaggio m 1.644 - 12 Giugno 2014

Le foto


Riunione con gli amici: dove vado? Non troppo lontano (neve e costo la fanno da padroni) ma neanche dietro casa che è troppo basso.
Ormai qui ho visto tutto, è per forza una replica. Ci sono tanti posti che mi piacciono molto e Artavaggio è uno di quelli. L'ho saltato in inverno e allora ci andiamo adesso.
Che vi devo dire, da Moggio, salendo verso il Cazzaniga, sembra di stare in paradiso. Ho poi preso il sentiero che porta prima agli Stradini (franati dopo questo inverno cosi caldo come molti altri sentieri) e poi alla casera, quindi all'imbocco della Cima di Piazzo con il Sodadura. Cimetta, traversata … e qui Kyra mi ha fatto morire dal ridere. Avete presente il salto roccioso? Bene, scendo faccia a monte con Kyra che mi guarda. Mi fermo gambe allargate: “Ce la fai tata?” Lei mi guarda …. poi si infila in mezzo alle mie gambe e scende ….. “Sei ancora li mamma????”
E' un mito! Ha pure imparato che se parte di corsa al fischio della marmotta e parte contemporaneamente il “NO”, lei torna subito …. sono strafelice!
Purtroppo la giornata è stata rovinata da una quindicina di moto da cross che scorrazzavano non solo sulla strada ma anche sui prati … e non si potrebbe. Chi ha provato a protestare si è trovato le gomme bucate per cui tocca a noi, se tutti facciamo un esposto al comune …. se siamo davvero in tanti e continuiamo a farlo, non possono ignorarci!
Intanto arrivano i tuoni e Kyra inizia a innervosirsi cosi mi dirigo verso il Sassi Castelli per uno splendido caffè accompagnate da chiacchiere. Davvero gentilissimo il gestore! Kyra e la cagnolina del rifugio invece non si sono piaciute molto, ma dopo essersi reciprocamente chiarite le idee, si sono messe a 3-4 mdi distanza l'una dall'altra, straiate, con il muso rivolto dall'altra parte e si sono cortesemente ignorate ….. grande Kyra! Stai davvero imparando!!!
Finito il piccolo temporale scendiamo. Ricordo una discesa lunga e noiosa e invece non è stato cosi; caldo si, ma alla fine molto più corta del previsto.
Sentiamo altri tuoni ma Kyra, ricordandosi che all'inizio le ho promesso il pediluvio al fiume vicino alla macchina, si dirige li, da sola … tata ♥ ! Pediluvio entrambe, poi macchina, casa.
Giornata semplicemente meravigliosa, genziane, genzianelle, ellebori, crocus e soldanelle tutti li insieme … primavera ed estate fuse in unica stagione … mah ….


heliSLaLenta & Kyra

Quota partenza: m 874 secondo Gipsy
Quota arrivo: punto massimo m 2.010
Dislivello secondo Gipsy: m 1.200 circa
Tempo totale: 7 h 26 m
Km percorsi secondo Gipsy: 15,2 circa

sabato 12 gennaio 2013

Monte Sodadura – m 2.010 e Cima di Piazzo – m 2.057 – 12 Gennaio 2013





Regione: Mondo »  Italia » Lombardia
Data della gita:12 gennaio 2013
Difficoltà escursionismo: T3 - Escursione di montagna impegnativa
Waypoints:
Tempo: 7:30
Salita: 1380 m
Discesa: 1380 m
Accesso alla località di partenza:Valsassina, seguire le indicazioni per Moggio e per la funivia che porta ai Piani di Artavaggio. Superato il piazzale della funivia, sull'ampio tornante si trova, a sinistra, l'ampio parcheggio da cui parte il sentiero.
Possibilità di alloggio:Rifugi: Cazzaniga, Nicola, Sassi Castelli






