lunedì 1 giugno 2015

Rifugio Grassi m 1.987 da Foppabona – 1 Giugno 2015


Le parole di oggi:
Presa per i fondelli.

“No ... davvero .... lo apprezzo .... ma se tu mi chiami alle 18:30 del venerdì sera dicendomi che mi hai fatto la fotocamera prima del previsto (mercoledì 3 giugno) come ti avevo chiesto ... e poi mi dici che chiudi alle 19, sabato chiuso, lunedì chiuso, martedì chiuso ... perché mi sento un po' presa per i fondelli? “

E cosi, ancora senza macchina fotografica, decido di portare a termine un progetto che ha una lunga storia.
Una gita che non so bene come diavolo abbia fatto ad arrivare all'ape di Foppabona, una dove non ho beccato il sentiero e questa.
Stavolta sono preparatissima: con le spiegazioni di Diska non si può sbagliare! E in effetti non sbaglierò.
La macchina fotografica di riserva questa volta la metto nello zaino, l'altra volta mi ha dato troppo fastidio portarla al collo e cosi, vista la tremenda umidità, oggi rimarrà nello zaino per cui, le poche foto fatte, sono con il cellulare: abbiate pietà!
Sui sentieri di oggi nessuno, ma proprio nessuno nessuno, solo io e la mia tata. Inutile, quante volte l'ho detto? Che compagnia il cane … se ti fermi si ferma, se hai un dubbio va avanti a perlustrare per te e se ti chini ti arriva sempre e comunque una leccatina :D
Come ho detto l'umidità è pazzesca ma il sentiero è davvero molto bello. Sempre nel bosco per almeno la metà, poi, visto che è tutto a sud, sarebbe al sole per cui Sconsigliatissimo d'estate.
Essere soli vuol dire far andare la mente, e i pensieri volano via con i miei passi. Una sosta piccola piccola fino a poco prima dell'Alpe. Oggi le gambe non ci sono, ieri sera, ancora una volta, non ho mangiato giusto per cui ora sono vuota e tra il caldo e il sudore mettere un piede davanti all'altro sta diventando un problema: sosta panino. Con un po' di energia in corpo affronto il pezzo dove non c'è sentiero ma in compenso vedo delle caprette che mi adocchiano dall'alto … speriamo non le veda Kyraaaaaaaaaaaaaa.
Vana speranza … le vede … e parte. E' bravissima, le raggruppa tutte … e me le porta!
40 – 50 capre che ti corrono incontro incalzate dal cane devo ammettere che non è simpatico. Mi sposto dal sentiero e cerco di non farmi travolgere mentre cerco di spiegare a Kyra che le capre non sono nostre. Stranamente mi da retta, le capre ci lasciano passare salvo poi tornare indietro verso di noi e Kyra ancora le rincorre se non che un becco tanto d'accordo non è, e con un paio di cornate mette la mia tata al suo posto :D Kyra capisce l'antifona e le lascia in pace e poi siamo ormai approdate sul pianoro di Fobbabona, ora c'è altro a cui pensare!
Salgo al passo, sono di nuovo stremata, la meteo continua a non essere un gran che per cui abbandono il progetto di salire allo Zucco di Cam e vado verso il rifugio.
Ci sono dei saliscendi e io sono di nuovo alla frutta. Mi fermo e ravano nello zaino tirando fuori un pacchetto di barrette di sesamo: ma perché le ho comprate se non mi piacciono? Ma siccome non si butta via niente mangio quelle e cosi spero proprio di aver chiuso con il sesamo. Devo ammettere che se non fanno proprio schifo di certo buone non sono ma pazienza.
Riprendiamo il cammino, ora ci sono le marmotte e Kyra non se le lascia scappare, una quasi la prende, è arrivata a mezzo metro da lei!
Purtroppo ci sono anche un sacco di anemoni e io non ho la macchina fotografica … maledetto riparatore!
Al rifugio mi prende un po' di sconforto, non c'è nessuno, solo un ragazzo … mi spiace per Anna e Amos, loro ci mettono davvero un grande amore e sopratutto tanto amore per la natura e i cibi naturali.
Non entro, ho lasciato il portafoglio in macchina e mi scoccia entrare e non prendere neanche un pezzetto di torta.
Nel frattempo è arrivata una ragazza con cui mi metto a parlare: piccolo il mondo, è di Castelmarte!
Lei entra e io decido di scendere anche perché ho notato una quantità discreta di vetri sparsi sulla terrazza del rifugio e sono un po' preoccupata per Kyra. Passando per il Camisolo mi sono resa conto che ci sono dei pezzi di cemento con assemblati dei vetri ... come mai? Non può essere pericoloso per cani (e animali in genere) e bimbi? Lo chiederò direttamente a loro, avranno anche un motivo e io forse sono troppo apprensiva ma dopo un fermo forzato per polpastrello tagliato non voglio rischiare.
Di la la meteo non migliora. In compenso peggiora di brutto il sentiero; abituata a farlo con la neve non ricordavo il fondo cosi bastardo. In compenso arrivo al Pio X in brevissimo tempo.
Le barrette di sesamo mi hanno lasciato un bel mal di stomaco e la testa inizia a darmi fastidio … no, non voglio vomitare … ecchecavolo!
Mi siedo, bevo, mi coccolo e mi faccio coccolare da Kyra fino a che non va meglio poi riprendiamo la discesa. Meno male che ora il sentiero migliora e anche qui una bella sorpresa: me lo ricordavo più lungo!
In vista del Tavecchia inizia a piovere, tiro fuori l'ombrello e penso a Kyra: per lei non ho nemmeno un cappottino .. ma cana sei, non dovresti avere troppi problemi, vero?
Falso allarme, poco dopo smette ma io ormai ho deciso di scendere dalla strada. Sempre immersa nei miei pensieri.
Arrivate all'acqua di San Carlo il mio stomaco si sente meglio e decido di mangiare il secondo panino. Ora sta uscendo il sole e il caldo è potente. Mannaggia … inizia l'estate se se da una parte ne sono contenta dall'altra sto già in ansia per il caldo.
Pensieri tristi ma sento che Paola, la ragazza di Castelmarte, mi sta raggiungendo. Per fortuna, cosi continuiamo insieme e la parte noiosa della strada passa senza neanche rendercene conto.
Andare in giro da soli vuol dire anche questo, mettersi a chiacchierare e conoscere gente nuova, cosa che mi piace un sacco!
Un caro saluto arrivati alla macchina. Mi cambio, guardo Kyra: che dici, ce lo siamo meritate un bel gelato?

