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mercoledì 14 maggio 2014

Traversata dei Corni di Canzo - 14 Maggio 2014

Le foto


Vista da Kyra
Arrivati li davanti guardo su … no, non si passa, eppure l'ho capito che dove c'è la catena si passa! Guardo a destra, niente; provo a sinistra, niente. Al centro no … dalla catena non si passa!
MAMMA!!!! Sempre li con quella scatoletta argentata in mano … vieni che qui non si passa!
Ecco, siamo passati … ora capisco cosa intende la mamma per “cagnetta alpinista”: mi ha preso in braccio e mi ha fatto passare il punto critico.
A dire la verità i punti critici sono stati 4 in salita e un paio in discesa ma il più “divertente” è stato quando il braccino corto della mamma e le mie zampette non erano sufficienti a passare e allora? Che facciamo adesso? Sento la mamma che mi tiene su dal fondo schiena, lei sale un po' e poi ecco la spinta …. e sono fuori … devo ammettere che un filino di paura mi è venuta, ma appena appena … ho molta più paura dei bipedi che della montagna, io!
Però è troppo divertente salire su dalle rocce! La mamma è lenta, ma questo lo sappiamo già, io però ho il tempo di annusare tutto quello che voglio … e di cercare la strada migliore. Beh, forse devo fare ancora un po' di esperienza perchè a volte ho dovuto tornare indietro o aspettare la mamma ma che diamine! Sono le prime vie che faccio!
Mamma, ti ricordi che lo zio Mario l'altra sera parlava di un bellissimo imbraco che mi teneva orizzontale? Lo prendiamo???? DAI!!!????!?!?!?! Cosi mi porti con la corda a fare qualche bella vietta!

Vista da heliS
Ho creato un mostro. La mia tata è stata bravissima!
Sono io che ero molto in ansia. Le cose della vita non ce n'è, te le porti anche in montagna e cosi, essendo molto agitata per l'evento che mi aspetta sabato (perchè non è già passato?!?!?!?!) sono forse troppo ansiosa per Kyra e ogni tanto, quando la vedo correre su per le roccette, mi viene male se penso che potrebbe cadere! Certo che legarla sarebbe peggio, o mi tira troppo lei o ci incasiniamo con le rocce e la corda del giunzaglio e tanto, se cade, questo misero giunzaglietto non la tiene di certo (oggi sono senza cordino che da sola non mi serve a niente).
Ma la Kyra è la Kyra e tutto è andato benissimo.
Facendo questa via, oggi, ho avuto in mente due giornate passate qui: entrambe belle ma …..
Una con Luca, invernale, tanta neve fresca, noi che decidiamo di salire lo stesso il corno centrale e Luca che mi aiuta (come faceva sempre a quei tempi) a scendere …. con lui mi fidavo quasi come se fossi stata con Giuliano … quanto ci siamo dicertiti in quel periodo ….
L'altra volta è stata il primo di gennaio del 2013. Da quando li conosco, abbiamo sempre fatto una passeggiata il primo dell'anno e anche quest'anno Mario mi invita e andiamo ai Corni. Appena il telefono prende e vedo che l'ora è giusta chiamo Giuliano … ho bisogno di sentire la sua voce, lo lasciano andare a casa nei giorni di festa dall'ospedale in cui sta facendo riabilitazione. E' passato un mese e mezzo dall'incidente e sentire la sua voce, sentirlo a casa con la sua famiglia è per me la cosa più bella del mondo.

Dimenticavo, Kyra è stata cosi brava che oggi si è meritata un gelato tutto suo, biscotto compreso e cosi ha avuto la sua coppetta … non ha alzato il muso fino a che non è stata completamente ripulita!

heliSLaLenta & Kyra

Quota partenza: m 488 secondo Gipsy
Quota arrivo: Corno orientale m 1.232, Corno centrale m 1.368 metri, Corno occidentale m 1.373
Dislivello secondo Gipsy: m 1.020 circa
Tempo totale: 6 h
Km percorsi secondo Gipsy: 12,9 circa

venerdì 19 luglio 2013

Corno di Canzo Occidentale per la Ferrata del Venticinquennale m 1.373– 19 Luglio 2013




E anche questa era da tempo che volevo farla. E’ la prima ferrata che faccio da sola e pensavo di essere più in apprensione. Invece giovedi la decisione: domattina si va!
Prendo casco, imbraco e set da ferrata, uno zainetto minuscolo (tanto sono a casa per pranzo) e 750 cc di acqua. 4 caramelle gommose di zucchero completano il mio equipaggiamento.
Scarpe basse e canottiera … che bel camminare! Si, però arrivo all’attacco della ferrata, dopo un’ora e mezzo di cammino, fradicia. E sono solo le 9 … Mentre mi imbraco spero di asciugarmi un pochino, la ferrata la voglio salire con calma e tranquillità, per godermela, per non sudare.
Il motivo per cui la voglio fare è riprendere confidenza con l’esposizione e la roccia che se tutto va bene, delle 3 cime che volevo salire quest’anno forse una mi riesce ed ha una paretina un po’ esposta.
Tutto fila liscio, io sono tranquillissima, purtroppo mi devo tirare su di braccia spesso, ma nonostante il loro allenamento pari allo zero, reggono benone.
Un’ora e un quarto alla vetta. E non ho neanche troppa fame! 
Decido di scendere dal canale per fare poi il sentiero 5 che mi porta più o meno in zona Second’Alpe. A Prim’Alpe una scena da raccontare: con tanto di scarponcini e zaino, i due “giovanotti” sono armati di tablet con cui fanno le foto, poi lo ripongono nella custodia e lo portano come una valigetta … mah …
Spaccasassi e quindi macchina, dove arrivo perfettamente puntuale a mezzogiorno.
Ora ho fame ;)

