domenica 9 maggio 2010

Traversata bassa Grigne – 9 Maggio 2010


Anche oggi 2 maschietti al seguito, ma avevo anche una compagna femminile :)
Andrea è venuto con un collega e la relativa moglie. Sapevano a che cosa andavano incontro ma hanno insistito lo stesso. A dire il vero non credo si siano trovati poi tanto male. Abbiamo chiacchierato molto, visto che la velocità ed il dislivello contenuto lo permettevano.
Abbiamo deciso di prendere la traversata partendo dai Resinelli, più precisamente dal rifugio Soldanella per terminarla al Rifugio Pialeral.
E’ molto bella la traversata bassa, si passa in mezzo a boschi e prati, con scorci sulla Grignetta non indifferenti … se riesci a vedere qualcosa :( Perché all’inizio la giornata non era poi male ma le cime delle montagne si sono fatte desiderare assai.
Alla fine a noi poco importava tanto eravamo intenti a chiacchierare. E tanto intenta a muover la lingua non ho guardato bene dove ho guadato il primo torrente e …. SPLASH!!!!! con il sedere nell’acqua.
Che figura :(
Mi rialzo un po’ come fa Isi, facendo finta di niente. Per fortuna ho su tutto materiale tecnico e so che in poco tempo mi asciugo. Ma ancora più per fortuna non mi sono fatta nulla (soprattutto al ginocchio) se non una bella ferita nell’orgoglio … :) Ma si, si ride, e per fortuna, anche di queste cose!
Al torrente successivo però, che era ben più grande da guadare, Rolando mi aiuta molto cavallerescamente e passo il guado senza problemi.
Al Pialeral c’è un po’ di gente ma troviamo la panchetta per fermarci a mangiare. Chiacchiere chiacchiere chiacchiere … non la smettiamo più di raccontarcela su.
Ma arriva anche l’ora di andare e riprendiamo il sentiero. Mamma mia ma come sale!
A dire il vero, sale e scende tanto quanto abbiamo fatto all’andata visto che quota di partenza e di arrivo più o meno coincidono ma ci facciamo nel frattempo poco più di 300 m di dislivello.
Probabilmente però non siamo abituati a pensare al ritorno in salita e i pezzi ci sembrano sempre più ripidi.
Quando arriviamo sulla strada poi, tutta in salita, non arriviamo più … è davvero eterna!
Al ritorno una sosta per comprare un po’ di formaggio, ancora 4 chiacchiere a casa mia e poi LORO si avviano verso la pianura … :D :D :D
Giornata davvero piacevole, anche se sono arrivata davvero stanca :( che schiappa che sono!!!



Quota partenza: m 1.350 ca
Quota arrivo: m 1.400
Dislivello, secondo il mio altimetro: m 670 ca
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: 6 ore e mezza