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 660
Quota arrivo (altezza massima): m 2.017
Dislivello: m 1.480 circa
Tempo totale: 7 h 49 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 18.8 circa

giovedì 28 maggio 2015

Araralta m 2.006 Baciamorti m 2.009 Sodadura m 2.010 – 28 Maggio 2015


Le parole di oggi:
Dubbio: incerto, non sicuro

“Ma se vuoi andare nella bergamasca vai dalla Culmine di San Pietro … e non volevi salire al Baciamorti?”
Eccolo li il mio mentore che l'indovina ancora una volta. Dopo non so più quanto tempo sono emozionata come una bambina: sarà per una meta nuova tutta sola soletta?
Per la strada in macchina sono tranquilla, ci sono le descrizioni di Diska e il mio Navigatore. Riesco lo stesso ad avere un dubbio e a prendere una strada sbagliata, ma roba di poco. Al parcheggio un sacco di macchine per essere giovedi e cosi ho l'opportunità di chiedere che differenza c'è tra i due sentieri: uno è al sole ed è più corto, l'altro nel bosco e più lungo.
Fa freddo, non è difficile decidere per quello al sole, lo prenderemo tutti quello al sole! Ormai è stagione giusta, un mesetto ed è estate e i fiori la fanno da padroni. Purtroppo la mia macchina fotografica, fedele compagna, è ancora in riparazione: dopo solo un anno ancora l'obiettivo da pulire … ma è norlame? Sentiamo cosa mi dicono alla Panasonic perchè io mi trovo veramente bene con questa macchina e anche se dovessi cambiarla vorrei mantenere le lenti Leika … ne ho già adocchiata una ma 'mazza se costa!
Ora sono con la mia vecchietta, ingombrante, la devo tenere al collo, faccio fatica a fare le foto, più che altro vado a “naso” perchè non ci vedo molto bene li dentro. Ma non importa. Oggi è imperativo cercare di rilassarmi, godermi la giornata con la mia Kyra a passeggiare per verdi prati, salire cime nuove e vedere posti conosciuti solo in parte. Periodo difficile e complicato, una bella gita in montagna è quello che ci vuole.
Arrivo al Gherardi con gli occhi pieni di verde e di fiori, una vera meraviglia! Mi fermo a guardarmi intorno, butto l'occhio dentro al locale invernale dove trovo anche il telefono di emergenza! Comodo! Dovrebbe essere messo in tutti i rifugi! Il locale invernale è un locale obbligatorio in ogni rifugio e deve essere considerato come di emergenza. Qui ci sono 1 letto a castello con 3 posti e un tavolo con un paio di sedie. L'essenziale ma almeno ti muovi; mi viene in mente lo schifo che ho trovato a Frasnedo …
Riparto. Idee poche e confuse nel senso che la cima nuova è il Baciamorti ma non mi dispiacerebbe salire anche il Sodadura da questa parte ma non ho guardato la cartina, appositamente. Una mini avventura insomma. Man mano che trovo i cartelli decido dove andare e cosi evito Artavaggio (sarà il sentiero di ritorno, e vado a destra. Al passo mi avvio al Baciamorti chiedendo a chi incontro quale monte è l'Araralta … non credevo ma nessuno sa assolutamente quale cima è! Lasciamo perdere la Kompass che si sa, non da quasi mai indicazioni corrette e procedo sulla facile ed erbosa cresta. Arrivo ad un ometto. Secondo me è questo e prendo il way point. Controllerò poi a casa.