Non è ancora tempo di grandi avventure, di gite fatte di corsa e di macinare metri e chilometri per cui, quando Ritata mi propone il Sodadura accetto con entusiasmo. Oltretutto ad Artavaggio è già qualche giorno che penso di salire per cui propongo il giro che a me piace tanto, anche questo subito accettato.
Rita ed Ermanno conoscono poco la zona per cui si fidano di me. Procediamo con calma, stando attenti al ghiaccio, fino alla strada. Poi entriamo in quella valle che per me è la più bella della zona. Procediamo in neve portante spettacolare e Rita rimane ammaliata dalla Cima di Piazzo.
Lascio scegliere a loro: o fare l’anello dal Sodadura, scendendo dall’altro versante della cresta e quindi portarsi verso il Sassi Castelli per il sentiero di discesa, oppure tornare sui nostri passi e salire anche la Cima di Piazzo.
All’inizio della cresta del Sodadura ci ramponiano e percorriamo la cresta che per adesso è in ottime condizioni. Per la discesa consiglio vivamente i ramponi … poi ognuno (come i 3 che abbiamo visto scendere) è libero di fare quello che vuole.
La giornata è fantastica, dalla cima i panorami sono eccezionali e i ragazzi sono felicissimi!
Scelgono la seconda cima per cui scendiamo da dove siamo saliti e li convinco a fare la cresta.
Strafelici in cima, dopo la foto di rito, scendiamo dal sentiero laterale per fare un salto allo splendido Rifugio Cazzaniga.
Ora ci aspetta la discesa, a volte infida (togliamo i ramponi all’ex rifugio Casari) ma soprattutto lunga.
Arriviamo alla macchina e la parte più difficile della giornata è raggiungerla, visto la pista di pattinaggio che è il parcheggio stesso.
Che dire … una gita che non ha sorprese, un posto dove sei sicuro che fai bella figura se porti gli amici, una perfetta sintonia di cammino e di animo. Una giornata meravigliosa contorna il tutto.
Unica nota triste è che mi manca Nano … lo so che non sarebbe venuto a fare questa gita, ma a me manca lo stesso … la riabilitazione procede ma sarà ancora tanto lunga … cmq, nel mio zaino ho portato con me Arty, nella mia testolina c’era con me Giuliano!
Grazie ragazzi, alla prossima!


Oggi ho avuto il piacere di camminare con Rita, Ermanno e Arty


heliSLaLenta


Quota partenza: m 850
Quota arrivo: m 2.010 – 2.057
Dislivello secondo Gipsy: m 1.380 circa
Tempo totale: 7 h 30 m
Km percorsi secondo Gipsy: 13,8 circa

lunedì 30 maggio 2011

Sodadura – m 2.010 da Culmine San Pietro – 30 Maggio 2011


Giornata fantastica! Sole, venticello, tantissimi fiori, solitudine e incontri: ingredienti che mischiati insieme fanno di una escursione iniziata cosi cosi una giornata eccezionale.
Salendo ho incontrato (e conosciuto) un fotografo naturalista piuttosto noto. 4 chiacchiere, un aiuto per fare delle foto che con l'autoscatto sarebbero state complicate, e poi ognuno per la sua strada.
Per salire scelgo il percorso alto. A dire il vero non mi sono neanche accorta di essere passata dallo Zucco di Maesimo ma quando ho visto l'area di sosta ho capito che dovevo averlo già passato.
Il percorso è ben segnalato tranne in un punto (dove ho visto pure un capriolo!) ma guardandosi un attimo intorno si ritrova ben presto il sentiero.
Arrivati alla Casera Maesimo, purtroppo si scende sulla strada che si segue fino ad Artavaggio.
Qui volevo salire la cresta che avevo lumato d'inverno, ma l'attacco non è cosi visibile allora ho proseguito per il sentiero che porta al Rifugio Gherardi fino all'Alpeggio e da qui ho tirato su in cresta dove mi ricordavo avrei dovuto incontrare il sentiero per salire in cima.
In vetta mi aspettano 2 bergamaschi che anche loro non hanno trovato l'imbocco della cresta.
Mangio, metto le mie bandierine in ricordo di Floriano e poi vado a vedere la cresta.
Carina, con solo un passaggino ma non più di un I grado.
Ritorno ad Artavaggio, lunghissima la strada per arrivare all'area di sosta di Maesimo dove mi fermo a meditare e a godere di questa splendida giornata.
Decido di rientrare e torno sui miei passi per prendere il sentiero basso.
A metterci d'accordo non ci saremo incontrati ma proprio al bivio arriva il fotografo. Con gran piacere ci salutiamo e chiacchierando scendiamo insieme.
All'altezza di un cascinale incontriamo 2 ragazze con 3 cani che si sono perse: ci pensiamo noi!
He he he … effettivamente li il sentiero non è ben visibile, ma con l'occhio allenato di Mauro (il fotografo) scendiamo un po' per bricchi fino a rincontrare il sentiero.
A conti fatti secondo me non è più corto di quello alto e mi sembra anche meno bello, ma le chiacchiere scambiate tra canini e umani ci hanno rallegrato la discesa.
Grazie Mauro, Grazie ragazze e bauuuuuuuu ai 3 splendidi cani!
Giornata davvero bella, panorami splendidi, ottime chiacchiere.
Quota partenza: m 1.300
Quota arrivo: m 2.010
Dislivello secondo Gipsy: m 1.180
Tempo totale, comprese le soste: 8 h
Km percorsi: 19 km
heliSLaLenta