sabato 8 maggio 2010

Alpe Fraina m 1.400 – 8 Maggio 2010


Gita con 2 maschietti oggi: Nano e Tyco :) Sono sempre felice quando posso uscire con Tyco. Ora, dopo la paura della mia operazione, Tyco mi riconosce e mi ubbidisce … beh, quasi sempre :)
Cmq, per il motivo che ormai sanno anche i sassi, Nano decide di accompagnarmi per la Val Fraina.
Una strada che in poco piu’ di un’ora porta a questo alpeggio molto bello, ben tenuto e abitato almeno d’estate.
La meteo non è un gran che ma visto l’itinerario non ci preoccupiamo.
Saliamo spediti fino a che la sottoscritta non boccheggia. “Ma se sei davanti, non dirmi che sono io che ti tiro per il collo!” sbotta Nano. Ha ragione ma mi faccio sempre prendere dalla sensazione di essere troppo lenta. Cmq, rallentiamo chiacchierando e fotografando. Giuliano mi racconta di quando è stato qui la scorsa stagione, dei giri che potrò farmi questa estate non appena il ginocchio mi permetterà giri un pochino più impegnativi.
Dimenticavo di dire che siamo partiti tardi questa volta a causa di impegni cittadini per cui, arrivati all’alpe, ci concediamo un ristoro a base di bisciola e crostata. Apprezzate anche da Tyco anche se devo dire che ha apprezzato di più la crostata :D
Ci inoltriamo ancora un pochetto nella valle fino al nevaio ma poi inizia a piovere e torniamo sui nostri passi.
Ci mettiamo a sedere sotto la tettoia e mentre chiacchieriamo Tyco inizia ad abbaiare. Un signore di una casa li ci chiama: venite dentro che fa caldo! Ma grazie! Ma non importa, aspettiamo che spiova e poi scendiamo. Dai, almeno per un caffè! Come fare a rifiutarlo? Caffè con grappa oltretutto!!!
Signore gentilissimo, casetta stupenda. 4 chiacchiere su Premana e poi scendiamo, non senza promettergli che se ripasso questa estate mi fermo a salutarlo.
Scendiamo sempre con Tyco attaccato ai nostri calcagni. A tratti pioviggina ma non da troppo fastidio.
A Introbio troviamo finalmente una gelateria degna di questo nome. Cosi … tanto per chiudere in dolcezza la giornata :)
Gita molto tranquilla, 4 passi in mezzo alla natura che rallegrano sempre il cuore.



Quota partenza: m 1.000 ca
Quota arrivo: m 1.400
Dislivello, secondo il mio altimetro: m 500 ca
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: 3 ore e mezza





sabato 1 maggio 2010

Bivacco Emanuela al Monte Due Mani m 1.315 ca – 1 Maggio 2010





Regione:Mondo »  Italia » Lombardia
Data della gita:1 maggio 2010
Difficoltà escursionismo:T2 - Escursione di montagna
Waypoints:
Tempo:3:00
Salita: 680 m
Discesa: 680 m
Accesso alla località di partenza:Arrivando da Lecco, appena usciti dal tunnel, alla rotonda di Ballabio prendere la provinciale per Morterone e girare alla prima a sinistra (Via Valderia) Poco più avanti si trovano diverse possibilità di parcheggio.
Possibilità di alloggio:Al Bivacco ci sono 2 posti letto





Accidenti, le previsioni per questo primo we di maggio sono davvero pessime. Va bene, penso, domattina mi alzo e se non piove vado a vedere questo bivacco appena risistemato dopo che un masso lo aveva sventrato.
Suona la sveglia alle 7. Mi concedo un’altra mezz’ora, penso, ma suona il telefono.
Gulp! Chi sarà mai a quest’ora?
Chi vuoi che sia … Nano: che fai! Dormi? Vieni a fare 4 passi con me e Mario?
Mah … devo essere a casa per mezzogiorno … pensavo di andare al Bivacco Emanuela.
Va bene, ci vediamo al bar alle 8.
Caffè e poi a cercare l’inizio del sentiero.
Iniziamo a salire tranquilli, pensando al mio ginocchietto. Il sentiero è molto largo all’inizio anche se non bellissimo per la presenza di sassi piuttosto grossini che non fanno camminare poi tanto bene. Poi però diventa sentiero e le cose migliorano anche se ci sono alcuni tratti piuttosto ripidi.
Arrivati ad un cartello, Nano prosegue nella direzione opposta alla cima del Due Mani. Dopo poco Mario ed io facciamo presente il nostro dubbio. Tiro fuori la cartina e “ovviamente” dovevamo proseguire lungo la direzione indicata dal cartello. E qui mi viene in mente il primo consiglio che mi diede Mario: “Non ti fidar … del senso di orientamento di Giuliano … si perde!!!”
Hi hi hi …
Torniamo indietro e riprendiamo il sentiero che in poco tempo ci porta alla meta.
Il bivacco (del CAI di Ballabio) è davvero carino! Pittato di fresco, pulito, arioso e con le tende alle finestre. Peccato che non possa dire niente del panorama che dovrebbe essere su Ballabio e le Grigne visto che eravamo proprio dentro alla nuvola.
Dico ai “ragazzi” di andare pure in cima se vogliono, io sono costretta a fermarmi qui, ma loro declinano. Giuliano girovaga li intorno, Mario ed io ci sediamo sulla panchina a chiacchierare.
Foto di gruppo con il solito brontolo che brontola che non è dritta (mica si mette lui però a inquadrare!) e poi scendiamo.
Piano che è scivoloso e ripido :( Ragazzi … che pena andare in giro cosi! Purtroppo il ginocchio non è ancora a posto e non posso proprio fare di più.
Giuliano becca una primula davvero bellissima. I numeri per portarmi la a fotografarla ma sono molto soddisfatta: è davvero stupenda! Si tratta della Primula auricula e l’abbiamo trovata fiorita su una roccia: uno spettacolo!
Torniamo, casa, doccia … Milano :(