In cima mi aspetta un venticello gelido, nuvole che si abbassano e i signori che ho incontrato all'inizio; per fortuna loro sanno qual'è l'Araralta ed era quello che pensavo, meno male, povera cimetta cosi bistrattata!
Mi fermo poco, il tempo di mangiare un panino perchè il freddo è notevole. Mentre sta arrivando una bella comitiva di giovanotti io ritorno per la cresta fino al passo. Che faccio? La meteo sembra incerta ma non dovrebbe piovere. A volte mi chiedo perchè faccio questi dialoghi con me stessa, sarebbe ora di smetterla perchè tanto lo sai cosa farai.
Decido però di non andare al Cazzaniga e di salire al Sodadura da questa parte. L'ho salito una sola volta questo versante, anni fa. In cima nessuno. Ogni tanto il sole esce e ci riscalda. Kyra mi sembra accaldata, non sono ancora poi tanto sicura che la scelta di non tagliarle il pelo sia quella giusta. Non beve tantissimo ma ogni volta che incontra l'acqua o che gliela offro beve. E poi cammina sempre con la lingua fuori, come se avesse caldo, appunto. Secondo me ha caldo.
Altro dialogo con me stessa. Guardo la cartina, inutilmente, perchè tanto ho già deciso. Scendo dal versante verso l'albergo degli sciatori e poi via, il lungo ma splendido traverso che mi riporta al Gherardi.
Con la scusa del venticello gelido non mi sono mai fermata molto e ora sembra uscito un caldo sole: sostona! Mangio l'ultimo panino, sfamo anche Kyra, entrambe beviamo e poi, io sulla panca e lei sotto la panca, ci sdraiamo a riposare.
Kyra è davvero un cane da guardia, come la sento muoversi, borbottare apro gli occhi, ho capito che sta arrivando qualcuo; poi parte abbaiando e allora mi sollevo, metto gli occhiali, la richiamo. E' un signore che ho visto già sulla cima del Baciamorti. Chiacchieriamo piacevolmente, è di Brescia, solita celocelomanca e vedo che alla fine saliamo cime simili come difficoltà.
Nonostante si stia benone è ora di rientrare, ci salutiamo e ognuno per conto proprio si torna alla macchina.
Rientro.
Sono sulla strada che da Ballabio porta a Lecco, chi la conosce sa che è bastarda, c'è solo una possibilità di fermarsi, ci sono parecchie gallerie e la strada è in forte discesa. Se ti si rompe la macchina li è un vero guaio. E a me si accende una bruttissima spia rossa …. PANICO !!!!
Che faccio???? Rallento, si deve essere surriscaldato qualcosa, penso, ma come faccio a femrarmi? Prima dell'ultima galleria c'è un piccolo spiazzo dedicato ad un cancello (chissà chi ci abita poi li … ) mi fermo e chiamo il mio mentore. Non risponde. Ca@@o … e ora? Santo smartphone, mi collego a internet e cerco il numero del mio meccanico. Nel frattempo ho provato a riaccendere la macchina ma si riaccende anche la spia. Riesco a parlare con il mio meccanico (un angelo!) e mentre siamo li a ragionare mi dice di riaccendere la macchina e di leggere il messaggio ma (miracolo) la spia non si accende più.
Un pochino confortata riparto, la spia sta sempre al suo posto. Vorrei consolarmi con un gelato … niente da fare, non c'è parcheggio. La mia dieta esulta … io e Kyra un po' meno.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.280
Quota arrivo (altezza massima): m 2.006 m 2.009 m 2.0010
Dislivello: m 1.120 circa
Tempo totale: 7 h 47 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 17 circa