sabato 27 febbraio 2010

Monte Sodadura m 2.010– 27 Febbraio 2010

Ehm … si, lo so, non dovevo.
All’inizio è nata come passeggiata turistica ai Piani di Artavaggio. L’idea nasce per 2 motivi:
1 – quando sono andata ai Piani del Tivano continuavo a dire Artavaggio
2 – l’altro giorno ho incontrato un’amica che mi ha parlato della sua ciaspolata verso il Sodadura.
E allora ecco l’idea: vado su, nonostante tutte le mie idee, con la funivia. Purtroppo in questo periodo il ginocchio non mi permette altro. Voglio vedere come hanno sistemato la stagione invernale lassù. Più volte ne ho parlato con i gestori nel Nicola che aspettavano come la manna dal cielo questa riapertura e devo dire che da quello che ho visto e da quello che mi ha raccontato la mia amica dell’esperienza domenicale, la gente c’è ed i gestori devono essere MOLTO soddisfatti.
Non hanno deturpato il paesaggio creando altri impianti di risalita, ma solo dei tapis roulant che portano a delle pistine molto dolci.
Ecco perché quando il “bauscia” romano cerca, spintonandomi, di passarmi avanti per prendere prima di me la funivia mi viene da ridere. Ma cosa credi di trovare lassù? Manco Sci-Alpinismo fai!
Cmq, la coda è tanta. Devo prendere la seconda corsa. Ci sono un sacco di famiglie con bimbi davvero piccoli e questo mi piace molto. I discesisti sono pochi. Moltissimi bob.
Arrivo.
Nonostante la ressa della partenza non faccio coda ai bagni e poi mi incammino. Intanto la gente si è distribuita e non c’è ressa. Ci sono diverse piste ma mi danno più l’idea di essere li per i bimbi, bob compresi.
Ci sono anche dei percorsi per ciaspolatori … che tristezza :( Strade battute dalle motoslitte. Che mi servono le ciaspole? Eppure la maggior parte le aveva ai piedi.
L’idea è quella di fare il giro dei rifugi che qui è piuttosto corposo.
Il Sodadura è li che mi guarda, questa bellissima piramide con la sua cresta.
Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di salirci :)
Vado piano. Mi sorpassano in molti. C’è perfino una comitiva di militari, alcuni con le classiche mimetiche, altri con la mimetica invernale (quella bianca) e sono carichi come muli: chissà dove andranno!
Salgo. Non avendo fatto la salita a piedi da Moggio il rifugio Nicola lo raggiungo abbastanza presto.
Pieno di gente. Bene, ora il Cazzaniga e li mi fermo.
Solo che per andare al Cazzaniga la strada non è più cosi ben battuta. Penso al ginocchio che affonda nella neve (le ciaspole le ha sempre il mio amico) per cui desisto. Prendo la traccia che va verso il Sodadura per andare a vedere la parte Bergamasca.
E vedo la cresta.
E li inizia a farsi strada la pazzia.
Lo so che c’è un pezzetto piuttosto ripido. Si, i ramponcini li ho, ma il ginocchio … no no, non salgo.
E procedo. La strada finisce ed inizia la classica traccia da escursionismo invernale. La prendo. Ora c’è il pezzetto in piano e si sprofonda. Prendo le tracce quando le vedo ma un paio di volte sono andata giù io. Cavolo …. Il mio ginocchio!
Ma proseguo.