Oggi ho avuto il piacere di camminare sola soletta!


heliSLaLenta

domenica 20 settembre 2009

Traversata dei Corni di Canzo: Occidentale m 1.387, Centrale m 1.365, Orientale m 1239 – 20 Settembre 2009


Fregata dal meteo (o dallA meteo come dicono gli Sfizzeri) e dalla settimana difficile e complicata; e meno male che il compleanno viene una sola volta all’anno.
Inoltre non ho voglia di fare troppi chilometri e allora? Allora Canzo. Inoltre (aggiungiamone un altro) se va in porto quello che mi hanno detto giovedi (mi ri-operano il ginocchio … sigh!) mi parte l’inverno per cui non sarà una meta troppo frequentata nella prossima stagione.
Salendo a Canzo medito sul sentiero da fare. I percorsi che mi piacciono portano al Cornizzolo (ma vah?) mentre mi sta balenando l’idea di salire almeno il primo cornino. Il tempo non sembra male ma devo considerare che prevedono pioggia nel pomeriggio.
Arrivo a Gajum e mi avvio. Verso il sentiero glaciologico, quindi lo spacca sassi fino a Prim’Alpe. Poi prendo il sentiero 1 bis (ripianino corni) e proseguo sola soletta. Incontro solo un paio di persone di cui uno, anzianotto, che mi apostrofa: E’ sola? E io: si, e lei? Sorrido. Dove va? Vorrei salire al Corno. Al rifugio? No no, proprio in cima.
Scuote la testa: è baganto. Ah … ok, grazie dell’avviso, vedo com’è caso mai mi fermo.
Proseguo pensierosa: il problema del bagnato, se esiste, è da qui al rifugio, mica da li alla cima. Ma non fa nulla. Riprendo il sentiero principale, un po’ di gente scende ma nessuno che sale.
Arrivo al pianoro con la croce e proseguo nella mia salita, che ora si fa ripida. Arrivano 3 “giovanotte” che, caschi penzolanti dallo zaino, si rendono conto che qualcosa non va. Mi chiedono per la ferrata. Gliela indico. E lei dove va? In cima? Ma ci arriva anche la ferrata? Si si, ma io ci arrivo dal sentiero … normalissimo :) Ma si, ogni tanto prendere in giro i “ferratisti” non fa male, soprattutto quando cannano cosi banalmente l’attacco.
Cmq, proseguo nel mio sentiero ripidissimo. Ad un certo punto non mi sembra piu’ sentiero. Eppure mi ricordavo sentiero, penso mentre, manine sulla roccia, attacco il canale. Mi viene uno scrupolo e guardo indietro: il segnale è li a destra :)
Ottimo. Scendo e riprendo la salita. Arrivo alla cresta. Il sentiero è a tratti esposto e la cresta mi impone di mettere si le manine sulla roccia in un paio di punti. Azz … non me lo ricordavo!
Arrivo in cima, stranamente solitaria. Sosta foto, pappa. Arriva un po’ di gente (4/5 persone) e intanto medito: e se facessi la traversata? Almeno il centrale … dai!
Scendo dalle roccette. Facile sentiero che è pero’ segnato EE. Sbaglio al solito punto ma riprendo il sentiero. Al bivio tiro per il Centrale. Al canale ancora mi sbaglio. O meglio, non sono mica sicura che si sale di li e allora, prima di sbagliare, vado li giu’ a vedere. No no, è su di li.
Manine sulla roccia e salgo. Tranquillo, lo posso fare benissimo in discesa se non me la sento di scendere li la. Non so perché mi devono venire questi dubbi. Questa strada l’ho già fatta una volta anni fa e come la feci allora, vuoi che non sia capace di farla ora?
Non mi fermo in cima e inizio la cresta. Mi sembra di camminare sulle uova ma il ginocchio … chissà se mi passerà mai la paura di farmi male! In piu’ qui è ripido … ripido … ripido … acc! La prima catena da fare in discesa. Me la ricordo. Scendo tranquillamente e tiro fuori i bastoni: mi sembra sia solo una. Il sentiero torna ripido … ripido … ripido … vedo laggiu’ la mia ultima meta. Solo che è laggiu’, per cui devo scendere … scendere … scendere … ed ecco un’altra catena! Ottimo, penso, mi farà perdere dislivello senza troppi danni per il ginocchio. Rimetto via i bastoni e giu’. La piu’ lunga, divisa in 2 spezzoni ma anche qui nessun problema. Alla fine c’è la EE segnata sul masso per cui sono sicura che da qui non ci saranno piu’ catene. Seguo una traccia appena appena accennata per il sentiero fino a che sbuco nel sentiero piu’ grande, il bivio per il Fo, ed in pochi minuti sono alla fine della mia traversata.
Ora sostona. Circa ¾ d’ora al sole. Altro che pioggia! Fa fin troppo caldo!!!
Scesa all’acqua del Fo a fare rifornimento, quindi a 3Alpe, poi alla Prima e rientrata dallo Spaccasassi per evitare la solita ressa che si trova su quella strada.
Alla fine la giornata è stata buona, il giro di soddisfazione. Certo a sapere che il tempo teneva … mah, accontentiamoci cosi :)


Quota partenza: 483 m
Quota arrivo: 1. 387 m, 1.365 m, 1.239 m
Dislivello, secondo il mio altimetro: 1.035
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e di foto: circa 7 ore