giovedì 28 novembre 2013
Anello Valmadrera - Sambrosera 28 Novembre 2013
Ebbene si, oggi la Nano Adventures ha fatto la sua prima uscita dopo l'incidente .... Avventura perchè la meta era San Tommaso, non ne abbiamo imbroccata una ... ma ci siamo divertiti molto e Kyra è stata felice di tenerci compagnia.
Partiti con una temperatura "polare" alla fine si stava benone.
Avevamo solo una mattinata scarsa per stare in giro e ce la siamo goduti alla grande ... serenamente ....
domenica 24 novembre 2013
Monte Palanzone e Pizzo dell'Asino - 24 Novembre 2013
Vediamo se riuscite a vedere le foto ... qualcuno me lo fa sapere per favore?
Flavio oggi mi ha chiesto perchè non metto sul mio blog le gite che sto facendo.
Ha ragione, anche se non ho molta voglia di scrivere, non mi va di andare lontano, non mi voglio incasinare in gite impegnative, sto tornando un pochino a camminare ... e allora perchè non scriverlo anche qui?
Per cui ecco, la prima uscita sulla neve, con due grandi compagni di viaggio ... giornata allietata dalla sorpresa di incontrare Atomo (Maurizio) e il suo amico Fabrizio ... poi è uscito il sole ... cosa puoi volere di più???
domenica 17 novembre 2013
E poi succede a te ... - 17 Novembre 2012, un anno dopo
Lo sai in quella parte li, in fondo al tuo cervello.
Ma siccome non puoi prevedere tutte le casistiche lasci stare, lasci che rimangano li, i pensieri, in un angolo; sempre ben presenti ma non ti fai condizionare la vita.
E poi succede a te …
3 famiglie sconvolte nell'arco di un minuto:
Pinuccio, lascia la moglie, i figli, la mamma ….
Giuliano, con la sua famiglia a fargli da scudo ancora adesso
Io, sola soletta ad affrontare un cambiamento cosi radicale nella nostra vita.
E poi succede a te …
E a distanza di un anno è ancora cosi tutto vivo, presente … e ancora incredibile a credersi, difficile da superare.
Oggi siamo andati a ricordare Pinuccio con la moglie, Giuliano (che era li insieme a me), Mario (l'amico di sempre) e 3 splendidi pelosi … una passeggiata tranquilla, serena …
A me piace ricordarci cosi, come forse è giusto che sia …
giovedì 14 novembre 2013
Monte Rolla - m 2.277 - 14 Novembre 2013
Speravamo almeno nella mattina, invece abbiamo trovato subito nuvolo, neve in vetta e pioggia al ritorno ... ma le chiacchiere, la simpatia e l'ospitalità di Eliana, per non dimenticale la bellezza di quei boschi, hanno reso la giornata magica ... e serena .... Grazie Eliana!!!
domenica 20 ottobre 2013
Kyra è scappata ....
Eravamo a fare castagne sopra Morbegno, in un posto che prometteva
castagni ancora sani e tante belle castagne. L'abbiamo lasciata libera
nel bosco, tenendola sempre sotto controllo; messa al guinzaglio quando
siamo arrivati nei pressi di un recinto con asini e un animale di cui
non mi viene il nome e poi rilasciata libera, sempre tenedola vicino a
noi e chiamandola spesso. Il recinto era eletrizzato e ci abbiamo girato
intorno, Kyra ha preso un paio di scosse con relativi CAIIII ma niente
di più.
Quando siamo tornati nei pressi degli asini, la mia Kyretta è
stata buona buona ... ma non cosi l'asino che questa volta le è corso
dietro: Kyra si è spaventata e si è fiondata sui fili con la piccola
scarica elettrica ... e li è scappata ... l'abbiamo chiamata ...
chiamata ... chiamata ... poi mi sono
incamminata, l'istruttore dice che quando scappano non dobbiamo fermarci
ad aspettarli ma lei non è tornata.
Mi è preso un pochino di panico
.... ho concordato con il mio amico di andarla a cercare io da una
parte e lui dall'altra. Ho fatto tutto il giro (bello lungo) del recinto
chiamandola a squarciagola ma niente ... di Kyra nessuna traccia.
Tornata al punto in cui è sparita sono scoppiata a piangere ... telefono
al mio socio: "vieni qui che facciamo un piano" e intanto penso che è
sabato, trovo un internet point e stampo la foto di Kyra per lasciare
qualche foglio in giro anche se non serve a molto, Kyra ha il microcip e
la targhetta con il nome, chi la trova o mi chiama o la porta dai
vigili ma mettere i cartelli mi fa sentire che ho fatto anche
l'impossibile.