No … no, arrivo li e mi fermo. Passano un paio di escursionisti ma mi sembrano abbiano il muso. Il terzo è un ragazzo con le ciaspole molto allegro. Mi fermo a ciacolare. Ma si che si va. No, non si affonda più. Il pezzo ripido lo fai tranquillamente senza ramponi, la neve oggi è meravigliosa.
Come fare a rinunciare? Al solito penso che provo, se non me la sento, rientro.
Vedo il pezzo ripido. Usti! E’ davvero ripido. Ma è anche molto corto.
Scende un altro signore, con i ramponi. Chiedo anche a lui se i ramponi servono. Domanda scema penserete voi, se lui li ha su … E invece mi risponde che no, non servono. Solo quel pezzetto ripido stai attenta che rischi di scivolare giù. Ma sono pochi passi e poi sei in cresta.
Ok, grazie!
Anche se non capisco come posso scivolare giù. C’è una traccia profonda mezzo metro e non è nemmeno tanto traverso. Mah, forse il tipo soffre di vertigini.
Salgo.
Mi domando come farò a scendere e mi volto. Ma si, la neve è ottima e si scende. Cerco di salvare la gamba malata e salgo piano piano. Passato il pezzo ripido la cresta è bellissima, purtroppo molto corta. In vetta non c’è nessuno, la croce e la madonnina semisepolte nella neve. Riesco a fare un autoscatto, bevo un sorso (da notare che non ho mangiato né bevuto nulla … lo so che la gita è breve, ma gli insegnamenti devono aver fatto radici!) e poi scendo. Vedo 2 signori li, prima del pezzo ripido fermi. Come mai? mi chiedo. Ma sono troppo occupata a pensare alla mia discesa.
Arriva il pezzo critico e pian piano scendo. Benissimo! La neve è davvero ottima e i passi corti che ho fatto in salita hanno lasciato una bellissima traccia per la discesa.
Arrivo ai 2 signori e vedo che stanno mettendo i ramponi.
Ma è possibile che sia l’unica incosciente a non averli messi?
Mah … secondo me oggi proprio non erano necessari, anzi, rischiavi lo zoccolo e allora si che scivolavi ben bene.
Cmq scendo. Arrivo al rifugio e la ressa ora è davvero tanta. Pianissimo mi avvio verso la funivia.
Trovo il ragazzo con i ramponi che mi riconosce: allora, com’è andata? Benissimo! Bene, io torno su :) Era li con degli amici e probabilmente li accompagna in vetta.
Scendo.
Sempre piano.
Ora ho un po’ di sensi di colpa per il mio ginocchietto e scendo mooooolto piano.
Arrivati all’altezza della chiesetta mi sento chiamare: ehi, com’è andata? Era l’altro ragazzo. Cavolo … ma mi riconoscono tutti!!! Mi fermo a fare quattro chiacchiere con lui e la ragazza che ora l’accompagna e poi verso la funivia.
Inutile star qui, ora le gente è tanta, il cielo si è velato quindi tanto vale tornare a casa. Qui non riesco a riposare, mi muoverei in continuazione.
E allora funivia, macchina, casa, doccia … riposo :)

Solo una piccola considerazione: ci sono 2 piccolissimi anelli per il fondo. È un pianoro che ci prestava benissimo. Ci sarebbe stata una pista fantastica, perché invece puntare ancora sul quel poco di discesa che potevano fare? Non era meglio pensare oltre alle famiglie e alle “passeggiate” un po’ di più al fondo? Peccato … davvero un peccato …


Quota partenza: m 1.600
Quota arrivo: m 2.010
Dislivello, secondo il mio altimetro: m 430
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: 3 ore e mezza con il mio passo da convalescente