martedì 26 maggio 2015

Monte Barro – m 922 – 24 Maggio 2015



Le parole di oggi:
Botanica: scienza che studia e classifica i vegetali

Perché questa parola? Perché il Barro, oltre ad avere un giardino botanico vero e proprio, ha un microclima molto particolare e tale per cui molte specie di fiori qui sono a casa loro. Anche specie che non si trovano nei monti intorno e cmq in quantità industriale.
E' una delle nostre gite domenicali mattutine, di solito non le metto ma è stata talmente bella, giornata limpida, ventilata e per nulla calda e, come dicevo sopra, fiori a gogo che ve la voglio consigliare in questa stagione.
Avendo poco tempo siamo saliti in macchina fino a dove, di domenica da maggio a ottobre, è vietato. Da li, l'anello che abbiamo percorso noi dura un paio d'ore, sosta caffè compresa.
I sentieri sono 1000, i cartelli non mancano per cui, anche se non vi metto le spiegazioni, il tracciato GPS e i dati (non avevo Gipsy con me) non vi potete perdere.
Una nota di colore: rientrando in macchina non è la prima volta che sbagliamo a quel maledetto incrocio … solo che sbagliare significa entrare nel tunnel del Barro e percorrerlo tutto (sono 3 km) per uscire a Bione e rientrare … solo che invece di rientrare nel tunnel abbiamo sbagliato ancora (parlando e ammirando il Barro) e siamo usciti a Pescarenico … beh, da bravi vecchietti abbiamo preso la strada vecchia che da li non sbagliamo ;)



heliSLaLenta & Kyra sono state accompagnate da Giuliano e Mario

giovedì 7 maggio 2015

Lago di Sasso – m 1.920 – 7 Maggio 2015


Le parole di oggi:
Discriminazione: applicazione di provvedimenti restrittivi nei confronti di gruppi etnici diversi dal gruppo dominante.
Chi mi segue sul libro delle facce sa di cosa parlo