Intanto arriva il mio compagno: lui è già stato alla macchina e non c'è.
Si decide che io torno alla macchina e faccio un chilometro su e uno in
giù per vedere che non sia approdata sulla strada mentre lui la
continua a cercare qui nel bosco.
Risalgo, con il cuore affranto e penso alla mia Kyretta tutta sola a passare la notte tra i boschi ...
La chiamo ... la chiamo in continuazione ... sento una voce dall'alto:
"Signora, venga che il suo cane è qui ..." a me pare di capire queste
parole ma è talmente tanta la voglia di sentirle che penso di avere male
interpretato.
"Cosa dice?"
"Venga su, presto!"
Arrivo a
portata visiva, siamo vicino alla strada, il signore mi indica dove
andare, gli chiedo com'era la cagnolina "tipo barboncino, bionda .... "
E' LEIIIIIIIIIIIIIIIIIII KYRAAAAAAAAAAAAAAAAAAA KYRAAAAAAAAAAAAAAAAAAA KYRAAAAAAAAAAAAAAAAAAA ....
e finalmente la vedo, sulla strada che sta tornado probabilmente alla
macchina ... come mi vede mi corre incontro ... me l'abbraccio tutta ...
me la prendo in braccio chiamando a gran voce il mio compagno ....
Kyra non ha più voluto entrare nel bosco, almeno per oggi ... io credo di aver perso 5 anni di vita ...
sabato 10 agosto 2013
Alpe del Prina m 589 – Monte Palanzone m 1.436 - 10 Agosto 2013
Giuro …. l’ho fatto davvero … sono
stata al Palanzone d’agosto :(
La meta doveva essere ben altro ma
quando mi sono alzata alle 5 ho visto che c’era vento e la mia testa era un
vortice pure lei … rimessa la sveglia sono tornata a letto.
Drinnnnnnnnnnnnnn !!!!!!!!!!
Che ci fai a casa???
Sto male, ho mal di testa!
Sto male, ho mal di testa!
Esci lo stesso che è una bellissima
giornata, vai all’alpe di Caslino!
Va bene … come fare a dire di no ad
un ordine cosi perentorio?
Lo zaino è già pronto, prendo Kyra
e ci avviamo. Effettivamente fa fresco, salgo piano, mi godo il bosco e lascio
scorrazzare la mia pulcina che tanto non c’è nessun bipede qui.
Arrivate alla Mara un po’ di gente
la troviamo, ma poca cosa (continuo a dimenticare che non è domenica … oggi è
sabato … oggi è sabato … oggi è sabato … )
Mi fermo a fare 4 chiacchiere con
dei ragazzi che hanno un cucciolo (gioca con Kyra). Spiego loro un po’ di
itinerari in zona, parliamo dei nostri cucciolotti e poi via, ognuno per la sua
strada.
Oggi incontrerò parecchie persone
con cui è molto piacevole chiacchierare di cani.
Peccato solo che sulla cima non ci
si può fermare a lungo, non per il caldo, ma per gli insetti … bastardi …
Il sentiero di discesa è ancora
deserto, se lasciamo perdere una famiglia che mi è piaciuta un sacco:
davanti il papà con il cane lupo
(ha litigato con Kyra … ), poi la mamma con il bimbo che si lamenta; dietro il
nonno che è senz’acqua ed è preoccupato per quanto manca (meta il Riella) e mi
dice che dietro c’è la moglie con la consuocera. Le incontro, due signore
simpaticissime che chiacchierano volentieri … fin troppo … devono andare su a
mangiare “e sa, con il caldo di mezzogiorno” … medito: secondo i miei conti
sono passate le due … ma a che ora sono partiti questi??? Chissà a che ora sono
arrivati … mi immagino comunque l’abbuffata! Al Riella si mangia davvero bene.
Scendendo prendiamo un po’ di
caldo, Kyra fa miracolosamente il bagno nella fontana di San Francesco e poi
andiamo ad Asso per il gelato.
Va bene anche cosi, ormai va sempre
bene anche cosi. Sono stata con la mia Kyra, immersa nella natura, non faceva
troppo caldo e ho incontrato e parlato con gente simpatica.