Quota partenza: m 700
Quota arrivo: m 1.315 ca
Dislivello, secondo il mio altimetro: m 680
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: circa 3 ore



mercoledì 14 aprile 2010

heliSito sta per chiudere

E' un momento davvero difficile. Sono cambiate e cambieranno tante cose e cosi sto meditando di chiudere questo sito. Non credo che ci sia molta gente che ne trae beneficio per cui credo sia venuto il momento di porre fine a questa avventura.





heliSito sta per chiudere

E' un momento davvero difficile. Sono cambiate e cambieranno tante cose e cosi sto meditando di chiudere questo sito. Non credo che ci sia molta gente che ne trae beneficio per cui credo sia venuto il momento di porre fine a questa avventura.





mercoledì 7 aprile 2010

Rifugio Pialeral m 1.400– 7 Aprile 2010


E’ con il cuore gonfio di tristezza pensando a Rino e a Giuliano che mi avvio verso il Pialeral.
Prendo sempre spunto dal sito di Diska salgo in macchina fino alla cappelletta.
Quanti accidenti ho mandato a chi mi ha detto di salirci in macchina! La strada non è molto bella, molto sconnessa e io non ci sono mica abituata. Per fortuna non è lunghissima e arrivo alla cappelletta. Parcheggio, leggo la relazione e prendo la strada a sinistra.
Poi scopriro’ che giuliano mi invitava ad andare dritto cosi facevo la strada e non il sentiero ma non me lo sono ricordato :( Poco male, perché è cmq andato bene.
Ogni primula che vedevo pensavo a Rino e ho l’impressione che questo splendido fiore per me sarà sempre collegato a lui.
Trovo un po’ di gente che scende, la giornata meravigliosa ha invogliato quelli che avevano la possibilità a salire al Grignone.
Al Pialeral mi fermo un po’ a crogiolarmi al sole. Le Grigne sono uno spettacolo eccezionale che apprezzo anche con il morale a terra.
Torno con calma alla macchina. Il bello di abitare qui è che posso permettermi queste splendide “toccate e fughe” alle 2 del pomeriggio.


Quota partenza: m 833
Quota arrivo: m 1.400
Dislivello, secondo il mio altimetro: m 557
Tempo totale di marcia comprensiva di soste e foto: 3 ore





venerdì 2 aprile 2010

Ciao, Rino!

Quando ho iniziato a leggere quella mail ho sperato fino all’ultimo, nonostante la parola “tragedia” fosse una delle prime.
No, non è stata la “montagna assassina” anche se Rino è morto in montagna. E’ stata la natura a fare il suo corso. Una natura spietata che ha lasciato sola una moglie con 3 bambini piccoli.
Era con lui il suo compagno storico, andavano in montagna insieme da 20 anni e se l’è visto morire li, tra un tentativo di rianimazione e uno sprono ai ragazzi della Rega perché non si arrendessero.
Niente da fare. Rino non c’è piu’.