Non posso stare a casa oggi ma voglia di muovermi zero. Che novità, vero?
Cmq zaino pronto, direzione Val Biandino. E oggi provo la teoria della colazione corposa: 2 fette di pane casereccio (integrale di segale) con un barattolino monodose di marmellata di fragole (fatta me me 3 anni fa … chi lo dice che la marmellata scade?) E poi brioches integrale con caffè e Introbio e si parte. Beh, fino al Tavecchia non ho avuto bisogno di banane o altro, una tirata unica senza sentire la fame … cavolo se vuol dire fare bene la prima colazione!
Ma a parte questo, salgo con un malumore infinito causa appunto la “parole di oggi”. Arrivo al terzo ponte e trovo il sentiero chiuso. Splendido, penso amareggiata, ma appena passato il ponte c'è la deviazione per evitare la strada e presto mi ricongiungo al sentiero.
Saliamo in silenzio, ormai non ho più neanche bisogno di richiamare Kyra, è diventata bravissima! Non incontriamo nessuno. Fontana di San Carlo dove ci fermiamo a bere. Primo agriturismo dove devo legare Kyra (ci sono animali, è giusto cosi) poi incontro i primi 4 ragazzi.
Come dicevo, arrivo al Tavecchia senza la necessità di mangiare nulla ma ora mi fermo: banana io e biscottino Kyra.
Proseguiamo sempre sole e silenziose. I fischi delle marmotte iniziano e Kyra non la tiene più nessuno. Fischio di qui, e lei corre. Fischio di la, e lei corre … non se ne lascia scappare neppure uno! C'è perfino una marmottina a 3 metri da me ma Kyra non è un gatto e si fa sentire per cui la piccola riesce a finire in tana prima che Kyra arrivi.
La Val Biandino è bella, ma purtroppo non sempre si può evitare la strada. Oggi non mi da particolarmente fastidio; passo Madonna della Neve e proseguo. Penso che l'altra volta che sono stata al Lago di Sasso era estate e ho fatto casino scendendo, passando in mezzo alle mucche, alla loro cacca e ai loro recinti elettrificati. E questa volta faccio altrettanto, per fortuna le bestie non sono ancora su. Seguo la strada che attraversa le baite e poi gira tutta a destra. Mi senbra di vedere le tracce in quel canale di neve e immagino che siano quelle di chi sale al pizzo ma arrivata in fondo mi rendo amaramente conto che no, non ci siamo. Qui il lago non c'è.
Ora inizio ad essere stanca. Poco allenamento e riposo pari a zero fino a qui.
Mi scoccia un po', il lago in questa stagione deve essere bello parzialmente ghiacciato ma che ci devo fare se sono tonta?
Decido però di traversare per prati sull'altro versante, intravedo il sentiero per Santa Rita, per male che vada vado li.
Kyra si rende conto che non siamo sul sentiero e non mi molla. Cerco una via tra rododendri e ginepri cercando di non salirci sopra fino ad arrivare ad un torrente: ci sarà un guado?
Qui mi viene in aiuto la mia tata, prende il comando: ti porto io di la, mamma!
Scende un pochetto e trova un bellissimo guado … amore di cagnolina!
Arriviamo al sentiero e nonostante la stanchezza lo prendo in salita e che ti trovo? La scritta per il lago su un masso. Ora non ho scuse, ci devo arrivare. Vi assicuro però che ero davvero alla frutta.
La cosa più sciocca è che se ero in compagnia mi fermavo, insistevo per fermarmi … da sola no, tiro fino al lago … se c'è qualche psicologo che questa me la puo' spiegare mi fa un favore.
Arrivati a quella che sembra una diga un altro incontro, il secondo della giornata: sono due giovanotti senza zaino, arriveranno dalla madonna della neve.
Proseguo. Iniziano le lingue di neve. E io perdo di nuovo il sentiero. Mi arrabatto come posso per non toccare neve e salgo. E salgo. E salgo. Ma dove diavolo è sto lago? Prima ho guardato la cartina, il lago è a circa 1900 m e io ero a poco più di 1700 … ma quanto sono lunghi sti 200 m?
E poi eccolo … esattamente come lo immaginato … una favola!
Finalmente si mangia, ma fa freddo. Mi vesto e con rammarico scopro che non c'è il cappello nello zaino :(
Mangio in fretta il panino, Kyra si mangia i suoi crocchini e poi qualche foto ma l'aria non è affatto amabile. Decido di non fermarmi oltre e scendo. Al solito mi perdo il sentiero ma ho i punti di riferimento per cui torno sul sentiero presto e senza altri intoppi.
A valle cerco di raccogliere il rumex ma maledetto lui non ne vuole sapere di lasciare il suolo natio e il microscopico coltellino che ho non serve a una cippa. Mi consolo sperando che non sia lui (invece mi hanno confermato che lo è … dovrò tornare qui solo per raccoglierlo!) e mi appunto di cercare il mio vecchio Opinel che dovrà tornare nello zaino.
Riprendo la discesa, ripasso il Tavecchia. La prossima tappa è per l'ortica: vorrei fare un bel decotto con cui prepararci uno shampoo. Ma sono stanca … tanto stanca e al cippo Rosselli mi fermo, finalmente mi tolgo gli scarponi e mi sdraio. Kyra mi si accuccia prima a sinistra, poi a destra, poi si mette ad un metro da me a fare la guardia. Io spero che non passi nessuno altrimenti la tata è capace di attaccare (senza far male se si mette ad abbaiare sul serio fa davvero paura) e cosi non riesco ad addormentarmi come invece vorrei.
Pazienza, rimetto gli scarponi e scendo cercando ortica …. ma cribbio: ce n'era una marea salendo! Ah, eccola finalmente! Mi massacro una mano per raccoglierla ma è per una buona causa.
Rilego Kyra all'agriturismo e poi eccomi alla Fonte di San Carlo. Ribecco i 4 ragazzi del mattino. Chiacchierano.
Poi ne arrivano altri 4, chiacchiero. Solo che uno mi chiama: heliS!
Cavolo. E cosi scopro che lui è da solo ed è una vecchia conoscenza. Turistalpi è il suo nick. Io non frequento più quel sito ma lui è una persona molto riservata e piacevole, mi propone di scendere insieme e cosi facciamo. In questo modo la discesa non pesa per nulla, facciamo il sentiero e l'ultimo pezzo di strada chiacchierando come due vecchi amici.
Mi ha fatto molto piacere questo incontro, queste chiacchiere serene … oggi era proprio una giornata che dovevo stare da sola altrimenti avrei mangiato qualcuno, evidentemente la giornata mi ha sfogato!