Grazie a chi mi ha “costretto” ad
uscire comunque di casa, il mal di testa è in effetti passato ;)
Oggi ho avuto il piacere di camminare
con Kyra
heliSLaLenta
Quota partenza: m 589
Quota arrivo: m 1.436
Dislivello secondo Gipsy: m 990
circa
Tempo totale: 5 h 56 m comprese le
soste
Km percorsi secondo Gipsy: 12,8
circa
Etichette:
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Rifugio Riella
domenica 4 agosto 2013
Pizzo di Coca – (m 3.050) noi respinti a Q 2.863 – 3 Agosto 2013
Le mie motivazioni possono essere
tante:
-
non ci sono ancora con la testa
-
non ho ancora recuperato dal gitone dell’altro giorno
-
fa troppo … davvero troppo caldo per me … (4 litri di
liquido ingerito lo dimostrano!)
-
non sono allenata ad una fatica del genere
sta di fatto che a 200 m dalla cima
tutti e tre abbiamo deciso che non era più cosa. Era tardi ed eravamo davvero
tanto stanchi.
La sconfitta brucia, ovviamente, ma
la scelta è stata saggia: se non ce la fai è meglio tornare che rischiare di
farti male.
La proposta di salire al Coca
(pizzo, non rifugio!) è di Fulvio ed essendo un mio tormentone (mi manca solo quello
dei 3 giganti orobici) la faccio subito mia.
L’idea di farla di sabato, fermarsi
a dormire in rifugio e scendere domenica l’avevo in mente già da tempo e ancora
adesso penso che sia una buona idea; certo, il primo giorno sono poco più di
2.100 m di dislivello in salita, mica paglia!
Qualcuno ce la fa in giornata, noi invece
che non siamo mostri ma essere umani normali abbiamo qualche dubbio.
Prenotato il rifugio, constatato
che le previsioni sono buone decidiamo l’orario di partenza che consta nell’alzarsi
intorno alle 4, sia che si parta da Sondrio che da Erba.
Ritrovo a Lecco, ci fermiamo per un
orrido caffè e riusciamo a mettere gli scarponi ai piedi con una bella mezz’ora
di anticipo sul previsto.
Le cose si fanno subito dure, lo
sento. Che il sentiero fosse ripido lo sapevo, che fosse caldo me lo aspettavo,
ma di metterci addirittura 10 minuti in più del cartello quello no.
Pazienza, mi dico mentre riposo al
rifugio riempiendo la bottiglia d’acqua ormai quasi vuota, tanto stasera
dormiamo qui!
Al Lago di Coca Eliana ci aspetta
dritta su un sasso … non è solo un diesel, ma anche una Ferrari quella ragazza!
Ora inizia il vero tormento,
pietraia, sotto il sole e ripida.
Salgo piano, cerco di parlare poco
altrimenti il fiato non c’è, ma vado piano lo stesso.
Quando vedo lo scollinamento la in
fondo quasi quasi spero che sia la Bocchetta dei camosci ma no, ce ne vuole
ancora un bel po’ prima di arrivarci :(
L’unica veramente in forma è Eliana
mentre Fulvio ed io andiamo avanti perché ne siamo proprio convinti.
Alla bocchetta dei camosci ormai
sono scesi quasi tutti dalla cima: che bello, penso, saremo soli lassù!
Mi scappa l’occhio sull’ora: è tardi … a quest’ora dovevamo essere in cima!
Mi scappa l’occhio sull’ora: è tardi … a quest’ora dovevamo essere in cima!
E questo inizia a demotivarmi. E’
molto radicato dentro di me il senso del tempo e se faccio troppo tardi in
montagna so che rischio, per cui anche se inconsapevolmente, mi metto in
allarme.
Eliana ed io decidiamo di legarci,
ci imbrachiamo e leghiamo il cordino; Fulvio avanti iniziamo la parte più
divertente della gita.
Cerchiamo i bolli, gli ometti ma
siamo lenti. La fatica e un po’ di apprensione ci fanno rallentare e quando
giro un angolo e vedo ancora le roccette da salire mi viene quello che si
chiama “lo sciopone” e mi demoralizzo.
”Eliana, vieni a vedere: te la
senti?”
Fulvio mi guarda con occhi da cane
bastonato.
Alla fine decidiamo di comune
accordo che è troppo tardi, siamo troppo lenti e per questa volta ci
accontentiamo cosi.
Ci fermiamo un attimo a riposare,
lago del Barbellino davanti (quello delle cascate del Serio tanto per capirci)
e poi iniziamo la lunga e penosa discesa.
Ci raggiunge Tancredi, un simpatico
locals che non doveva salire in cima … e ora ha la moglie a casa preoccupata …
mettiamo insieme tutti i cellulari ma nessuno prende. Tancredi si offre
discendere con noi (lui è da solo) e io ne sono contenta.