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 660
Quota arrivo (altezza massima): m 1.932
Dislivello: m 1.290 circa
Tempo totale: 8 h 40 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 22 circa

mercoledì 22 aprile 2015

Direttissima – Cecilia – Grigna Meridionale - Cermenati–22/04/15

Le foto  

Le parole di oggi:
Cana alpinista …
e siccome sul mio dizionario non c'è lascio la parola a Kyra

La sera prima
Mamma prepara lo zaino. Brontola: e che corda porto? Cordino? Corda da 30 m? E i ramponi?
Panico: vuoi vedere che mi lascia a casa?
Poi mi dice che ha deciso per la corda da ghiaccio … ma io lo so che in Grigna non ci sono ghiacciai, ci sono stata io! E poi, con quel colore … ci vedranno anche da lontano ….

Mattino
Mamma non mi mette il collarino rosso, bello pulito perché me lo ha anche lavato.
Inizio ad avere davvero paura di stare a casa oggi e mi metto sempre in mezzo: ti ricordi che ci sono anche io, vero?
Ma ecco che arriva e … accipicchia! Ha quel cappotto nero! Non mi piace ma lei è inflessibile: oggi ti serve. Mi scrollo ma me lo lascio mettere …. mica che mi lasci a casa!
Arriva lo zio …. YUPPIIIEEEEE !!!! Che ci posso fare, io adoro lo Zio Antonello!!! Mi riempie di coccole, mi porta i biscottini solo per me e mi da il suo prosciuttino :D
Sosta caffè, gli umani ne hanno bisogno, io invece sono iper eccitata, come tutte le volte che partiamo per chissà dove.
Finalmente arriviamo al parcheggio. Dopo di noi arriva un'altra macchina e uno dei bipedi mi fa un sacco di complimenti, mi vuole fotografare a tutti i costi … ah no, non è interessato a me ma al mio imbraco … vabeh, lascio che la mamma dimostri come mi può portare come una valigia e me ne sto li buona buona ma appena le zampette toccano terra mi do da fare: un sacco di odori e tanto spazio per correre!
Iniziamo a salire ma presto prendiamo una direzione diversa dal solito, puntiamo a sinistra: bello! Un nuovo sentiero.
Io continuo a correre avanti e indietro, come sono felice in montagna!
Ri-incontriamo i bipedi della partenza e facciamo una sosta. Mamma e zio si infilano un imbraco a loro volta (ma allora lo mettono anche loro!) e mamma mi lega a lei: la devo guidare su per le roccette! Solo che lei è lenta e spesso mi dice: FERMA KYRA! E io ubbidiente mi fermo.
Mi diverto un sacco e non capisco come mamma e zio siano cosi lenti ma li aspetto volentieri fino a che si arriva ad un punto dove mamma si ferma preoccupata: come passiamo di qui? Io provo a partire ma mamma mi trattiene: tata, di li non passi. Ci sono dei ferri nella roccia e obiettivamente non sono proprio a portata di cane.
Ma lo zio non si scompone: scendiamo e poi risaliamo. SIIIIII! Lui scende, mamma mi trattiene, uffa! Finalmente sono libera di raggiungere lo zio e poi scende anche mamma e tutti e tre risaliamo.
Ora siamo fermi e mamma e zio confabulano: sali tu, ma devi avere un capo della corda con te, poi la recuperi e io salgo di fianco a Kyra che intanto tu tiri su.
Non ho capito niente ma arrivata sotto la scala cerco il modo di salire …. e poi mi sento sollevare e le mie zampe non toccano più terra. Meno male che mamma è sempre vicina a me e mi aiuta se la roccia è troppo vicina. Ma ecco lo zio! Fatta la scala! La seconda è molto più corta e ormai mi sono abituata.
Poi ci sono delle rocce strettissime (ce la faranno i miei bipedi a passare???) e poi ancora sentiero.
Un altra sosta dove si rimette via la corda e gli imbrachi (i loro … il mio mi rimane addosso fino a casa … ) e poi si riparte.
Ogni tanto trovo un pezzetto di neve che anche se è gelata non mi lascio scappare e mi ci rotolo … e rotolo … e rotolo … CHE BELLO!!!
Arriviamo di fronte ad una parete e anche qui mamma e zio sono preoccupati: “tiro fuori la corda … ma no che la faccio passare a destra ….” E mentre loro confabulano io mostro loro la strada, salgo e scendo di fianco alla catene: che ci vuole? I miei compagni di viaggio rimangono a bocca aperta e mi fanno un sacco di complimenti! Me li prendo, ci mancherebbe, ma non ne capisco proprio il motivo.
Piccola sosta a un colle. Mi legano e continuano a guardare giù; alla fine ho capito tutto: laggiù c'è una bestia e io non posso andare giù e farla scappare … uffa …
Si riparte. Roccia roccia e ancora roccia! E poi un canalino. Lo zio mi prende come una valigia e mi fa scendere (io lo so che ce lo avrei fatta da sola ma lui ci tiene tanto!!!) e poi si risale e … cosa vedo laggiù???? NEVE !!!!
Ma mamma e zio decidono di salire dal prato nonostante sia ripido; io cerco ogni tanto di andare sulla neve ma zio è inflessibile e mi richiama ogni volta.
In cresta. Ma questa la riconosco! E trovo altri bipedi che mi fanno un sacco di complimenti! Ma loro scendono e noi invece dobbiamo salire, tra poco siamo in cima …. E SI MANGIA! Ormai ho imparato che quando ci si ferma qualcosa ci scappa anche per me ^_^
La sosta in cima è piacevole, chiacchieriamo con tutti anche se solo mamma e zio mi danno da mangiare, fa niente, sono simpatici.
Ma è giunta l'ora di scendere. Gli umani non amano questo sentiero, per me non c'è differenza anche se ora inizio ad essere un pochino stanca e quando loro fanno una sosta io mi cerco un posticino in ombra … che non trovo … mannaggia!
Ma come dice mamma tutto ha fine e finalmente ci troviamo alla macchina.
E sono morta ...

heliSLaLenta & Kyra con Antonello

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 1.400
Quota arrivo (altezza massima): m 2.184
Dislivello: m 895 circa
Tempo totale: 7 h 57 m compresa di soste e di chiacchiere
Km percorsi: 7,4 circa

mercoledì 8 aprile 2015

Monte Carmo di Loano – m 1.389 – 8 Aprile 2015


Iniziamo a mettere le foto che se aspetto la relazione va a finire come l'anno scorso che non pubblico più.
La montagna più alta della zona, arrivati in cima ti ritrovi a spaziare tra mare, Alpi Marittime fino al Monte Bianco.

heliSLaLenta & Kyra

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 200
Quota arrivo (altezza massima): m 1.389
Dislivello: m 1.260 circa
Tempo totale: 6 h 57 m compresa di soste
Km percorsi: 15,6 circa

mercoledì 1 aprile 2015

Anello Camogli – San Fruttuoso – 1 Aprile 2015


Per ora godetevi le foto, il racconto quando mi verrà l'estro.

heliSLaLenta & Kyra hanno accompagnato Antonello

I dati secondo Gipsy:
Quota partenza: m 0
Quota arrivo (altezza massima): m 610
Dislivello: m 1.200 circa
Tempo totale: 7 h 51 m compresa di sosta focaccia pomeridiana
Km percorsi: 16,8 circa