La discesa va benissimo, siamo
tutti molto bravi e non ci impantaniamo mai (la parte più ostica è difficile è
all’inizio per cui l’avevamo fatta … ) La corda rimane quindi nello zaino e
quella tra Eliana e me rimane solo per sicurezza psicologica.
Alla bocchetta dei camosci
prendiamo fiato, poi riprendiamo la discesa. Tancredi ha individuato una fonte,
acqua di fusione ma sempre acqua è e noi abbiamo i sali!
E qui veniamo raggiunti da due
ragazzi che ci apostrofano subito: “Ciao, scusate, avete dell’acqua? Ve la
paghiamo quello che volete!”
Ecco … a dirla tutta, l’acqua in
quella situazione vale di più di qualsiasi cifra possano darmi … ma per fortuna
siamo alla fonte e gli offriamo una bustina di sali. Mentre chiacchieriamo
scopriamo che sono saliti in giornata dal Curò, hanno fatto la cresta est e ora
devono tornare a Valbondione, ora che hanno trovato l’acqua ce la possono fare.
E cosi, per contraccambiare i sali di Fulvio, Alessandra mi offre un panino …
ma non un panino qualsiasi: integrale, con formaggio e prosciutto crudo … altro
che barrette! L’ho divorato e penso proprio che sia grazie a quello che riesco
a tornare al rifugio!
Riprendiamo la penosa discesa, al
lago Eliana ed io ci fermiamo per il pediluvio e poi ricompattiamo il gruppo al
rifugio. Arriviamo poco dopo le 18, un’oretta prima del massimo che avevo
previsto … no, ero troppo stanca, da sola in cima non me la sarei comunque
sentita di salire.
Ci riposiamo, prendiamo posto nella
camera, ci cambiamo, chiacchieriamo … insomma, aspettiamo l’ora di cena.
Io lo so come funziona nei rifugi
per cui mi metto il cuore in pace e mi appresto, quando entro nella sala da
pranzo, a morire di caldo e di rumore … e cosi sarà. Per fortuna abbiamo dei
compagni di tavola fantastici, chiacchiere e risate a non finire, è stata
davvero una cena piacevolissima!
La notte passa come in tutti i
rifugi, tra dormiveglia e tromboni.
“Dai che andiamo a fare colazione
che sono le 6 e 30!”
Ma non dovevamo svegliarci alle 7 e
colazione alle 7:30? Penso … guardo l’orologio: le 5 e 24 …
LE CINQUE E
VENTIQUATTROOOOO????????????
FULVIOOOOOOOOOOOOOOO
!!!!!!!!!!!!!!!!!
Povero, non riesce a dormire … per
lui è lungo arrivare a mattino ma noi stiamo a letto ancora un’oretta poi ci
tocca.
Sei e trenta siamo pronti per la
colazione … un po’ scarsina …
Del rifugio non ho dire, né pro ma
nemmeno contro.
Cibo decente anche se non
abbondante, letti buoni ma bagni scarsi (avrei anche preferito un bagno
femminile per cambiarmi e lavarmi meglio ma siamo in rifugio … ), personale
simpatico e disponibile.
Scendiamo. Tancredi viene con noi.
Ci mettiamo lo stesso tempo di salita ma il perché è ben diverso: la fiumana di
gente che sale per passare una giornata tra lago e rifugio, sfuggendo la calura
della pianura.
Noi ci concediamo un bagnetto al
torrente prima di andare a fare la vera colazione al bar.
Salutiamo Tancredi e poi via verso
casa che ci sono un sacco di pelosetti che ci aspettano.
Contiamo circa una quarantina di
chilometri di coda dal lato opposto, non vorrei proprio essere nei loro panni!
Niente cima conquistata, ma è stato
un we bellissimo, rilassante e stancante, pieno di chiacchiere, piacevoli
incontri e con splendidi amici … beh, scusate se è poco!
Oggi ho avuto il piacere di
camminare con Eliana e Fulvio … e Tancredi!
heliSLaLenta
Quota partenza: m 940
Quota arrivo: m 2.863
Dislivello secondo Gipsy: m 1.950
circa
Tempo totale: 13 h 20 m comprese le
soste ma non il pernottamento in rifugio!
Km percorsi secondo Gipsy: 17 circa
Etichette:
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Pizzo Coca,
Rifugio Coca
Ubicazione:
Pizzo Coca, 24020 Valbondione BG, Italia
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